Gino Lisa, treni e authority: la politica si arrabbia, ma con chi?

Comune e Provincia hanno affrontato in un consiglio congiunto la "Vertenza Capitanata". Leone contro Bari: "Non abbiamo bisogno di colonizzatori". Bordo: "Difficile recuperare il tempo perduto"

Palazzo Dogana

Una sorta di patriottismo tardivo quello andato in scena oggi nella sala del Tribunale di Palazzo Dogana, dove Comune e Provincia di Foggia - più per dovere istituzionale che per convinzione rispetto al risultato - hanno riunito le rispettive assisi in un consiglio congiunto per tentare di alzare la voce su quella che è stata ribattezzata “vertenza Capitanata”. Rende, a tal proposito, un passaggio dell’intervento di Michele Bordo, deputato Pd laddove evidenzia che “sarà molto complicato recuperare il tempo perduto”.

La formula, d’altronde, “Vertenza Capitanata”, racchiude un quindicennio di “scippi” e di politiche penalizzanti subite dal territorio, che avrebbero ridotto Foggia e provincia ad una succursale di Bari. L’ultima si chiama aeroporto “Gino Lisa”, dal quale da una settimana non si vola più. I soldi in Regione son finiti e Darwin non ha perso tempo a salutare lo scalo foggiano dal quale “non conviene operare a prezzi di mercato”, ossia a tariffa piena.

Ed è stato proprio il caso Gino Lisa a muovere un sussulto di dignità in enti ed istituzioni locali che, chiamati all’appello i propri parlamentari e consiglieri regionali, hanno - di fronte alle forze economiche e sociali del territorio, oltre a diversi sindaci - sottoscritto un documento in cui, oltre alla condanna bipartisan delle decisioni capestro assunte da Governo, Regione e, non ultima, Trenitalia (con la soppressione di due corse da e per Roma), si chiede, in buona sostanza, di rivedere quelle scelte, una per una, “per la ripresa - si legge - di corrette relazioni istituzionali e la condivisione delle scelte da attuare”.

Ma la strada è molto stretta, complice anche la delicatezza del passaggio storico che si sta vivendo in queste ore nella capitale da un punto di vista politico ed economico-finanziario, in cui ne va della sopravvivenza stessa dell‘Italia. E che, evidentemente, ha bloccato a Roma il ministro Fitto, invitato a partecipare ma oggi assente in aula, al pari del governatore Nichi Vendola, rientrato ieri dalla Cina. Entrambi “impossibilitati” ad intervenire.

Il Pd tenta di scrollarsi di dosso l’opa lanciata dal leader di Sel e contesta duramente il suo presidente. Lo fa il gruppo provinciale del Pd, che ricorda come il partito provinciale abbia chiesto a Vendola e Minervini di trovare le risorse a favore del Gino Lisa nelle pieghe del prossimo bilancio regionale, mentre il consigliere regionale Dino Marino attacca: “Se così non sarà, quel documento io non lo voterò“ e ricorda a Vendola come sia stata proprio Foggia a permettere alla Puglia di essere annoverata tra le regioni “Obiettivo 1” e, quindi, di incassare un sacco di quattrini, a conferma che ormai nella maggioranza che regge via Capruzzi è guerra. Anche e soprattutto politica. Anche e soprattutto in vista di una prossima competizione elettorale nazionale (e dunque regionale). I parlamentari Pd Bordo e Mongiello invitano il loro collega nonché presidente della provincia, Antonio Pepe, ad ingaggiare una lotta bipartisan in Parlamento per le ragioni della Capitanata.

Va ricordato - sottolinea Bordo in riferimento alla questione authority - che dietro ogni provvedimento c’è una scelta politica. Ed è stata precisa scelta politica di questo Governo ignorare il Mezzogiorno, e con esso la Capitanata, grazie al veto della Lega Nord”, mentre il vicepresidente della Camera, Antonio Leone, si scaglia contro Bari che starebbe “colonizzando” l‘intera Capitanata. Per il deputato Pdl emblematica è la vicenda del porto di Manfredonia, altra infrastruttura che rischierebbe, a breve, di essere cannibalizzata dal più grande sistema portuale levantino. Dietro le quinte l’ex commissario Apt ed ex assessore provinciale al Turismo, Nicola Vascello, che scrolla la testa. “E’ evidente – dice - che c’è una regia dietro tutto questo, una regia che ha scritto che la Capitanata non deve decollare, che deve restare al rimorchio di Bari. L‘allungamento della pista? Uno specchietto per le allodole. Non si farà mai”.

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E se i sindacati se la prendono con una classe dirigente che si è dimostrata non all’altezza della sfida e gli industriali chiedono alla comunità di arrabbiarsi di più, di fare rumore, la Rete delle Associazioni a sostegno del Gino Lisa tesse lentamente la sua tela e si prepara a scendere in piazza il prossimo 19 novembre per una mobilitazione generale pro-Capitanata. Al loro fianco - è stato deliberato oggi, nello stesso documento - ci saranno anche i gonfaloni di Provincia e Comune. Di certo, al momento, c’è solo questo. Oltre, naturalmente, ad uno scalo aeroportuale paralizzato, a treni soppressi e ad un ricorso al Tar per ottenere l’authority.

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