Ataf, Landella risponde ai sindacati: “Fatti enormi sacrifici”

Dopo le dichiarazioni dei sindacati, che hanno accusato l’attuale amministrazione di aver danneggiato l’Ataf, arriva la replica del primo cittadino: “Non stanno assumendo posizioni costruttive”

Hanno suscitato sorpresa il tono e i contenuti del comunicato stampa diffuso ieri dai sindacati dei trasporti in relazione al presunto scarso impegno di questa Giunta nei confronti dell’azienda Ataf.

“Alcune sigle sindacali aziendali di ATAF SpA – ha dichiarato il Sindaco Franco Landella - lanciano l'allarme sullo stato dell’Azienda a fronte di una situazione critica che dura da ormai lungo tempo. Appena qualche giorno fa il Consiglio comunale ha votato il provvedimento per il completamento del ripiano delle perdite maturate dall'azienda di trasporto pubblico cittadina nell'esercizio del 2014, ovvero questa Amministrazione ha provveduto a coprire le perdite prodotte in passato. Ma allora i sindacati erano forse distratti o facevano finta di non vedere la gestione fallimentare di quegli anni. O vi erano altri obiettivi che facevano girare la testa dall'altra parte a chi oggi trova il coraggio -o la convenienza- per alzare la voce”.

L’Amministrazione ha fatto notevoli sacrifici economici per risollevare le sorti dell’Azienda”, precisa il primo cittadino. “È appena il caso di ricordare che questo è il governo comunale che più di ogni altro si è esposto in termini economico-finanziari in favore dell’Ataf, con il riconoscimento dell’adeguamento inflattivo del contratto di servizio (con un impegno in bilancio di circa 2.3 milioni di euro), il ripiano totale delle perdite per l’esercizio 2014 (con un impegno di circa 700mila euro) e l’acquisto di nuovi autobus (con una spesa di circa 200mila euro). Per non parlare del fatto che CDA e Presidente dell’Ataf, di concerto con il Sindaco, hanno internalizzato servizi per oltre 700mila euro”.

Sacrifici necessari, originati da una gestione politica e aziendale che il sindaco giudica fallimentare ”conclusasi con un piano di ristrutturazione del debito che, nei fatti, si è dimostrato del tutto inefficace – producendo più perdite che utili – al punto che è stato necessario rivederlo e, con il mese di agosto, ne è partito uno nuovo”.

“In questo contesto, è chiaro che ognuno, anche in Azienda - dal livello apicale a quello più basso -, è chiamato a fare la propria parte con senso di responsabilità per assicurare un servizio efficiente all’utenza, pur puntando alla massima salvaguardia possibile delle prerogative dei lavoratori. La Delibera di Giunta ha previsto una serie di attività finalizzate a venire incontro ad alcune istanze che, sin dall’inizio della consiliatura, erano state sollevate dagli studenti universitari e dagli operatori del commercio: una fetta importante, cioè, del tessuto sociale ed economico della città. In quest’ottica, non si comprendono le critiche dei sindacati sulle modalità operative, in quanto queste sono oggetto di incontri e riflessioni che si stanno susseguendo in questi giorni, sulla scorta anche delle indicazioni date dall’Azienda e che puntano a migliorare il sistema della sosta ricomprendendo proprio le esigenze storiche di queste categorie di cittadini”.

L’attenzione poi si sposta sull’accordo con le Ferrovie del Gargano per il biglietto integrato: “Sono state individuate alcune attività che possono migliorare il servizio di trasporto integrato a beneficio di una buona fetta di abitanti dei centri della provincia che lavorano nel capoluogo.

Chiaramente, i termini discussi devono essere oggetto di ulteriore analisi da parte dei vertici di Ataf e Ferrovie del Gargano per trovare le migliori modalità di attuazione”.

A fronte di tutti gli sforzi compiuti dal Comune a favore di Ataf per salvare una azienda in grave difficoltà finanziaria – conclude il sindaco di Foggia – i sindacati non stanno assumendo posizioni costruttive. Sarebbe stato molto più semplice e produttivo, dal punto di vista politico e gestionale, da parte mia, al momento dell’insediamento, portare i registri in tribunale e dichiarare che il piano di ristrutturazione del debito –come era evidente- era destinato a fallire. Ho voluto evitare in ogni modo, con la piena collaborazione dell’Amministrazione e della proprietà, esiti che sarebbero stati disastrosi per la città e per i dipendenti. È per questo che ritengo le chiusure riscontrate nelle posizioni dei sindacati un atteggiamento irresponsabile, strumentale e irriconoscente verso chi si impegna per contemperare le esigenze della cittadinanza e quelle dei lavoratori”.

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