Ataf alla deriva, Buonarota a Landella: “Improvvisarsi manager non giova alla città”

Il consigliere comunale di minoranza, Luigi Buonarota, evidenzia tutti i problemi di Ataf e chiede al sindaco di ridare serenità ai lavoratori

Luigi Buonarota

Luigi Buonarota torna a farsi sentire in merito alla “deriva gestionale” di Ataf, “azienda un tempo fiorente” sottolinea. Per il consigliere comunale il governo Landella non riesce a virare quel che rimane dello ‘Scafo di Città’, che avrebbe “bisogno di nuove strategie imprenditoriali” perché “i cittadini foggiani non possono e non devono pagare il prezzo di una miope conduzione che li obbliga a subire ritardi, fermi e interruzioni improvvise dei mezzi e di tutto il servizio aziendale. Se un mezzo pubblico ritarda, anche i nostri figli subiscono danni, con ritardi a scuola”

Il consigliere comunale di minoranza prosegue: “Le vicende che in questi giorni stanno interessando l’Ataf non passano inosservate all’opinione pubblica. Anzi, hanno creato discussioni, spesso trasversali sul piano politico, generando formule e soluzioni precipuamente personali e di solo bisogno consensuale. A tal fine, come amministratore di questa città, seppur eletto ma in minoranza al collegio comunale, sento il dovere di intervenire sulla vicenda, sia per responsabilità, sia per dar seguito a richieste formulate dall’anno scorso, quando in Ataf già si prefigurava l’odierno scenario”

Luigi Buonarota ricorda di aver depositato, il 2 febbraio 2015, l’interpellanza ‘Situazione della sosta tariffata e ricadute sullo stato occupazionale’, indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio comunale di Foggia. “Da allora nulla è cambiato per l’azienda in oggetto rispetto a quanto da me denunciato in Consiglio comunale”.

L’esponente di centrosinistra tira fuori i numeri: “Secondo l’ultimo report redatto da Ataf per ogni 100 auto parcheggiate sulle strisce blu 60 risultano in divieto di sosta e 74 con contrassegno di invalidità. Su un totale di 2706 posti disponibili esclusi i residenti 817 posti sono occupati da possessori di permesso disabile e 644 parcheggiati in divieto di sosta. Per un introito già incassato di € 2.050.000 da Ataf avremmo un recupero rispetto alle soste illegali e permessi impropri disabili, al 100% un incremento di € 2.738.260 - in caso di 70% di € 1.916.782 – in caso di 50% di € 1.369.130. Difatti, l’utilizzo improprio dei pass disabili risulta essere di 355 auto tutte segnalate all’amministrazione. A tal proposito, sempre nel report, si riscontra una flessione delle sanzioni effettuate dagli ausiliari del traffico da 33000 a 28000 in un solo anno solare; ciò è conseguenza di un minor controllo della Polizia Municipale nei confronti delle auto parcheggiate in divieto di sosta nelle zone attigue la sosta a pagamento”.

Le soluzioni secondo Buonarota. “Urge un intervento finalizzato a far cessare (o a ridurre in termini fisiologici) i comportamenti in violazione del Codice della Strada localizzati fuori dalle strisce blu e a ridosso delle stesse, dove gli ausiliari non hanno competenza per intervenire. E’ indispensabile perciò che il corpo di Polizia Municipale, oltre a dar lustro alla zona centralissima, venga sollecitato a sanzionare tutti quegli automobilisti indisciplinati che parcheggiano le proprie autovetture in zone attigue, per non decretare il fallimento delle politiche di decongestione per motivi economici, occupazionali e di civiltà

Nel contempo è necessario procedere al ritiro di tutti i ‘permessi di sosta gratuiti’ rilasciati da Ataf e assegnati ad autovetture private che non risultano essere “Auto di servizio”. Ritengo, quindi, che la gestione Apcoa sia ottimale se però opportunamente supportata e coadiuvata dalla Polizia Municipale, così come avviene in tutte le città civili, dove non si consente che vi siano più auto in divieto di sosta di quelle che pagano regolarmente la sosta”.

Aggiunge il consigliere comunale: “Inoltre, nella nota del 22.10.2014 e reiterata il 22.12.2015 il prefetto ha obbligato l’amministrazione comunale dal non sanzionare gli automobilisti con talloncino di parcheggio scaduto secondo quanto previsto dai pareri n. 25783 del 22.03.2010 e n. 3615 del 05.11.2011 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Sarebbe necessario, dunque, cambiare il regolamento comunale in merito alla sosta a pagamento affinché venga previsto il “ravvedimento operoso” che dà la possibilità al cittadino che per impegni non ha potuto adempiere alla continuazione di pagamento, di poterlo effettuare successivamente. Le succitate situazioni sviluppano una previsione di mancato introito di €1.200.000 dalle casse dell’Ataf”.

Buonarota è firmatario insieme ad altri undici consiglieri di una mozione con la quale si chiede un’assiste monotematica sulla questione. “Il lavoro è un diritto di tutti. Averlo ottenuto oggigiorno è di per se un privilegio che va mantenuto e non discusso per renderlo merce di scambio per nuove acquisizioni e cambiamenti aziendali. Tutti noi foggiani sappiamo bene che i dipendenti dell’Ataf e chi per essa lavora nel marasma della sosta tariffata, intravedono scelte volte al quasi gratuito ridimensionamento delle funzioni. Le stesse che si vorrebbero mutare per dar respiro a chi è addetto alla movimentazione dei mezzi che, ironia di una sorte indotta, sono carenti e malmessi, spesso non manutenuti, secondo capitolati ferrei, per mancanza di liquidità della stessa Ataf”.

L’esponente della minoranza ricorda il rischio di un nuovo sciopero “perché da Palazzo di Città nella veste del sindaco, da via di Motta della Regina dove è in insediato un Cda “vecchio stampo”, non arrivano soluzioni atte a salvare una partecipata comunale che da lavoro a tante famiglie, bensì solo ipotesi e conti in rosso. Oltretutto, ma è un ripetersi con i colleghi della minoranza, Landella deve far il sindaco e non il manager indiretto dirottando scelte poi enunciate dai suoi nominati nel Cda”.

E sulla questione dei 18 lavoratori senza stipendio sottolinea che “l’affidamento della sosta tariffata all’Apcoa Italia Parking - sagace sul piano puramente societario – doveva però rispettare il bando di gara, che prevedeva il mantenimento delle unità in forza in toto. Invece, il “Cda Landella” ha preferito riassumere 70 dipendenti, lasciando senza uno stipendio altre 18 famiglie che per quanto detto dovrebbero essere assorbiti da Ataf per il tramite di agenzia interinale attraverso contratti di somministrazione”.

Luigi Buonarota aggiunge: “Insomma, la politica c’ha messo lo zampino per scelte occupazionali meramente imprenditoriali. Scelte che maschererebbero nuove assunzioni in netta violazione di quanto deliberato in Consiglio Comunale sia con la delibera di C.C. n°206/2014 e sia con la delibera di G.C. n° 6/2015, in materia di personale delle aziende partecipate. D’altro canto i sindacati, ragionevolmente, hanno chiesto il ripensamento di tale scelta, semmai rivedendo clausole e strategie occupazionali visto che, ricordo, dal luglio 2018 l’aggiudicazione per il trasporto pubblico sarà nuovamente in gara. L’Ataf, e non è novità odierna, ha un disavanzo di circa 650mila euro, una decozione finanziaria che mostra tutta l’incapacità amministrativa delle scelte del sindaco, oltre a quella gestionale, visti i risultati sul piano logistico, manutentivo e movimentazione dei mezzi”.

E poi conclude: “L’improvvisazione manageriale non giova alla città. Sig. Sindaco ridia serenità ai dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico urbano e ai dipendenti Apcoa!”

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