Verifica politica, la Lega chiede tre assessorati. Amorese verso i Lavori pubblici. La minoranza: "Andate a casa"

Ieri primo incontro interlocutorio tra il sindaco Landella e le forze di maggioranza. L'incognita sono gli indipendenti. Le posizioni di sottogoverno, ovvero i posti nelle ex municipalizzate, probabilmente non saranno per il momento oggetto del confronto tra i partiti

L'opposizione oggi in aula

Alla vigilia, era già nell'aria il rinvio del Consiglio comunale, forse all'insaputa delle opposizioni che si sono scatenate fino a invocare le dimissioni dell'intera maggioranza. Ieri mattina, il sindaco di Foggia Franco Landella ha incontrato le forze di maggioranza. È stato un confronto sostanzialmente interlocutorio. Per ora si sono annusati. La verifica politica è slittata di qualche giorno, di mezzo ci si è messo anche il viaggio della comitiva leghista in Sicilia per il processo Salvini, ma nel giro di una "settimanella" - questo è il refrain - dovrebbe chiudersi con il varo della nuova giunta.

Ora partono gli incontri bilaterali: il sindaco dovrà ragionare con i singoli partiti. La vera incognita sono gli indipendenti, che sarebbero in grado di scompaginare gli assetti. Si tratta di Danilo Maffei, mister preferenze alle Regionali nella lista La Puglia Domani, Alfonso Fiore, Massimiliano Di Fonso e Amato Negro. Sarebbe stata posta una prima condizione all'accordo: a prescindere dall'eventuale futuro travaso dei consiglieri comunali nei gruppi, lo schema resterà invariato da qui in poi.

A Fratelli d'Italia spetterebbero due assessorati e altrettante postazioni di sottogoverno. Un assessorato per garantire la rappresentanza politica andrebbe a Forza Italia. L'esperto del manuale Cencelli sarebbe il coordinatore di FdI Giandonato La Salandra. Franco Di Giuseppe, coordinatore insieme a lui, di norma apre i tavoli e imbandisce la discussione. Era circolato addirittura il suo nome per un assessorato, ma i beninformati dicono che non sia interessato a nessun impegno diretto per quanto aggiungano pure che "un Franco Di Giuseppe servirebbe nella giunta di Franco Landella". Siamo nell'alveo della fantapolitica, perché i due assessorati in quota Fratelli d'Italia sarebbero già belli e fatti, con il ritorno di Claudio Amorese che questa volta potrebbe assumere la delega ai Lavori Pubblici, e verosimilmente la conferma di Matteo De Martino.

Tra parentesi, nel partito di Giorgia Meloni in provincia di Foggia rischia di consumarsi una pericolosa faida interna, una specie di riproposizione delle fronde di Alleanza Nazionale. Si starebbe riconfigurando una corrente rappresenta da Ciccio D'Emilio, Peppino Pedarra e Oronzo Orlando, contrapposta alla componente capeggiata da Bruno Longo.

Tornando alla verifica, ai meloniani potrebbero essere assegnate anche due postazioni di sottogoverno. In ballo ce ne sarebbero nove in tutto, di cui tre presidenze (Amgas, Ataf e AmService). Non si lascia niente. Ma i Consigli di amministrazione scadono l'anno prossimo, e l'orientamento condiviso, a partire dal sindaco, sarebbe di rimandare o al massimo stilare una programmazione da qui a qualche mese. Ci sarebbero margini per intervenire solo nel Cda dell'Amiu.

A prescindere dal pronunciamento dei probiviri sull'appartenenza al partito di Leonardo Iaccarino, Forza Italia ha di fatto disconosciuto l'attribuzione al partito della presidenza del Consiglio. Non è in quota agli azzurri.

Non farà parte del prossimo esecutivo, con tutta probabilità, Cinzia Carella, assessore alla Sicurezza. I partiti proveranno certamente a imprimere una accelerata onde evitare che Landella, magari spazientito, faccia da sé. La Lega, per la verità, aveva chiesto di anteporre la verifica in Provincia. Al Comune, il partito di Salvini punterebbe a tre assessorati e sarebbe intenzionato a confermare Francesco Paolo La Torre e Raffaella Vacca.

L'aula vuota di oggi offre una sponda alle opposizioni per teorizzare come la maggioranza anteponga il riassetto della giunta ai problemi della città, "ormai allo sbando". Lino Dell'Aquila, Lia Azzarone, Francesco De Vito, Michele Norillo del Pd, Rosario Cusmai e i Cinquestelle Giuseppe Fatigato e Giovanni Quarato si sono fatti immortalare seduti ai loro posti. Il gruppo del Pd invoca le dimissioni del sindaco e dei consiglieri di maggioranza "unica scelta sensata da compiere per porre fine all'agonia politica del centrodestra e fare in modo che finalmente Foggia abbia un'Amministrazione degna e capace di affrontare e risolvere problemi ormai incancreniti".  

Dopo la sconfitta alla Regioni, secondo i Dem, "si ritrovano più deboli e spaccati di prima, e non sanno quale formula del manuale Cencelli applicare per evitare la frantumazione dell'Amministrazione comunale".

Cavalcano l'onda di Foggia non si Lega e tirano in ballo anche Salvini: "Se il capo leghista avesse saputo che pacco gli stavano rifilando, avrebbe rifiutato certamente di mettersi al fianco un sindaco in caduta libera nel consenso dei cittadini e contestato aspramente e apertamente dalle forze politiche che dovrebbero sostenerlo".

Rafforzeranno il concetto in una nota congiunta dei consiglieri comunali di opposizione, ad esclusione di Leonardo Di Gioia (oggi coordinatore di Noi con l'Italia che alle Regionali ha stipulato un accordo con Forza Italia): "Pur in presenza di un profondo stato di degrado e di emergenza in cui versa la Città e nonostante le gravi ed urgenti problematiche in attesa da tempo di una risposta, una riunione di maggioranza arbitrariamente definisce prioritaria la spartizione delle poltrone e stabilisce di rinviare la seduta del consiglio comunale, in modo a dir poco illegittimo - scrivono Pippo Cavaliere, Lia Azzarone, Giuseppe Fatigato, Lino Dell’Aquila, Sergio Clemente, Francesco De Vito, Giovanni Quarato, Rosario Cusmai, Giulio Scapato, Michele Norillo e Anna Rita Palmieri - Un atteggiamento irresponsabile ed irriguardoso nei confronti dei cittadini". Così facendo, secondo loro, Landella e la sua maggioranza abbandonano la città al suo destino. 

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Parte la risposta dei segretari provinciali edei capigruppo al Comune di Foggia di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia e delle liste civiche, che rispediscono al mittente le responsabilità dei "problemi incancreniti" della città: "Ancora una volta i consiglieri comunali del Pd di Foggia mostrano tutta la loro scorrettezza politica, agitando problemi inesistenti e premendo sul pulsante del solito disco rotto. Il rinvio dei lavori del Consiglio comunale, che tra l'altro non prevede all'ordine del giorno argomenti importanti per la comunità, è stato dovuto ad un accordo tra i capigruppo che hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale qualche giorno di tempo per ridefinire alcuni assetti politici". E a proposito di consenso elettorale, invitato il centrosinistra a rivedere i suoi calcoli: "Il totale delle liste del centrodestra è ancora superiore a quello della galassia delle liste a sostegno di Emiliano. Le questioni politiche sono opinabili. La matematica no". 

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