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Rimpasto in Giunta a San Severo, entra anche un ex centrodestra. Piovono polemiche, Miglio: "Era in maggioranza dal 2019"

Tempo di verifica annuale. Ora sono 7 gli assessori dell'esecutivo. Coperta da Leonardo Irmici la casella rimasta vuota al Bilancio. Fuori Valentina Stocola. Scattano in Consiglio comunale Antonio Bubba e Fabiola Florio

Tagliando annuale 2021 per la Giunta comunale di San Severo: è arrivato oggi il secondo rimpasto del Miglio bis. Gli assessori passano da sei a sette. Le new entry sono Mariella Romano, eletta nel Pd e ora assessora all'Ambiente, e Leonardo Irmici, eletto con Direzione Italia nel 2019 a sostegno di Marianna Bocola e poi passato nel gruppo Liberi e Forti per San Severo, nominato assessore al Bilancio, casella rimasta vacante dopo la verifica di un anno fa. Fuori dalla Giunta Valentina Stocola, ex assessore al Personale.

La cadenza della rivisitazione complessiva degli assetti di governo era stata programmata sin dall'insediamento del sindaco Francesco Miglio al suo secondo mandato. I nuovi componenti dell'esecutivo lasciano il posto ad Antonio Bubba, segretario cittadino del Pd, e Fabiola Florio. Scatta, così, un seggio in Consiglio comunale che sarebbe stato ad appannaggio dell'opposizione.

Feroci le prime critiche. La consigliera di minoranza Rosa Caposiena parla di "cose turche": "Soluzione della crisi amministrativa secondo Miglio: i consiglieri eletti nel centrodestra sono meglio dei miei e possono fare l'assessore", tranchant come al solito.

"È vero sì che l'assessore Irmici è stato eletto in una lista di centrodestra, però è entrato nella mia maggioranza subito dopo le elezioni, nel 2019 - afferma il sindaco Francesco Miglio - E all'epoca nessuno ebbe mai a fare rimostranze rispetto a questo ingresso. La politica ha dei tempi, che non sono quelli scanditi dalle proprie convenienze momentanee, ma sono quelli dati dalla coerenza e da una certa linearità di ragionamento. Se c'erano problemi ad avere Leonardo Irmici nel centrosinistra il tempo per sollevare queste rimostranze era settembre 2019. Non è corretto che fin quando va tutto bene nessuno dice niente, poi invece quando il problema è assecondare proprie legittime aspirazioni per incarichi di responsabilità si torna con l'orologio indietro di due anni. Questo non lo accetto. Se Irmici fosse entrato un mese fa avrebbero avuto diritto di cittadinanza tutte le polemiche, ma all'epoca nessuno, né nel centrodestra né nel centrosinistra, ebbe mai a dire nulla e nessuno gridò allo scandalo".

Il gruppo Liberi e Forti, precisa Miglio, "aveva indicato e designato Leonardo Irmici all'unanimità come assessore al Bilancio, quindi non è frutto di una valutazione arbitraria del sindaco".

La consigliera subentrante, Fabiola Florio, stando a quanto riferisce il sindaco Francesco Miglio, "aderisce all'amministrazione di centrosinistra". Rispetto al 2019, secondo il primo cittadino, dunque, "non cambia nulla". Interpellata da FoggiaToday, la diretta interessata non si sbilancia almeno fino a quando non sarà certificato il suo ingresso.

Con due successivi decreti (numero 28 e 29), il sindaco Francesco Miglio oggi ha provveduto prima all'azzeramento della Giunta con la revoca delle deleghe assessorili e poi alle nuove nomine. Il vicesindaco è sempre Salvatore Margiotta, assessore all'Urbanistica che trattiene tutte le altre deleghe. Cambiano gli assetti solo per Ambiente e Verde Pubblico: Felice Carrabba li cede a Mariella Romano ma ora ha anche le deleghe allo Sport e alla Toponomastica, oltre alle principali in materia di Attività Produttive, Agricoltura e Commercio. Invariati, se non per deleghe marginali, gli altri assessorati con Celeste Iacovino alla Cultura, Luigi Montorio alla Polizia Locale e Sicurezza, Simona Venditti alle Politiche Sociali.

I consiglieri del Pd Pierluigi Marino e Alessandra Spada non hanno condiviso la sostituzione di Stocola, linea prevalsa nel partito, tanto da abbandonare il gruppo. "Io do molta rilevanza alle designazioni dei gruppi politici: il Partito Democratico mi ha proposto in Giunta una persona eletta a fronte di una che non era stata eletta. Mi sembra una operazione, dal punto di vista politico, di grande logicità. Al loro interno c'è stata una discussione, loro non l'hanno condivisa e sono usciti dal gruppo del Partito Democratico, scelta che - conclude Miglio - personalmente, rispetto ma non condivido".

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