Doccia fredda per Ursitti (Lega): segnalazioni all'Anac, "presunta causa di incompatibilità" tra il ruolo in Fiera e il consigliere

Solo in questi giorni, tuttavia, l'autorità nazionale anticorruzione ha ufficializzato l'inizio del procedimento di vigilanza. Chi e perché ha segnalato all'Anac la "presunta incompatibilità"?

Foto di repertorio

Doccia fredda per la Lega e per Raimondo Ursitti, nei cui confronti è stato avviato un procedimento di vigilanza relativo ad una presunta causa di incompatibilità tra l'incarico di segretario generale dell'Ente Autonomo Fiera di Foggia e la carica di consigliere provinciale e comunale (quest'ultima decaduta con le elezioni del 26 maggio/9 giugno scorso).

L'avvio della verifica è partita sulla scorta di "alcune segnalazioni" e risale ad alcuni mesi fa. Solo in questi giorni, tuttavia, l'autorità nazionale anticorruzione ha ufficializzato l'inizio del procedimento di vigilanza, sussistendo, a suo dire, la fattispecie prevista dall'art 12 comma 3 lettera b) del decreto legislativo n. 39/2013. 

"Come detto più volte da questa Autorità", la legge 190/2012 ha inteso ricomprendere nel novero dei soggetti tenuti all'applicazione delle disposizioni di prevenzione della corruzione anche gli enti pubblici economici, atteso che, anche per la natura delle funzioni svolte, essi sono esposti ai medesimi rischi che il legislatore ha voluto prevenire per le pubbliche amministrazioni, per le società, e gli altri enti di diritto privato controllati o partecipati".

C'è da capire chi e perché avrebbe segnalato all'Anac la presunta incompatibilità in un momento politico particolarmente delicato per Ursitti e per il suo partito, preso com'è dal tentativo di rimetterlo in pista dopo la mancata elezione in consiglio comunale. Sicuramente un colpo basso teso a "farlo fuori".

Segretario generale della Fiera di Foggia ("ente pubblico economico") dal 2000, Ursitti è stato consigliere comunale per 25 anni, fino al primo governo Landella, ed attualmente riveste ancora la carica di consigliere provinciale, dal 3 febbraio di quest'anno (fino a surroga).

Per lui e per quelli che si trovano nessa sua stessa situazione, la norma parla chiaro: "Gli incarichi dirigenziali, interni ed esterni, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale sono incompatibili con la carica di componente della Giunta o del Consiglio di una provincia, di un comune con una popolazione superiore ai 15mila abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione".

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