Nuzziello: “Puntare sui giovani, ma università di Foggia penalizzata”

"Penalizzata forse perché il sistema federale delle università è stato proposto dal Sud e in particolare dalla Puglia Vendola"

Università di Foggia

Il documento “Una politica di sviluppo del Sud per riprendere a crescere”, messo a punto da 21 associazioni col coordinamento dello Svimez (l’ Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) e presentato ieri, delinea un panorama disastroso per il Sud Italia: negli ultimi 5 anni il prodotto interno lordo italiano ha perso oltre il 7%: più del 6% al Nord e quasi il 10% nel Mezzogiorno. Dal 2000 al 2010 i centri urbani del Sud hanno perso 200mila abitanti, e dal 2008 al 2012 ben 266mila occupati L’occupazione è diminuita di oltre 530mila addetti, per circa il 70% nelle regioni meridionali.

“Il lavoro, soprattutto quello dei giovani e delle donne, rappresenta una vera e propria emergenza e non c’è tempo da perdere. Quel che bisogna necessariamente considerare è che per poter andare avanti il nostro Paese deve assolutamente puntare sui giovani: Foggia e la Puglia sono ulteriormente penalizzate, poiché è stato loro impedito di prendere parte ed attuare un sistema federale delle università pugliesi e soprattutto perché non potranno usufruire del tanto agognato dipartimento d'ingegneria dell’università del capoluogo dauno. Un impedimento che è giunto rispettivamente dai ministri Gelmini e Profumo, forse perché il sistema federale delle università è stato proposto dal Sud e in particolare dalla Puglia di Nichi Vendola” tuona il consigliere regionale.

In pochi anni l’Università di Foggia è cresciuta molto e ha visto aumentare da 10 a 100 il numero delle società di spin off. “Se il nuovo Governo capirà che i nostri giovani devono poter laurearsi con serenità, ma anche cercare di restare in Puglia e non regalare competenze altrove, creare aziende proprie, godere di un reddito minimo garantito e guardare all’Europa, allora si potrà parlare davvero di cambiamento, che non si fa con un aumento indiscriminato delle tasse, che non colpisce solo i più poveri, ma si ottiene con un programma serio e che capisca cosa significhi “disagio”. Soltanto amando il disagio e convivendoci lo si potrà debellare” conclude.

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