Trivellazioni Tremiti, Pepe: “Crepa tra Capitanata e governo nazionale”

“Si tratta di un comportamento che non esitiamo a condannare e a stigmatizzare, associandoci alle parole di sdegno già espresse da altre Istituzioni della nostra regione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

La decisione del ministero dell'Ambiente di autorizzare le prospezioni al largo delle Isole Tremiti apre inevitabilmente una crepa nel rapporto tra la Capitanata ed il Governo nazionale".

E' il commento del presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, alla notizia dell'autorizzazione rilasciata dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, alla multinazionale "Petroceltic", per l'esecuzione delle indagini geosismiche al largo dell'arcipelago delle Diomedee.

"Si tratta di una decisione - afferma Pepe - che il territorio non può condividere sul piano del merito e che sul piano della forma non tiene in alcuna considerazione la posizione di netta contrarietà espressa, in modo univoco e a più riprese, dalla comunità della provincia di Foggia".

"Al ministro Clini - prosegue Pepe - voglio ricordare che proprio di recente le istituzioni della Puglia, con in testa l'Amministrazione provinciale di Foggia ed il suo Consiglio provinciale, i suoi parlamentari ed europarlamentari, le forze sociali, le associazioni imprenditoriali e del commercio, si riunirono proprio alle Isole Tremiti per manifestare la loro ferma contrarietà a qualunque ipotesi di prospezioni nelle acque delle Isole Tremiti".

"Allora la mobilitazione del territorio ed il colloquio che io stesso ebbi con il ministro Prestigiacomo - ricorda il presidente della Provincia - riuscirono a scongiurare l'autorizzazione". Per Pepe è dunque "incomprensibile che il via libera alla richiesta che eravamo riusciti con fatica a bloccare sia stato concesso in pieno agosto, peraltro senza nessun confronto con il territorio di Capitanata. Si tratta di un comportamento che non esitiamo a condannare e a stigmatizzare, associandoci alle parole di sdegno già espresse da altre Istituzioni della nostra regione".


 

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