Trivellazioni Tremiti, Nagni IdV: “Monti svende mare a lobby del petrolio”

Crediamo fermamente che di fronte a tali scelte non si possa restare impassibili e per questo condanniamo la complicità di chi oggi regge in piedi questo governo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il governo Monti sta svendendo il nostro mare alle lobby del petrolio. Ricalcando, infatti le orme del precedente Governo Berlusconi, non più di quindici giorni fa, ha concesso alla compagnia irlandese Petrolceltic il permesso di avviare indagini per la ricerca del petrolio nei fondali marini al largo delle Isole Tremiti".

A parlare è il segretario regionale dell'Idv Pierpaolo Nagni che annuncia battaglia contro l'autorizzazione concessa alla multinazionale di effettuare sondaggi nel mare molisano, al largo della costa termolese. "Un permesso che aveva già ottenuto un primo parere positivo dall'allora ministro Prestigiacomo e al quale, dopo una massiccia manifestazione di protesta a Termoli, seguì un parziale dietrofront.

Oggi, purtroppo siamo nuovamente alle prese con il rischio di assistere allo scempio di un gioiello della natura fonte di ricchezza e meta di turismo - ha proseguito Nagni - E' ormai chiara la deriva delle scelte di questo governo rispetto alla volontà popolare che continua ad essere calpestata in virtù della legge delle grandi economie globali e a favore, ancora una volta di una potente lobby.

Crediamo fermamente che di fronte a tali scelte non si possa restare impassibili e per questo condanniamo la complicità di chi oggi regge in piedi questo governo. Siamo purtroppo di fronte ad un pensiero unico e anche i grandi partiti che dovrebbero opporsi ad una simile politica, si massificano intorno ad un unico soggetto. Questo rappresenta un forte rischio".

L'Idv annuncia battaglia. "A tutto questo diciamo no e siamo pronti a scendere in campo e a dare battaglia presso le istituzioni competenti, anche attraverso i nostri rappresentanti in parlamento".


 

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