Isole Tremiti: conferenza stampa di “Ambiente e/e’ Vita”

Con gli avvocati Mariani, Tatarella e Bello anche il Segretario nazionale Ferrara. Oggetto della discussione, il ricorso al Tar del Lazio contro le introspezioni petrolifere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Venerdì 8 luglio alle ore 11.30 presso la sala Consiliare di Palazzo Dogana conferenza stampa dell'associazione ambientalista "AMBIENTE E/E’ VITA" che ha proposto ricorso al TAR del Lazio contro i provvedimenti con cui il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha manifestato il giudizio positivo sul programma di ricerca idrocarburi (trivellazioni) al largo delle Isole Tremiti.

Alla conferenza stampa dell’associazione ambientalista, che tra le sue principali finalità propone la conservazione della natura e la difesa dell’ambiente, parteciperanno il Segretario nazionale di “Ambiente e/e’ Vita” Fernando Ferrara, quello regionale Lucio Marengo e il responsabile provinciale Primiano Schiavone.

Presenti anche gli avvocati dell'associazione “AMBIENTE E/E’ VITA”, Giuseppe Mariani, Fabrizio Tatarella, Francesco Paolo Bello, che illustreranno nuovi motivi per cui ritengono illegittimi i provvedimenti autorizzatori poiché adottati in assenza del prescritto parere della Regione Puglia, mai interpellata durante l'iter in questione nonostante la previsione dell'art. 25 d.lgs. n. 152/06.

A parere dei legali dell'associazione, poi, i provvedimenti impugnati sono radicalmente viziati essendo stata omessa qualsiasi valutazione circa la portata inquinante della tecnica di esplorazione sottomarina (cd. Air gun) che arrecherebbe danni notevoli all'ambiente marino, come ampiamente documentato da indagini specifiche svolte sul punto. Ultimo profilo sollevato riguarda la presentazione da parte della Petroceltic di piu' istanze, in alcuni casi addirittura in zone confinanti.

A questo proposito l'associazione ricorrente rileva che: "l'amministrazione non ha considerato il quadro d'insieme che scaturirebbe dall'accoglimento di tante singole domande di coltivazione di idrocarburi in un unico specchio di mare attualmente molto pescoso e poco protetto dalle correnti marine al punto da farlo ritenere un mare sostanzialmente chiuso". Anche per questo motivo i legali, F.P.Bello, G. Mariani e F. Tatarella hanno informato del ricorso proposto la Repubblica di Croazia e a quella del Montenegro stante la prossimità delle loro coste all'intervento di indagine geosismica,  nonchè alla Rappresentanza italiana a Roma della Commissione Europea, per le verifiche di  competenza di quest'ultima"


 

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