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S’infiamma la verifica, sfida Pd: “I partiti ci diano il meglio che hanno”

Si fanno i nomi di Chiarastella Fatigato, Leonardo Pietrocola, Pippo Cavaliere e Laura Marchetti. Boccia consulente finanziario del Comune, Raffaele Piemontese Bilancio e vicesindaco

Aula consiliare

Che la brutta influenza che sta costringendo nelle ultime ore a letto il sindaco Mongelli sia stata provvidenziale per le forze politiche che compongono la sua rissosa maggioranza non v'è dubbio. Nessun partito, da Pd all'Udcap, passando per il Psi, i 9 frondisti e la Lista Lambresa (?) sarebbe stato in grado di fronteggiare un vertice di maggioranza conclusivo programmato per ieri sera. Al massimo questa mattina. E invece la sensazione è che venerdì prossimo, nel consiglio monotematico dedicato alla vertenza Amica, Mongelli sarà ancora solo tra i banchi dell'esecutivo.

Ma a smuovere le acque ci pensa il Partito Democratico. La mossa che non ti aspetti dalla forza di maggioranza relativa a Palazzo di Città porta la firma del segretario provinciale Paolo Campo. E tutti, proprio tutti, segretario cittadino compreso, hanno dovuto ingoiarla. Chiamato "a rapporto" Mariano Rauseo, Campo lo avrebbe messo in guardia dal proporre (com'era, pare, nelle intenzioni di Rauseo) un pacchetto di nomi già pronto. A scegliere, secondo Campo, dovrà essere Mongelli. Il Pd si limiterà a proporre. Ma non nomi “qualsiasi”, bensì "il meglio che abbiamo” avrebbe spiegato Campo, per rispondere alle esigenze di un esecutivo di alto profilo, fatto di competenze e professionalità, come richiesto dal sindaco.

E chissà se la visita dell'ultim'ora di Michele Emiliano al sindaco non sia servita per ristabilire gli "equilibri" nel Partito Democratico.

"Ma - l'avvertimento - sia chiaro: le altre forze devono fare altrettanto. Devono portare anche loro il meglio che hanno. O il Pd è pronto a mollare". Il "meglio" il Pd lo ha già messo sul piatto: il parlamentare Pd Francesco Boccia, che sarà consulente finanziario del Comune, in tandem con l'attuale presidente del consiglio comunale, Raffaele Piemontese, che prenderebbe delega al bilancio e vicesindacatura. Sugli uscenti, Russo, Castelluccio e Fiore, pare di capire, Mongelli faccia la sua scelta.

Una mossa che frena innanzitutto quanti nel Pd già accarezzavano l'idea di un assessorato (vedi Sergio Clemente, che ancora deve chiarire se sta "trattando" come componente del gruppo dissidente dei 9 o come consigliere Pd). E che spiazza tutte le altre forze politiche, decise a rispedire a Palazzo di Città buona parte degli uscenti o a promuovere propri fedelissimi. Oggi sanno che dovranno portare "in dote" figure di peso, per professionalità e competenza, o si rischia di andare tutti a casa. Questa la minaccia di cui potrebbe approfittare Mongelli per sbarrare la strada a nomi che non riterrà all'altezza. A meno che non siano le altre forze a non gradire la mossa Pd e a staccare la spina.

Ovvio che risulterà indigesta all'Udcap, dove continua a scalpitare per la riconferma Pasquale Pellegrino e, per la nomina, i consiglieri Enzo Perulli ed Annarita Palmieri (oltre, l'Udcap, ad aver alzato il tiro sulla richiesta di poltrone). Ma anche al Psi, che vorrebbe tenersi Vinicio Di Gioia e Federico Iuppa.

Mentre i 9 hanno già messo sul tavolo i nomi dell'architetto Chiarastella Fatigato (vicina a Peppino D'Urso) e, per i lavori pubblici, del presidente della fondazione Buon Samaritano Pippo Cavaliere, oltre al Mep Claudio Sottile per la presidenza del consiglio.

Da tempo, poi, circola il nome del presidente dell’Ordine degli Architetti, Leonardo Pietrocola, per l'Urbanistica. In quota SEL, invece, con l’imprimatur di Vendola, spunta l'ex sottosegretario nel governo Prodi Laura Marchetti. Il “meglio”? La decisione al sindaco per quella giunta di alto profilo che attende la città.
 

 

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