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Tra i responsabili della ‘caduta’ di Monteleone, parla Croce: "Basta zizzanie, riunioni segrete o pilotate"

Il duro affondo del consigliere dimissionario: “Ho sempre superato atteggiamenti negativi che erano all’ordine del giorno. Il clima di lavoro non era sereno"

Onestamente non è un bel momento ma a distanza di 24 ore rendo pubbliche le mie motivazioni. Una decisione sofferta e che non è affatto motivo di esultanza per il sottoscritto”. Esordisce così Emilio Croce, uno dei due consiglieri comunale di Torremaggiore le cui dimissioni hanno di fatto posto la parola fine sull’esperienza del sindaco Lino Monteleone.

Lo sfogo di Monteleone: “Cattiveria nelle modalità, stupidità nella tempistica”

“Ho lavorato ad un programma elettorale mettendoci tutto me stesso, ho fatto proposte serie, studiate e pensate, che hanno portato risultati importanti negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione fattiva di moltissimi cittadini. La fiducia, presupposto e condizione fondamentali per una collaborazione sana e produttiva, è venuta a mancare lungo questo percorso.

Ho superato sempre degli atteggiamenti negativi ma zizzanie, riunioni segrete, trabocchetti, sotterfugi e poco ascolto delle istanze dei cittadini, erano ormai all’ordine del giorno. Il clima di lavoro non era sereno, se non per quattro o cinque persone che dovevano decidere tutto, senza badare a spese”.

“Nonostante ciò – ha aggiunto il consigliere dimissionario – per lungo tempo ho provato ad andare avanti, sempre, nell’interesse esclusivo della mia Città ma non è stato più possibile in quanto non era dato sapere a qualche consigliere, me compreso, addirittura cosa si portasse in Giunta: all’oscuro di tutto. 

Ho partecipato a riunioni pilotate nei discorsi e nelle intenzioni ed ho quindi deciso, negli ultimi tempi, di non prenderne più parte: non potevo più dare seguito a certi atteggiamenti che hanno impedito, di fatto, la funzione di indirizzo e di controllo che è stata messa nelle mie mani dagli elettori”.

“Credo di aver dimostrato, sin dal primo giorno, che questo mio impegno politico non era dettato da interessi personali e nemmeno da poltrone. Ho fatto di tutto per andare avanti ma non ci sono più riuscito. Ho dovuto dire basta e contribuire a rimettere tutto nelle mani dei cittadini.

Dopo questo atto, numerose e fortissime le pressioni per farmi fare passi indietro, con proposte personali che ho rimandato ai mittenti. La mia dignità di amministratore non potrà mai avere un prezzo e il bene della collettività va al di sopra di tutto. Le mie dimissioni, formalizzate dinanzi ad un notaio, sono irrevocabili”, ha concluso Croce.

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