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Psicodramma vitalizi, gli ex parlamentari foggiani sul piede di guerra: "E' un nostro diritto, pronti al ricorso"

Parlano gli ex deputati e senatori di Capitanata. "Il provvedimento 5 stelle è pericoloso, a rischio il sistema pensionistico. La Consulta lo boccerà"

Hanno in media 76 anni e parlano di “atto discriminatorio”, altro che privilegio; sono convinti che la Corte costituzionale smonterà l’intero provvedimento e avvertono: “pericoloso precedente” per l’intero sistema pensionistico. “Ora gli italiani esultano contro l’odiata casta, ma è un’inquietante trappola”. Sono gli ex parlamentari di Capitanata colpiti dalla mannaia sui vitalizi targata 5 Stelle.

Antonio Pepe

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Non tutti rispondono al telefono e, tra chi lo fa, c’è anche chi sceglie di non esprimersi. E’ il caso dell’ex parlamentare AN-PDL (dal ’94 al 2013) Antonio Pepe, che a Foggiatoday dichiara di non voler commentare un atto che non conosce: “non ho ancora letto – liquida-, non appena lo avrò fatto deciderò anche se fare ricorso, anche perché credo sia incostituzionale, va a toccare diritti acquisiti” sostiene il notaio foggiano, già presidente della Provincia, parlamentare e, ironia della sorte, vicino (per averlo in famiglia) ad un esponente 5 stelle doc che ieri sui social li salutava con l’hashatag #byebyevitalizi.

Orazio Montinaro

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Ma se Pepe sceglie il profilo basso, attacca duramente un ex parlamentare di sinistra, Orazio Montinaro, una legislatura col PCI a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 (X legislatura),  quindi prima della Legge Dini, quella che applicò il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. “E, pertanto, siamo doppiamente colpiti” attacca Montinaro, “perché le nostre situazioni vanno ancora più indietro nel tempo”. Per Montinaro il provvedimento è “incostituzionale”: “La Corte si è già espressa in altri casi affermando l’incostituzionalità della retroattività e l’incostituzionalità di un provvedimento che non sia erga omnes, come nel caso di specie”. “Il pericolo è concreto: si inizia con una operazione contro gli odiati parlamentari e si finirà con il passare a tutti i pensionati” avverte, “e poi, me lo faccia dire: si colpisce una categoria debole, che ha in media 80 anni, non mi piace assolutamente questa cosa”. “Sarei assolutamente d’accordo se mi aumentassero le tasse o se per due-tre anni ci chiedessero un contributo volontario destinato ad un obiettivo preciso; mi manda in bestia, al contrario, che si stiano facendo operazioni elettorali anticostituzionali”.

Franco Di Giuseppe

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Il discorso di Franco Di Giuseppe, parlamentare DC anni ’92 – ‘94, è più o meno simile: “Sono convinto che sia una decisione che cozza con le norme costituzionali” dichiara Di Giuseppe, “sono convinto che lo stesso obiettivo si sarebbe potuto raggiungere attraverso una diversa intesa che la nostra associazione aveva già rappresentato al presidente della Repubblica, ma non si è voluto ascoltare”. “Anche perché, si badi, questi rischiano di pagare con il loro patrimonio personale le loro sciocchezze, perché questa è una sciocchezza. Il ricorso lo farà l’associazione degli ex parlamentari, io mi adeguerò a loro e auspico che venga accettato” dice Di Giuseppe.

Michele Galante

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“E’ un atto incostituzionale e discriminatorio” tuona dal Gargano l’ex parlamentare PCI di San Marco in Lamis (fine anni ’80) Michele Galante. “Gli ex deputati sono gli unici in Italia ad avere sistema contributivo, e quindi penalizzante; per gli altri andrà a regime tra 15 anni. Qui c’è un rischio per tutti i pensionati italiani – avverte-: se si fa un provvedimento reatroattivo significa che tutte le pensioni possono essere modificate, quindi viene meno lo Stato di Diritto, questo è il punto fondamentale” denuncia, biasimando la “campagna di stampa contro coloro che hanno servito il Paese”. Farà ricorso? “Certo, qui non è stato abolito un privilegio, è stata fatta una discriminazione: guardi a tutti gli altri pensionati, nessuno è andato in pensione col sistema contributivo finora, bensì con le leggi che vigevano all’epoca, giustamente. E’ la prima volta che in uno Stato che si chiama di Diritto viene toccato il patto che c’era tra cittadini e Stato, perché è di questo che si tratta”.

Mimì Spina Diana

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Sul Gargano c’è anche l’ex parlamentare forzista di Vieste Domenico Antonio detto Mimì Spina Diana. “Leggerò il provvedimento nei particolari e poi darò un giudizio, non sono né a favore né contro, sono per la legalità” esordisce. Anche se poi aggiunge: “Se deve essere applicato, deve essere applicato ar tutti gli enti. Non a chi si e a chi no. Il principio costituzionale di uguaglianza e di equità vuole che tutti sottostiano in eguale misura. Ero per una forma diversa di contribuzione. Personalmente ho perso 5 anni di altre attività che non ho svolto, la mia pensione oggi è inferiore proprio per aver servito il Paese in Parlamento in quegli anni” conclude amaro.

Paolo Agostinacchio

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Difficile metterci in contatto con altri. Di alcuni però ci sono le considerazioni espresse a tempo debito sui social. E’ il caso di Paolo Agostinacchio, foggiano, parlamentare col MSI ’83-’87 e dal ’92 al ’96, che sul suo profilo scrive: “Sono, come noto, un ex parlamentare che rifiuta la gogna di questi giorni e l’insulto rituale fomentato ad arte. Addirittura un ministro in carica parla di indennità rubate con sostanziale invito a non fare ricorso. Gli assegni parlamentari sono erogati sulla base di leggi votate nei lontani anni ’50, quindi chi parla di ruberie diffama. Le norme possono essere ritenute giuste o ingiuste, ma fino a quando esistono producono effetti legittimi. Il ricorso per chi non condivide la decisione è tra i diritti dei cittadini  e non mi pare che chi è stato parlamentare sia un italiano di serie b. Il problema non è il vitalizio in sé ma la campagna contro il Parlamento, perché la disciplina del trattamento degli ex parlamentai non è piovuta dal cielo ma è stata votata nei due rami del parlamento”.

Angelo Cera

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Dal Gargano, per quanto escluso dal #byebyevitalizi, parla anche l’ex deputato UDC Angelo Cera: “Una piccola vittoria del piccolo soldatino di Maio che ha messo sotto i piedi diritti acquisiti e che andrà a ledere persone ultrasettantenni, ultraottantenni”. Poi la provocazione: “Sarà un grande provvedimento se tutti inizieranno a pagare col sistema contributivo, e sono milioni, a partire dalle baby pensioni che non raccolgono il minimo della contribuzione. In quel caso sarò l’uomo più felice del  mondo. A questo punto bisogna andare in fondo a tutto – attacca- e i grillini iniziassero a ridursi seriamente lo stipendio da parlamentare, o il problema non vale più per loro?”.

Il parere di Michele Bordo

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“Dal punto di vista giuridico lo vedo molto fragile, obiettivvamente è un atto di propaganda di cui hanno piena consapevolezza” commenta il parlamentare (in carica) del PD Michele Bordo. “Sarebbe stato molto più giusto fare una riflessione attenta, come sta facendo il Senato che ha addirittura immaginato di sentire il Consiglio di Stato. Quelli che si trovano in questa condizione non hanno rubato niente a nessuno – secondo Bordo-, godono di una legge che prima esisteva e dava diritto a quell’emolumento. Poi si può discutere se sia giusta o sbagliata, ma mi chiedo: è giusto intervenire su persone che hanno in media 76anni? E molti percepiscono solo quello. Tant’è che è stato approvatoun  nostro emendamento che prevede il raddoppio del 50% per chi vive solo di quello. Se passa il principio che ciò che c’è bisogna toglierlo, allora per quelli che percepiranno la pensione tutta col sistema retributivo che si fa? Vedo un accanimento contro gente anziana, non lo condivido” conclude il dem di Manfredonia, “non vorrei che tutto venga smontato per poi riprendere la discussione . Così facendo su sta roba ci campano per chissà quanti anni”.

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