Lo sviluppo di San Severo passa dai fondi europei, “ma l’Amministrazione è inesistente”

Affondo del componente del coordinamento di Forza Italia Fernando Caposiena: "Quanti finanziamenti abbiamo perso in questi due anni e mezzo?"

È tempo di bilanci a San Severo. E Forza Italia, nelle parole del componente del coordinamento Fernando Caposiena, non lesina critiche all’Amministrazione Miglio: “L'attuale classe dirigente della città non sta brillando per le soluzioni prospettate per il futuro sviluppo di San Severo. Non entusiasma fino ad ora quanto prodotto soprattutto in considerazione che trascorsi ormai due anni e mezzo di amministrazione Miglio, Damone e Sderlenga nessun finanziamento importante è stato attinto dalla Comunità Europea”.

Prosegue Caposiena: “Gli ultimi lavori pubblici realizzati e quelli che saranno a breve completati come l'installazione delle videocamere di sorveglianza per evitare l'abbandono di rifiuti, risalgono a quanto programmato dalla precedente amministrazione comunale. Attualmente i Comuni con i loro bilanci sempre più risicati e i trasferimenti statali ridotti all'osso possono ben poco senza accedere agli strumenti di finanziamento regionale ed europeo. Quanti finanziamenti abbiamo perso in questi due anni e mezzo? Difficile da quantificare visto che a molti dei numerosi bandi che sono stati emanati dagli organismi competenti, l'amministrazione non si è neppure candidata.

L’accesso ai finanziamenti è dunque imprescindibile per garantire la crescita della città: “Vogliamo riqualificare le periferie della città? Vogliamo far crescere i nostri ragazzi in ambienti più decorosi e su percorsi di legalità? Bene. Tutti lo vogliamo. Ma come fare tutto ciò senza accedere ai milioni di euro di finanziamenti previsti dai Fondi comunitari Coesione? È proprio su questo che la politica sanseverese tutta dovrebbe interrogarsi, cosa stiamo lasciando per i prossimi anni. Un vero e proprio vuoto. Non solo di due anni che è il tempo di scadenza naturale di questa inconsistente amministrazione, ma degli anni successivi che saranno necessari per candidare la città ai progetti comunitari. Due anni di amministrazione inesistente che però hanno sprecato il presente e compromesso il futuro.  E come troveremo la città dopo anni e anni di immobilismo? Quanti saranno i disoccupati? Quante aziende chiuderanno? Quanti giovani abbandoneranno la nostra terra verso città che offrono più opportunità?

Queste sono le domande che una classe politica dovrebbe porsi, sia essa di maggioranza o di opposizione, e se vuole davvero bene alla città trarre le giuste conseguenze.

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