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Shock a Orta Nova, svastica disegnata sull'asfalto. Arci: "E' una vergogna"

Domenico Rizzi ha scritto al sindaco Gerardo Tarantino: "Le persone che hanno dipinto la svastica, sanno cosa ha rappresentato quel simbolo?"

Domenico Rizzi, presidente dell’Arci in provincia di Foggia, scrive al sindaco di Orta Nova, Gerardo Tarantino, in merito all’increscioso episodio avvenuto a Orta Nova, dove nella zona industriale, ignoti hanno disegnato una svastica sull’asfalto. L’indignazione, ora, corre sul web, dove la rete esprime forte condanna per l’accaduto. (IL SINDACO HA FATTO CANCELLARE LA GIUNTA).

LA LETTERA. Gentile Sindaco, chi le scrive ha l’onore di presiedere una associazione, l’ARCI di Foggia, che ha sempre considerato i principi dell’antifascismo, della Pace e della Giustizia sociale come valori imprescindibili di promozione sociale e di crescita del benessere comune. Abbiamo appreso che una strada della sua città – una via della zona industriale molto frequentata soprattutto dai più giovani - è stata recentemente imbrattata con il disegno di una svastica. 

Come saprà certamente, nell'ordinamento italiano l'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952, n. 645. A parte ciò (e questo già basterebbe a richiederle l’immediata cancellazione del succitato simbolo) intendiamo condividere con lei la nostra più viva preoccupazione per il significato di questa azione in sé. E ci chiediamo: le persone che hanno dipinto la svastica, sanno cosa ha rappresentato quel simbolo? Sono al corrente che molti dei nostri padri e dei nostri nonni hanno sacrificato la vita per liberarsi (e liberarci) dall’oppressiva, degradante, barbara ideologia che aveva proprio in questo segno la sua massima rappresentazione grafica? E’ questo – a nostro avviso – che più ci deve preoccupare.

Recentemente un episodio simile è salito all’onore delle cronache mediatiche durante una partita di calcio a Spalato nella quale giocava la nazionale italiana. E noi non dubitiamo affatto che i personaggi che hanno imbrattato la strada del suo Comune abbiano preso direttamente spunto da questo ‘incidente’.

Però non possiamo dimenticare che non viviamo in un momento storico che ci consenta di archiviare questo episodio come una ‘ragazzata’. La nostra società è percorsa da fremiti e pulsioni pericolose, acuite dalla crisi economica, che rendono molti - soprattutto i più giovani - facili prede di ideologie fanatiche e totalitarie, che propugnano l’esclusione, la paura del diverso, il disprezzo dei diritti umani fondamentali.

A titolo di esempio basta pensare che all’iniziativa del 4 luglio a Foggia in difesa dei diritti delle persone LGBT si è subito contrapposta una manifestazione di carattere esplicitamente reazionario organizzata da associazioni della destra più becera.

Orta Nova, ne converrà, non merita tutto questo. La città di tanti onesti lavoratori, la città del partigiano Savino Francisco Bonito, la città che – insieme agli altri centri agricoli del nostro Tavoliere – è stato teatro di tante battaglie di civiltà del grande Di Vittorio non può e non deve vedere una sua strada imbrattata con questo indegno segno di morte e di violenza.

Certi che starà già provvedendo a far cancellare quell’osceno simbolo dalla sua bella città, ci auguriamo – con questa nostra lettera aperta -  di averle espresso adeguatamente quello che non è solo il nostro disagio ma una vergogna che ci interessa tutti"

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