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Giovedì, 30 Giugno 2022
Politica

L'idea di Emiliano per Foggia: una struttura istituzionale a sostegno dei commissari

La proposta del presidente della Regione Puglia non piace a Forza Italia e Lega: "Non hanno bisogno delle sue balie"

Una settimana fa, aveva parlato di una consulta permanente del commissario e, tornato a Foggia in occasione della presentazione dei nuovi collegamenti dal Gino Lisa e della tappa del tour di Puglia 365, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano insiste e circostanzia ulteriormente la sua idea. “Voglio incontrare il commissario, che ovviamente è un prefetto e quindi non ha tra i suoi compiti e neanche tra i suoi doveri l’ascolto politico della cittadinanza – ha spiegato ai microfoni di FoggiaToday - e voglio costruire una struttura istituzionale della Regione Puglia che aiuti il commissario in quella parte di relazione col cittadino, sulla base della legge sulla partecipazione e sulla base di tutte le normative che la Regione Puglia gestisce, e che quindi consenta all’amministrazione comunale di avere occhi e orecchie simili a quelle di un sindaco, cosa che non si può pretendere da un commissario”.

Non è escluso che possa essere il vice presidente della Regione Puglia, il foggiano Raffaele Piemontese, a guidare la struttura istituzionale. Anche durante la conferenza stampa ‘Foggia è in pista’ aveva teso una mano alla commissione straordinaria. “Siccome questo è un momento delicatissimo anche dal punto di vista istituzionale – aveva detto guardando al prefetto Carmine Esposito e al commissario Marilisa Magno, seduti in prima fila - mi sforzerò, l’ho promesso al prefetto e al commissario, in tutte le maniere, con tutti i miei collaboratori, di riempire il vuoto che in questo momento si sente in questa provincia e in particolare nella città di Foggia”. Quando è andato via a metà conferenza stampa, la commissaria è andata a salutarlo e hanno scambiato qualche parola. 

Lo scorso 20 maggio, arrivato a Parco Città per portare il suo saluto alla presentazione del comitato civico ‘Resto a Foggia’ promosso da Giuseppe Mainiero, si era già messo a disposizione per organizzare un organo di consultazione permanente per “consentire al commissario di esercitare il suo ruolo come se ci fosse un’amministrazione comunale”.

Le opposizioni in Regione Puglia non vedono di buon occhio le sue intenzioni. “Emiliano è uomo di legge ed è quantomai opportuno, se non necessario, che dica alla comunità foggiana qual è il presupposto normativo che giustifica e sostiene la sua proposta di far affiancare i commissari del Comune di Foggia da un ‘osservatorio politico-istituzionale’. In assenza di una fonte legislativa, le sue parole sarebbero gravissime e si tratterebbe di un’ingerenza insopportabile”. A scriverlo sono i consiglieri regionali di Forza Italia Paolo Dell’Erba e Giandiego Gatta che ricordano come i commissari abbiano "una loro autonomia istituzionale e anche se i foggiani non apprezzassero il loro modo di affrontare problemi della città, bisogna tenere a mente che svolgono il loro compito in un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose. Ai commissari straordinari non servono sicuramente delle bàlie di Emiliano e, al tempo stesso, Foggia non ha bisogno di interferenze politiche in questa fase così delicata. Se il presidente sostiene che potrà affrontare questioni importanti -come quella delle scuole comunali dell’infanzia- con risorse regionali, la domanda è solo una: perché non lo ha fatto fino ad ora? Condividiamo la bontà delle collaborazioni istituzionali, ma forse sarebbe il caso che il Prefetto intervenga sulla vicenda e sulle difficoltà che la comunità sta vivendo”.

Dello stesso avviso il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Davide Bellomo che si dice molto preoccupato. “Mi auguro che si tratti di una boutade. Non posso pensare che il governatore ignori che il Testo Unico degli Enti Locali prevede proprio che il Commissario sia estraneo e distante dalla politica. Emiliano, dunque, non soltanto non può, ma per la legge non deve – afferma il consigliere leghista - Si tratterebbe di un’entrata a gamba tesa, frutto di un’idea autoritaria della cosa pubblica, che la norma impedisce con chiarezza. Se proprio il governatore ha a cuore, come sostiene, il futuro di Foggia e della Capitanata faccia la sua parte favorendo occasioni di moderno sviluppo sul territorio”.

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