La Capitanata a cinquestelle ragiona da partito: c'è il documento per gli Stati Generali. Quarato: "Foggia protagonista"

I pentastellati di Foggia e provincia, con la regia dei consiglieri comunali della città capoluogo Giovanni Quarato e Giuseppe Fatigato, hanno elaborato la loro proposta di rinnovamento organizzativo del M5S

Giovanni Quarato

Il MoVimento 5 Stelle assume le sembianze di un partito, ma senza gerarchie, nella proposta made in Foggia di rinnovamento organizzativo per gli Stati Generali. Il documento, passibile di modifiche, consta di 11 punti. Da quasi due mesi ci lavorano il consigliere comunale Giovanni Quarato, che coordina i lavori, il capogruppo al Comune di Foggia Giuseppe Fatigato e lo storico attivista Fabrizio Baia insieme ad alcuni attivisti e portavoce che hanno coagulato le osservazioni e i suggerimenti provenienti dal territorio.

La proposta, dopo le ultime rifiniture, sarà consegnata alla riunione regionale del 24 e 25 ottobre. In quella sede, si opererà una sintesi da presentare il 14 e 15 novembre, quando saranno celebrati, in modalità telematica causa Covid, gli Stati Generali del M5S. "Il nostro documento è piuttosto completo", dice oggi Quarato evidentemente soddisfatto dell'operazione.

È lui a descrivere il processo che ha portato all'elaborazione della proposta. La prima bozza è venuta fuori dopo due tavoli di lavoro ed è stata successivamente integrata, a seguito di una riunione provinciale, con altre due proposte provenienti dagli attivisti. Dopo una serie di confronti e riunioni cittadine è stata elaboratao un documento largamente condiviso dalla maggior parte degli attivisti della provincia di Foggia, sottoscritto da oltre 130 iscritti, da tutti i consiglieri comunali del M5S eletti nei vari comuni della provincia di Foggia, oltre che da alcuni parlamentari. "Abbiamo cercato di recepire un po' tutte le esigenze che sono emerse dai vari territori", spiega Quarato.

Peraltro hanno preso spunto da alcune indicazioni e proposte di Dino Giarrusso e Alessandro Di Battista."I tempi sono cambiati molto dalla nascita del M5S nel 2009. Oggi abbiamo la necessità di rivalutare le nostre regole, rielaborare un'agenda politica e una struttura organizzativa più efficiente, per tornare ad aggregare e a crescere nelle competenze e nei consensi".

Ci sono alcuni punti delicati, a partire dal riconoscimento degli organismi territoriali. "Noi ipotizziamo la possibilità di costituire degli organismi locali gestiti in maniera collegiale, con l'individuazione di figure di coordinamento specifico".

Le componenti sembrano plasmate sulla scorta dei dipartimenti provinciali dei partiti organizzati, per intenderci. I pentastellati hanno buttato giù anche precisi schemi dei possibili organismi che potrebbero gestire l'organizzazione locale prevedendo un'articolata struttura organizzativa e un mansionario corrispondente.

Nascerebbero due assemblee degli iscritti, a livello comunale e provinciale. Nei nuovi organismi territoriali, viene individuato un portavoce coordinatore e il portavoce comunale. È prevista l'istituzione della figura dell'organizer comunale e provinciale, referente locale, sopratutto in assenza di portavoce. Per le diverse attività (comunicazione, formazione, rapporti esterni, raccolta e gestione fondi, campagna elettorale) sono previsti coordinatori, declinati in facilitatori nel gergo grillino, e in più ci sono i gruppi di lavoro tematici degli attivisti.

Sul ruolo della piattaforma Rousseau ci sarà da contrattare. È certamente il nodo più controverso. E potrebbe determinare un forte scontro a livello nazionale. I Cinquestelle foggiani vorrebbero separare in modo netto il ruolo politico dal mero servizio informatico.

"Vorremmo che fosse un servizio ad uso di tutto il Movimento, prevedendo la possibilità di fare un numero di votazioni - non infinite - che può gestire l'organizzazione locale. La piattaforma deve essere al servizio del Movimento e non il contrario". Se il Movimento, in pratica, ha bisogno di fare una votazione in provincia di Foggia non dovrebbe chiedere il permesso a Casaleggio.

Anche il vincolo dei mandati è stato oggetto di una discussione piuttosto vivace. I Cinquestelle foggiani, pur condividendolo in linea di principio, hanno riflettuto su eventuali clausole, nel caso per esempio un parlamentare, cessati i mandati, decidesse di entrare in Consiglio comunale, ma soprattutto hanno studiato un meccanismo per non disperdere l'esperienza accumulata nei due mandati, riversandola all'interno degli organismi del Movimento, magari con un ruolo nella scuola di formazione politica che propongono di istituire.

"Sono molto orgoglioso del percorso di sintesi che il M5S foggiano è finalmente riuscito a intraprendere - ha detto Giovanni Quarato - Nonostante i dubbi iniziali da parte di alcuni esponenti, abbiamo dimostrato grande maturità e forza di coesione da parte di attivisti e portavoce di Capitanata, in un percorso unico in Puglia per la sua così vasta aggregazione di pensieri attorno ad un'unica forte proposta che renderà Foggia una sicura protagonista, ai tavoli degli Stati Generali, di questo momento storico e cruciale per il futuro della principale forza politica della maggioranza di Governo".

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