Landella rammaricato per il 'no' di Pelvi sugli sportelli sociali: "Dirotteremo le risorse economiche altrove"

Per il primo cittadino “questa misura avrebbe potuto valorizzare ulteriormente il lavoro dei Parroci. Diniego di Pelvi legittimo, ma mi rammarica e rende di fatto impossibile realizzare la sperimentazione che avevamo ideato”

“Non senza rammarico prendo atto della decisione dell’Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino, Monsignor Vincenzo Pelvi, comunicata formalmente oggi al Comune di Foggia, circa l’assenza di volontà di partecipare al progetto, contenuto nel Piano Sociale di Zona, relativo alla nascita di sportelli sociali all’interno delle Parrocchie della città”, ha commentato il sindaco di Foggia Franco Landella, in merito al botta e risposta Comune-Curia sugli sportelli sociali.
 

“Si trattava di una iniziativa sperimentale, che l’Amministrazione comunale aveva immaginato come ulteriore sostegno all’attività portata avanti quotidianamente dai Parroci foggiani nella lotta al disagio sociale e nel contrasto alla povertà. Proprio in quest’ottica nei giorni scorsi il Comune ha provveduto, dopo la revoca della precedente determinazione dirigenziale, a riproporre l’iniziale bando andato inizialmente deserto. Il bando, esattamente identico alla prima manifestazione di interesse pubblicata dall’Amministrazione comunale, era rivolto in via esclusiva alle Parrocchie, che sarebbero state dunque direttamente destinatarie sia dei finanziamenti previsti dal progetto sperimentale sia della materiale gestione degli sportelli sociali.
 

Dal nostro punto di vista – aggiunge il primo cittadino – questa misura avrebbe potuto valorizzare ulteriormente il lavoro dei Parroci, che rappresentano uno straordinario avamposto di solidarietà e di conoscenza delle ansie, delle difficoltà e dei problemi di tantissime famiglie e di molti giovani di Foggia. Abbiamo creduto che sperimentare questa forma di sostegno potesse essere un aiuto, sia pure modesto, ad una attività intensa ed appassionata, per la quale ringrazio sinceramente tutti i Parroci della nostra città.

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L’Arcivescovo Pelvi, tuttavia, ha chiarito che la Diocesi ‘non è interessata a partecipare a questa progettualità proposta in via sperimentale dall’Amministrazione comunale’. È un diniego del tutto legittimo, di cui sono tuttavia rammaricato e che rende di fatto impossibile realizzare la sperimentazione che avevamo ideato. Pertanto, nostro malgrado, saremo costretti a rimodulare le risorse economiche che intendevamo mettere a disposizione delle Parrocchie, dirottandole verso altri obiettivi contenuti nel Piano Sociale di Zona”.

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