Sabato, 20 Luglio 2024
Politica

Nulla la nomina del presidente Oiv: i commissari dovevano indire un'altra procedura pubblica

Arriva l'alt del Dipartimento della funzione pubblica, ma la triade che gestisce il Comune di Foggia resta convinta di aver rispettato la normativa

La nomina di Mario D’Amelio in qualità di presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione del Comune di Foggia è nulla. Le amministrazioni, infatti, possono nominare i componenti dell’Oiv solo a seguito dell’esperimento di una procedura selettiva pubblica.

Il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha segnalato, dunque, all’ente l’inosservanza delle disposizioni previste dall’articolo 14-bis del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009, che non menziona espressamente il caso della sostituzione, ma in due distinti commi richiama la necessità di una procedura selettiva pubblica. La fattispecie della sostituzione non è contemplata nemmeno nel Regolamento comunale sull’istituzione e sul funzionamento dell’Organismo Indipendente di valutazione approvato con delibera della commissione straordinaria il 24 marzo 2022.

All’avviso di procedura comparativa, lo ricordiamo, possono partecipare esclusivamente gli iscritti nell’elenco nazionale dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione. L'Oiv misura, tra le altre cose, le prestazioni e i risultati

Basta spulciare nel Portale della Performance, nella sezione dove le amministrazioni pubblicano gli avvisi di selezione comparativa e i relativi esiti (come previsto dall’articolo 7, comma 5 del Decreto del 2 dicembre 2016 che ha istituito l’elenco nazionale Oiv), per trovare una serie di procedure comparative finalizzate all’acquisizione di manifestazioni di interesse per la sostituzione di componenti, tanto da potersi considerare prassi consolidata, per quanto in alcuni bandi si faccia riferimento alla formazione di un elenco, all’esito della selezione, dal quale l’Amministrazione comunale potrà attingere in caso di sostituzioni nel corso del triennio. Ma a questo punto, considerato il pronunciamento del Dipartimento della funzione pubblica, quello di Foggia costituisce un precedente, e non c’è altra scelta che procedere ad un nuovo avviso.

La commissione straordinaria, composta da Vincenzo Cardellicchio, Rachele Grandolfo e Sebastiano Giangrande, funzionari dello Stato, lo scorso 13 aprile, ha scelto di utilizzare le manifestazioni di interesse pervenute a seguito della procedura comparativa indetta ad aprile del 2022 per sostituire Michele Ariano che a febbraio aveva rassegnato le dimissioni da presidente dell’Oiv. I commissari avevano attinto, insomma, dall’elenco dei candidati risultati idonei un anno fa. Ma sono inciampati nella norma.

Una settimana dopo, al Servizio del Personale è arrivata via Pec la nota dell’Ufficio per la qualità della performance e le riforme del Dipartimento della funzione pubblica, che evidenziava l’esigenza in caso di nuova nomina, anche a seguito di dimissioni, di indire una nuova procedura pubblica.

A giudicare dal nuovo decreto, datato 12 maggio, i commissari ritengono di aver agito nel rispetto delle disposizioni, ma in via “prudenziale e cautelativa”, seguono le “indicazioni interpretative” pervenute dal Dipartimento.

Nell’atto si precisa, infatti, che la procedura di nomina è “avvenuta conformemente alla prassi consolidata in materia”, e nel rispetto di quanto previsto proprio dai due citati commi dell’articolo 14 bis del decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 in cui si faceva riferimento alla procedura selettiva pubblica. “Ai fini della nomina – specificano – si è attinto da un elenco di manifestazioni di interesse formato all’esito di procedura pubblica, di cui si è data regolare informazione nelle forme di legge, ovvero pubblicazione sul sito istituzionale e presso il sito della Funzione pubblica”. Per loro, insomma, la procedura era stata già esperita e non ne serviva un’altra.

Allo stesso modo, ritengono di aver rispettato la normativa scegliendo un “curriculum di altissimo profilo professionale” e verificando la sussistenza dei requisiti di competenza, esperienza ed integrità, oltre all’iscrizione nell’elenco nazionale per la fascia professionale richiesta. L’incarico di presidente, nelle amministrazioni con più di 250 dipendenti, può essere affidato, infatti, esclusivamente agli iscritti alla fascia professionale 3, quella di appartenenza, per l’appunto, del dott. Mario D’Amelio.

Nel decreto si precisa che il professionista nominato non si è ancora insediato, sebbene l’incarico, aggiungiamo noi, decorresse dalla data di sottoscrizione del precedente provvedimento, vale a dire il 13 aprile.

Alla fine, la commissione straordinaria ha recepito e preso atto delle “prescrizioni interpretative” del Dipartimento della Funzione Pubblica e il decreto di nomina è stato revocato in autotutela. Tutto da rifare. Il Servizio del Personale (parte giuridico-amministrativa, afferente all’Area Affari Generali), diretto da Giuseppe Marchitelli, ha subito provveduto a indire una nuova procedura di selezione. L’avviso pubblico scade alle 12 del 26 maggio.

Nulla osta che Mario D’Amelio, ex segretario e direttore generale del Comune di Bari, al quale è stata notificata a mezzo pec la revoca della nomina, presenti nuovamente domanda e che la scelta ricada proprio su di lui.

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