Sosta a pagamento, per i Radicali regolamento da cambiare: “Non bisogna addossare difficoltà sui disabili”

La posizione dell'Associazione radicale "Mariateresa Di Lascia" a proposito del nuovo piano tariffario sulla sosta a pagamento e del Peba

Il nuovo piano tariffario sulla sosta a pagamento continua a provocare malumori e polemiche. In particolare non è piaciuta l’abrogazione della gratuità per i soggetti diversamente abili, regolarmente muniti di contrassegno, della sosta nelle strisce blu laddove i parcheggi riservati ai disabili risultasse occupato o indisponibile. Se già i consiglieri di minoranza avevano bollato questa decisione come “un atto discriminatorio e in contrasto con la recente normativa europea”, a prendere la parola è l’Associazione radicale Maria Teresa Di Lascia, da oltre un anno impegnata nel sollecitare il Comune di Foggia affinché adotti finalmente il Peba, ovvero il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Lo scorso 22 giugno è stata approvata all’unanimità la mozione sul Peba, per il quale anche il sindaco Landella ha garantito il massimo impegno: “Auspichiamo che tale obbligo trovi finalmente attuazione secondo gli intendimenti assunti dal Sindaco”, dichiara Norberto Guerriero, segretario dell’associazione radicale. “L’impegno su questo tema è espressione concreta dell'azione politica radicale per la difesa, l'attuazione e la tutela dei diritti civili e sociali, attraverso la legalità e lo stato di diritto, la cui affermazione deve avvenire a partire proprio dai comuni, prime e fondamentali comunità sociali”.

”Per il Peba servono tempo e risorse economiche”

Peba e strisce blu, due questioni importanti che vanno a braccetto, per le quali i radicali continueranno a battersi: “Con questo spirito di proposta e mai di sola protesta, ci rivolgiamo all'amministrazione comunale e alla cittadinanza foggiana per offrire un contributo di chiarezza e di dialogo su una vicenda, quella delle cd “strisce blu”, strettamente connessa alla più  generale  questione del P.E.B.A e della difesa dei diritti fondamentali di tutte le persone”.

“Alle polemiche scoppiate per l'introduzione dell'obbligo di pagamento della sosta anche a carico delle persone diversamente abili – continuano i Radicali – sono state opposte due distinte ragioni a fondamento di una scelta politico-amministrativa che si è rivelata subito  impopolare: l'esistenza di sentenze che sanciscono l'assenza di una previsione di legge che riconosca la gratuità degli stalli a favore delle persone diversamente abili; la compensazione parziale dello svantaggio economico grazie all'aumento numerico degli stalli riservati oltre gli standard previsti per legge”.

Ma rispetto a tali ragioni Guerriero muove alcuni rilievi: “Occorre ricordare all'Amministrazione comunale che il Regolamento di esecuzione del Nuovo codice della strada (DPR 495/92), in seguito a modifica introdotta dal legislatore nel 2014, prevede espressamente che il Comune ‘può prevedere altresì la gratuità della sosta per gli invalidi nei parcheggi a pagamento quando risultino già occupati o indisponibili gli stalli a loro riservati’”.

“E' di tutta evidenza come, al contrario di quanto erroneamente dedotto in via interpretativa sulla base dell’unica sentenza (la n. 21271/2009 della Cassazione che afferma l’inesistenza di una norma che riconosca automaticamente la gratuità della sosta sulle strisce blu in caso in indisponibilità dello stallo per i disabili), peraltro antecedente l’intervento del Legislatore, oggi esiste una fonte normativa nazionale che attribuisce chiaramente il potere al Comune di introdurre l'esenzione dal pagamento della sosta nelle “strisce blu”  a favore dei soggetti diversamente abili”, rincara il segretario dell’Associazione Maria Teresa Di Lascia.

La fonte regolamentare detta un indirizzo all’azione amministrativa dell’ente locale che potrà prevedere, nell’esercizio della sua attività e della sua discrezionalità, di riconoscere a favore dei soggetti diversamente abili l’esenzione dal pagamento della sosta nelle cd “strisce blu”, cioè nelle zone di sosta diverse dagli stalli riservati.

Rilievi anche sul secondo argomento, quello riguardante l’incremento in misura doppia degli stalli riservati alle persone diversamente abili rispetto al minimo standard previsto dall'art 11 comma 5 del Dlgs. 503/1996 e pari al 2% rispetto al numero complessivo degli stalli ammessi.

“Tale previsione, contenuta effettivamente nel regolamento, in verità risulta essere necessitata dalla modifica legislativa in tal senso introdotta dal legislatore nel 2014, che impone oggi obbligatorio tale adeguamento”.

Inoltre, stando alla delibera di Giunta n 73 del 13 giugno 2016, secondo la comunicazione dell’ATAF SpA, gli stalli riservati alla sosta gratuita dei titolari del contrassegno invalidi erano 213 su 5.000 complessivi e quindi già in numero conforme alle previsioni del nuovo regolamento comunale e doppi rispetto alla percentuale standard del 2%. Quindi, l’incremento degli stalli riservati, in effetti non ci sarebbe stato.

Per Guerriero l’ulteriore aumento degli stalli riservati alle persone diversamente abili “è una scelta di sicuro buon senso e da condividere” perché garantisce il diritto alla mobilità delle persone diversamente abili. Ma restano i dubbi anche in relazione al tema delle barriere architettoniche: “Il legislatore, allorché prevede l'obbligo di parcheggi riservati gratuiti a favore delle persone diversamente abili, mira non già a riconoscere un mero vantaggio economico ma a renderne effettiva la mobilità. Per favorirla prevede in modo dettagliato standard e caratteristiche che gli stalli riservati devono possedere quali ad esempio il fatto che ogni stallo riservato debba essere dotato di uno scivolo o di altro ausilio che permetta l'accesso diretto e senza barriere al marciapiede, previsione largamente non rispettata nella nostra come in molte altre città italiane”.

“Siamo consapevoli delle difficoltà in cui versa la città di Foggia – concludono i Radicali – né trascuriamo gli usi impropri e/o gli abusi che vengono consumati da chi utilizza i contrassegni attribuiti ai soggetti diversamente abili e danneggia proprio chi, dal corretto uso degli stalli riservati, dovrebbe trarre benefici per la mobilità e la migliore qualità di vita.

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Ci rivolgiamo pertanto all' Amministrazione comunale esortandola perché possa, attraverso un confronto e dialogo seri e costruttivi, giungere ad una modifica del Regolamento sulla sosta tariffaria per scongiurare di addossare sulle persone diversamente abili, le difficoltà amministrative e garantire a tutti una città senza barriere ed inclusiva”.

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