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Buonarota scrive al sindaco: "Che fine faranno gli addetti alla sosta tariffata?"

Luigi Buonarota, capogruppo in Consiglio comunale di 'Lavoro e Libertà' e candidato alle Regionali nella lista de 'I Popolari', torna parlare di sosta tariffata e del futuro dei lavoratori

Luigi Buonarota scrive al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, Luigi Miranda, invitandoli a leggere l’analisi corredata all’interpellanza del 2 febbraio 2015 "sulla sosta tariffata e ricadute sullo stato occupazionale", dando seguito a iniziative volte alla continuità lavorativa come previste nei bandi formulati da Ataf Spa".

LA LETTERA. "Foggia, la nostra città, la mia città, non può più continuare a soffrire di mali che la potrebbero interdire per interventi istituzionali nazionali. Siamo sotto i riflettori di un Governo che ci attenziona e non interviene. Il lavoro è carente. Le aziende locali non investono più in risorse umane, così da far diminuire i livelli occupazionali. Un dato che preoccupa e che le istituzioni locali devono considerare per fronteggiare l’irruente innalzamento dell’attività criminale che, purtroppo, pesca copiosamente da questa falla della legalità e sicurezza.

Non più di tre mesi fa, e precisamente il 02 febbraio 2015, depositai al comune di Foggia un’interpellanza. “Interpellanza sulla situazione della sosta tariffata e ricadute sullo stato occupazionale” indirizzata al sindaco di Foggia, Franco Landella, e al presidente del Consiglio comunale di Foggia, Luigi Miranda. L’interpellanza fu discussa in consiglio comunale come da regolamento, emanando, poi, due bandi: uno rivolto alle agenzie interinali, un altro alla società interessate ad assumere gli operatori in questione. Un dato che ritengo positivo, ma non esaustivo, e maggiormente risolutore, per conferire stabilità lavorativa. Inoltre, dalla dirigenza dell’Ataf Spa, in data 16 aprile, mi fu recapitata, in qualità di Consigliere comunale, la documentazione relativa alle gare per il controllo della sosta. La documentazione consisteva nel:

“Bando di gara per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro con contratto di lavoro a tempo indeterminato per gli addetti alla gestione della sosta tariffata su strada” redatto e pubblicato a Foggia in data 14 aprile 2015 con Prot. n. 1340/19, che prevedeva lavoro per circa 90 unità per la durata di 5 anni e 6 mesi:

“Bando di gara per l’affidamento dal 1/07/2015 al 31/15/2020 dei servizi di controllo delle aree di sosta a pagamento su strade nel territorio del Comune di Foggia e di altri servizi, da svolgersi con personale con qualifica di Ausiliario del Traffico e con altro personale con la qualifica di Operatore generico”, redatto e pubblicato a Foggia in data 14 aprile 2015 con Prot. n. 1341/16, che erano sostanzialmente le aree di lavoro delle suddette circa 90 unità.

Da allora non ho ricevuto alcuna risposta, mentre i nostri addetti alla sosta tariffata, che ricordo sono persone con famiglia al seguito e che hanno costruito un futuro sulla base di questo lavoro, vivono quotidianamente nell’attesa di un futuro incerto. Comprendo che l’attività elettorale di una campagna per le regionali assorbe molti dei rappresentanti comunali, me compreso, oggi chiamati a contribuire per il bene della nostra provincia, ma è anche vero che non bisogna trascurare il primario compito cui siamo stati chiamati dai foggiani, quello di rappresentarli e conferirgli sicurezza, legalità, dimore e soprattutto lavoro.

L’interpellanza è stata la richiesta, non unica e ultima, sul futuro delle 93 unità impiegate per la sosta tariffata degli stalli per auto gestiti da Ataf Spa e il controllo di legge sulla legittimità dell'utilizzo dei permessi per disabili. Unità, che da quanto si legge nei bandi, sono state ridotte a circa 90, e il dato non è trascurabile; ogni cittadino ha diritto al lavoro.

A tal fine, ho corredato l’interpellanza di una completa e precisa analisi statistica sui posti auto a pagamento, trattando il tema in presenza degli squilibri finanziari illustrati nella nota di Ataf Spa, sperando che l’Amministrazione ponga in essere un definitivo intervento finalizzato a far cessare (o quanto meno a ridurre ad un livello fisiologico) i comportamenti in violazione del Codice della Strada localizzati fuori dalle strisce blu e a ridosso delle stesse, dove gli ausiliari non hanno competenza per intervenire. Per me questa è uno scenario preoccupante per il futuro sia di Ataf Spa, sia per il lavoro che fornisce alle 240 unità operative nell’azienda, in quanto la garanzia di mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario di Ataf Spa e del Piano di ristrutturazione del debito della stessa Ataf Spa, riguarda l’economia di una città che non ha più sbocchi di lavoro.

Già nella mia precedente esperienza, tra l’altro positiva, amministrativa del 2005, dove da consigliere comunale ricoprivo la delega alla mobilità e parcheggi, proposi all’Amministrazione un sistema di sosta auto a pagamento identico al sistema posto in essere da Ataf. Una proposta frutto di una osservazione dei fatti che lasciavano presagire un futuro migliore a chi da allora, abusivamente, si improvvisava parcheggiatore e che poteva essere impiegato a norma di legge, perciò riconoscendogli tutti i diritti lavorativi, previdenziali, sanitari e assicurativi.

Come tutti ricorderete i lavoratori in oggetto sono gli stessi che provengono dalle cinque cooperative con cui il Comune di Foggia alcuni anni orsono con l’allora sindaco Agostinacchio diede inizio alla sosta auto a pagamento. Un passaggio in gestione all’Ataf che diede un netto valore aggiunto a tutto il sistema, e perciò occupazionale normata, della sosta auto. Questo perché quegli abusivi passarono da poveri operatori dall’accattonaggio al controllo del pagamento auto gestito dai cittadini stessi. Oltre il lavoro, un valore aggiunto al bene comune e democratico su cui si fonda la nostra società civile.

Ma non è oro tutto quel che luccica, caro sindaco, poiché in questa vicenda la parte centrale rimane sempre a chi è preposto al controllo, rispetto e perciò sanzionatore del Codice Stradale. Mi riferisco ai nostri Vigili Urbani, passati a Corpo di Polizia Municipale, finanche armati, che oltre a dar lustro alla zona centralissima a Lei molto cara, ha l’obbligo di sanzionare tutti quegli automobilisti indisciplinati i quali parcheggiano le proprie autovetture in zone attigue le zone blu, le stesse che gli ausiliari del traffico non sono autorizzati a sanzionare.

Con ciò si evince che, seppur indirettamente, il proliferare del problema genera anarchia e poi caos, assistendo così a cittadini rispettosi della legge surrogare a quelli di chi è preposto a tal rispetto, facendo notare all’incivile automobilista la sua inadempienza al codice stradale, al buon vivere, al rispetto di regole sacrosante per una Foggia in legalità. Ecco perché chiedo, rispettosamente e legalmente, una maggiore attività di controllo e sanzionatoria da parte della Polizia Municipale.

Attività per l’altro che aumenterebbe di non poco gli introiti nelle casse di Ataf e del Comune stesso, che sappiamo non godono di buona salute ripercuotendo i suoi effetti sul fabbisogno dei cittadini e dei servizi a loro pubblicamente forniti. Tuttavia ritengo che la gestione Ataf Spa sia ottimale se però opportunamente supportata e coadiuvata dalla Polizia Municipale, così come avviene in tutte le città civili, dove non si consente che vi siano più auto in divieto di sosta di quelle che pagano regolarmente la sosta.

Come detto, l’interpellanza ha un altro tema che affronta con dovuta precisazione e rispetto delle legge. Ritengo che sia urgente svolgere i controlli sul numero dei permessi auto per disabili, specie tra quelli segnalati e discussi dall’opinione pubblica per la loro regolarità, sul numero degli stalli loro preposti, in particolare dove si concentra l’affluenza in strutture pubbliche. Come ben sa, sia Lei sig. sindaco, sia Lei sig. presidente, la stampa locale, i social network, blog vari, ogni giorno ci ricordano con foto e precisi appunti inadempienze a tal problema, dove auto parcheggiano sugli scivoli per disabili, e dove gli stalli a “strisce gialle” sono occupati da automezzi non autorizzati o con permessi non propriamente descritti dalla normativa vigente (per non parlare di fotocopie in bianco e nero appoggiate sui parabrezza).

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