Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Gino Lisa, Piemontese: “O management AdP risponda di inerzia o Regione Puglia di una beffa”

Il presidente del Consiglio Comunale, Raffaele Piemontese, scrive al presidente del Consiglio regionale e sollecita i parlamentari eletti in provincia di Foggia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

«Tutti gli interrogativi che solleva la sospensione della gara per il prolungamento della pista dell’aeroporto “Gino Lisa” portano a una responsabilità precisa della Regione Puglia che ha il dovere di rendere conto alla città di Foggia del suo operato come amministrazione e come proprietaria del 99,414 per cento delle azioni della società Aeroporti di Puglia».

Sono le parole con cui inizia la lettera che il presidente del Consiglio comunale, Raffaele Piemontese, ha indirizzato al presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, chiedendogli «di essere ricevuto per un incontro da cui scaturisca un’iniziativa congiunta delle due assemblee rappresentative, trattandosi di un infortunio che colpisce un’infrastruttura di valenza nazionale inserita nella dichiarata cornice strategica della specializzazione e complementarietà dei quattro scali pugliesi in concessione quarantennale ad AdP».

Piemontese ha annunciato di avere intrapreso un’altra azione, sollecitando i parlamentari eletti nella provincia di Foggia, «affinché si chiarisca ai massimi livelli possibili la questione legata alla possibile infrazione delle nome comunitarie sugli aiuti di Stato, che sarebbe realizzata da un investimento oggetto di deliberazioni del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica a valere su risorse oggetto di progressive rimodulazioni concordate anche con l’UE».

«La cosa che più amareggia – rileva Piemontese nella lettera a Introna – è l’intermittente attenzione dimostrata da Aeroporti di Puglia negli sviluppi della lunga e articolata procedura portata all’attenzione di due organismi di rilevanza nazionale: il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata, emanazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e la Commissione per la Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente».

«A giudicare dalla lettura degli atti allegati alle deliberazioni portate all’attenzione della nostra Assemblea – prosegue il presidente del Consiglio comunale di Foggia – si deduce chiaramente come AdP sia sostanzialmente andata a traino degli adempimenti autorizzativi in capo agli altri enti. Accelerando i passi di sua competenza solo dopo l’approvazione del Piano dei Rischi aeroportuali, evidentemente e irritualmente considerato come lo scoglio su cui si sarebbe infranta la reale volontà del Consiglio comunale di Foggia ad avere un aeroporto potenziato e funzionante».

«Il prolungamento della pista – incalza Piemontese – era compreso nel Piano di Sviluppo Aeroportuale dell’Aeroporto di Foggia datato 2005 ed esplicitato nel Piano attuativo 2009-2013 del Piano Regionale dei Trasporti approvato con Legge regionale n. 16 del 23 giugno 2008 dove, peraltro, è focalizzata perfino la realizzazione di una seconda pista, la famosa pista ortogonale, che AdP aveva ovviamente progettato e mandato all’attenzione degli uffici comunali il 18 ottobre 2007 quantificando questo intervento aggiuntivo in 77 milioni e mezzo di euro».

«Chiunque sia appena preoccupato di un saggio uso delle risorse pubbliche destinate allo sviluppo dei territori – prosegue il presidente dell’Assemblea consiliare – si chiederebbe come sia possibile impegnare danaro pubblico in progettazioni, carta, documentazioni, consulenze, lavoro del personale amministrativo e politico-istituzionale per esaminare e discutere interventi esposti a rilievi tanto essenziali da farli cadere nel nulla».

«Foggia l’ha chiesto con forza ma l’allungamento della pista aeroportuale del “Gino Lisa” è stato considerato dal Governo un intervento che potenzia un’infrastruttura di rango nazionale – rileva ancora Piemontese – “da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese” e, come tale, inserito nell’Intesa Generale Quadro (D.Lgs. 190/2002 - D.Lgs. 163/2006) - Programma delle Infrastrutture Strategiche - “Progetto Regione”. Possibile che, rispetto a questa attività, dispiegata rimodulando le famigerate risorse degli ormai ex FAS, stanziate tra squilli di tromba nell’ambito del Piano per il Sud e di “Puglia Corsara”, sia sfuggito al soggetto beneficiario del finanziamento di svolgere un’analisi di fattibilità che per forza di cose deve estendersi alla cornice normativa in cui si opera e agli orientamenti più recenti esplicitati dal Commissario europeo alla Concorrenza?».

«Delle due l’una – conclude il presidente del Consiglio comunale del capoluogo –: o è il management di AdP a dover rispondere di un’inerzia che ha finito per affossare un intervento atteso da almeno un decennio o è il socio maggioritario di AdP e, cioè, la Regione Puglia a dover rispondere di una beffa per non essersi assunta la responsabilità di respingere un’istanza territoriale se reputava che questa non stesse, è il caso di dire, né in cielo né in terra».

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