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‘Salva ambulanti’, l’ex assessore Moffa si prende la rivincita: “Il tempo è galantuomo”

Dopo i casi Raco e Aipa, il consigliere comunale Giuseppe Mainiero sottolinea il dietrofront del sindaco sulle autorizzazioni temporanee rilasciate agli ambulanti ad aprile

Se più indizi fanno una prova, forse ha ragione Giuseppe Mainiero a definire - la decisione della giunta comunale di non rinnovare le autorizzazioni temporanee per l’esercizio del commercio su aree pubbliche - “l’ennesimo cambio di rotta” del sindaco di Foggia. O forse no, chissà. Il consigliere comunale rincara la dose: “Landella ci ha ormai abituato alla “schizofrenia amministrativa”. Non vi è un solo atto amministrativo posto in essere dalla sua Giunta che non abbia visto il susseguirsi di atti confusionari e contraddittori”

A partire dalla vicenda Raco: “E’ accaduto per la riapertura del Teatro Umberto Giordano, laddove prima aveva predisposto una “transazione” con la Raco srl dove si riconoscevano alla ditta esecutrice dei lavori di restauro oltre due milioni di euro in più rispetto all’affidato, salvo poi smentire se stessa, perché costretta e recedere da questo intento, per poi, addirittura, costituirsi “parte civile” nel processo penale in corso, proprio per i lavori eseguiti al Teatro Giordano. Quasi a voler cancellare traccia del tentativo conciliativo con la stessa Raco in sede civile”.

Fino al passaggio da Aipa a Mazal Global, dove – prosegue l’esponente dei Fratelli d’Italia - aveva “intavolato” una procedura conciliativa tesa a salvaguardare l’affidamento della riscossione, nonostante gli evidenti profili di illegittimità sorti, per poi diffidare la concessionaria per somme in precedenza trattenute, costretto a correre ai ripari  dalla evidenza dei fatti che hanno smentito il suo orientamento ed operato amministrativo”.

Sul punto è intervenuta l’ex assessore alle Attività Economiche, Jenny Moffa: “Il tempo è galantuomo”. La frattura con il primo cittadino risultò insanabile anche per il rilascio delle autorizzazioni “che contrastavano con ogni branca dell’ordinamento che disciplina il commercio in aree esterne” aggiunge cosa che evidenziai in PEC al dirigente, al sindaco ed al segretario generale” precisa e continua: “La cosa più triste di questa oscura vicenda fu il dilapidare di un duro lavoro che svolsi di concerto con gli uffici della Prefettura, della Questura e della Procura che portò ad una sinergia Istituzionale che si rivelò fondamentale per la risoluzione del fenomeno dell’abusivismo commerciale”.

L’ex predecessore di Amorese continua: “Infatti questa sinergia fu indispensabile per lo smantellamento, che avvenne, di tutte le “bancarelle” di frutta e verdura, che avevano ormai invaso ogni angolo della città, con scene di resistenza non indifferenti”. E ancora: “Quelle autorizzazioni, formalmente temporanee, che disattendevano in toto l’atto di indirizzo ed il protocollo d’intesa con la Prefettura, hanno evidentemente generato delle aspettative diverse negli operatori, se si osserva alla tipologia di installazioni, chioschi in legno, che hanno richiesto un cospicuo investimento di risorse finanziarie”

Conclude Jenny Moffa: “Dissentii dal sindaco e da quel provvedimento perché si presentavano come una “sanatoria”, ossia degli “abusi regolarmente autorizzati. Peccato che le conseguenze fossero tutt’altro che prevedibili, e questo caos è frutto esclusivo un’azione politica che ha inteso affrontare il fenomeno in maniera ambigua”.

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