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Comune: tante grane da risolvere, si preannuncia un settembre di fuoco

Terminate le ferie estive, tornano in primo piano le emergenze del capoluogo dauno e della maggioranza Mongelli. Lambresa è sempre più agguerrita, ma questa volta rischia seriamente di restar sola

Le ferie estive volgono ormai al termine. Anche per il Comune di Foggia. Ultimi bagni per i consiglieri comunali che a breve si ritroveranno di fronte una per una tutte le emergenze lasciate in sospeso con la pausa ferragostana. E qualche grana in più. Perché c’è il capitolo Rigenerazione Urbana che tanto sta facendo discutere: proprio non va giù l’esclusione di Foggia da quel bando regionale che le avrebbe dato la possibilità di intercettare ben 7,5 milioni di euro. Indignazione tanto più motivata se si pensa che la ragione dell’esclusione sta tutta in un banale ritardo di 20minuti nella presentazione della candidatura. Certo, l’assessore regionale al ramo Angela Barbanente ha aperto ad una possibile rivalutazione della posizione del capoluogo dauno, trasmettendo gli atti all’avvocatura regionale per il relativo parere.

Ma tanto basta al commissario provinciale dell’Udc Angelo Cera per andare su tutte le furie, denunciando il consueto “andare a Canossa” dei foggiani, anche quando si tratta di ottenere ciò che spetta di diritto alla città.   “Sindaco ed esecutivo riconoscano incapacità politica e sciatteria amministrative e si dimettano” tuona oggi il parlamentare centrista. Un’accusa, tuttavia, che nei corridoi di Palazzo di Città, viene letta né più né meno come un “batter cassa”. “La verità – sostiene qualcuno - è che subito dopo il bilancio al sindaco toccherà metter mano al rimpasto. E l’Udc non ha mai fatto mistero di poter sostenere l’amministrazione qualora le carte vengano rimescolate”. Con un posto nell’esecutivo, naturalmente. Certo, bisognerà convincere gli anti-Cera dell’Unione di Capitanata ma un dato appare ormai certo: il bilancio di previsione, atteso in aula per la prima decade di settembre, fotograferà una geografia politica molto diversa da quella uscita dalle elezioni del 2009.

I malumori nella maggioranza Mongelli sono noti da tempo. E il bilancio di previsione sarà la cartina di tornasole di ciò che rimane del famoso “patto del buongoverno” del 2009, quando centrosinistra, Udc e Lista Lambresa/Io Sud unirono  le forze per portare Gianni Mongelli alla vittoria. Ora quella liaison si è rotta. Il vicesindaco il bilancio non lo ha firmato. lambr_1_originalUno strappo politicamente forte, che preannuncia un’uscita di scena di Lambresa, fino a ieri braccio destro del primo cittadino. Anche se la situazione resta ancora molto fluida. Mongelli non le ha revocato le deleghe, Lambresa torna a chiedere un passo indietro sull’aumento Tarsu ma anche una rimodulazione della manovra, in particolare nei settori di sua competenza - sicurezza ed annona - strategici per il futuro della città e “privati – dice - anche del minimo indispensabile”: “sulla sicurezza - si sfoga il vicesindaco - c’è davvero molto poco, neanche un euro sui mercati rionali mentre con un blitz a giugno gli uffici finanziari hanno modificato la delibera del febbraio scorso che regolamentava l’utilizzo dei proventi delle contravvenzioni stradali della Polizia Municipale. Il 50% di quei soldi – dice - dovrebbe andare per legge ad investimenti nella sicurezza stradale. Ma di quell’impegno, ad oggi, non c’è più traccia”. Insomma, una bocciatura del provvedimento.

Tuttavia, ad oggi margini per modifiche che vadano incontro al vicesindaco sembrano non essercene. Il Comune non ha soldi in cassa, il dissesto non è ancora archiviato, su Amica pende il pronunciamento del Tribunale il prossimo 1 settembre per l’amministrazione controllata. Cosa succederà? I prossimi giorni saranno illuminanti. E già c’è chi giura che alla fine nulla accadrà. La pasionaria, infatti, rischia di restar sola: i 3 consiglieri su cui può contare in consiglio proprio non sembrano volerne di seguire il percorso di allontanamento tracciato dalla loro leader. A quel punto, a lei la scelta.

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