Ataf, Lo Muzio: “Spettatori di una farsa che potrebbe portare a un’Amica bis”

Il segretario generale della Fit Cisl non risparmia i sindacati, si schiera dalla parte di tutti i lavoratori e rimarca la necessità di trovare soluzioni alternative sul piano industriale

Giuseppe Lo Muzio

Sulla questione Ataf e la posizione delle organizzazioni sindacali, Fit Cisl e Giuseppe Lo Muzio rompono il silenzio e provano a fare chiarezza: “Il silenzio di quest’organizzazione che ha voluto rispettare le posizioni delle altre sigle, in una fase di forte agitazione per la vicenda Ataf, non può perdurare, anche perché quelle sigle sindacali aziendali da rispettare non rispettano, a loro volta, bensì strumentalizzano la posizione della Cisl e dei suoi rappresentanti”.

La Cisl sottolinea la sua natura di sindacato di concertazione e di tutela di tutti i lavoratori indiscriminatamente, aggiungendo che “non vanno dimenticate le continue sollecitazioni promosse dalla FIT per alzare il livello di attenzione sulla vicenda Ataf che da tempo desta forte preoccupazione per problemi finanziari”.

Prosegue il sindacato: “Parimenti, però, va posta la dovuta considerazione nella valutazione che tutti i lavoratori hanno diritto alla tutela della propria dignità e il diritto al lavoro: basti pensare che anche i lavoratori tutti della sosta a pagamento hanno contribuito ad un primo risanamento dell’Ataf. Oggi siamo chiamati a fare di più, ma per tutti, non dimenticando quei lavoratori che pur avendo avuto garanzie di assunzione attraverso le agenzie di somministrazione e non dirette, nell’ultima assemblea dei soci Ataf del 26 novembre 2015, sono ancora in attesa di stabilizzazione, poiché le procedure messe in atto rallentano tale processo.

Fit Cisl affonda: “Da una parte qualcuno indice una conferenza stampa, atteggiandosi a prima donna, in una delicata fase in cui l’unione, almeno nelle azioni, anche se con posizioni diverse, è fondamentale per l’interesse di tutti, mentre dall’altra, il Fast, non firmatario del CCNL Autoferrotranvieri, spara a zero contro l’amministrazione e la proprietà solo per una visibilità mediatica e non per la risoluzione dei problemi dei lavoratori”.

Giuseppe Lo Muzio mette tutti in guardia: “Siamo spettatori di un farsa che, a lungo andare ci potrebbe solo portare alla prima fase di un’Amica bis. Non si tratta di accanimento terapeutico ma della consapevolezza che solo una forte dose di antibiotico potrà salvare il malato, da un destino drammatico: non dobbiamo permettere a nessuno che si stacchi la spina”.

Il segretario generale aggiunge: “In conclusione, alla luce dell’impossibilità dichiarata da parte della proprietà di risanare il debito della società Ataf e al fine di evitare conseguenze gravissime, la Fit ha più volte rimarcato la necessità di trovare soluzioni alternative sul piano industriale, attraverso il confronto, onde consentire: la sopravvivenza della società; la riqualificazione del personale “da manovale a conducente” richiesta dagli stessi lavoratori; la trasformazione del contratto da part time da 30 a 39 ore; il mantenimento della biglietteria presso il terminal intermodale”

E conclude: “Restiamo pienamente disponibili a valutare congiuntamente, qualora ci fosse presentato, una proposta alternativa al piano industriale aziendale, mantenendo stretti principi ed obiettivi. A tutti i lavoratori va chiarito che il sindacato ha l’obbligo di tutelare tutti i lavoratori indiscriminatamente anche se a volte può apparire impopolare per qualcuno”

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