"Usciamo dalla spirale della paura e affrontiamo a viso aperto la sfida della legalità"

Sicurezza a Foggia, tra necessità di controlli e abbattimento delle "ragioni della violenza". Domenico Longo: "Chi ha delle idee le metta in campo. Chi vuole solo lamentarsi o far polemica, per carità, questa volta taccia"

Domenico Longo

Amici, ormai si assiste in città ad un preoccupante aumento dei reati commessi a Foggia: rapine, scippi, auto incendiate e rubate, furti in appartamento, atti di vandalismo ed addirittura pistolettate omicidi o altre tragedie. E' ormai lontana l'epoca in cui Foggia era una tranquilla città di apparentemente estranea alla cronaca nera. Vivo nella mia città dalla nascita,Foggia l'ho vista passare da città modello a triste signora dal passato elegante e dal presente alquanto decadente. Vorrei che Foggia non segua lo stesso tragitto discendente e forse siamo ancora in tempo.

Sicuramente importante è il ruolo delle forze dell'ordine. L'aumento delle loro unità, il loro coordinamento e la disponibilità di mezzi è un primo passo nella giusta direzione. Anche le telecamere, che tanto hanno suscitato polemiche, sono un utile mezzo a disposizione della polizia. A tal proposito sarebbe meglio ascoltare cosa hanno da dire gli operatori della sicurezza piuttosto che avventurarsi in dibattiti tra politici i quali, a mio avviso, dovrebbero piuttosto confrontarsi al fine di tutelare la privacy e di garantire che l'installazione non richieda cifre esorbitanti a carico dei contribuenti. Detto questo, pensare di risolvere così i nostri problemi è una ingenua illusione.

E perché?? Semplicemente che certi fenomeni, legati alla crescita della nostra città (in termini di case costruite e nuovi cittadini che le abitano), legati alla disperazione, legati ai flussi migratori, legati alla droga,alla prostituzione, legati all'abusivismo edilizio, legati alle mafie nostrane, legati all'assenza della cultura della legalità, legati ad una società sempre più diseguale, legati all'abbandono scolastico, legati all'ideologia del denaro, non si fermano esclusivamente con la repressione Bisogna abbattere le ragioni della violenza. Bisogna far dialogare e far rincontrare i cittadini. Ed i luoghi di incontro sono le scuole, le parrocchie, le associazioni, i quartieri.

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Bisogna, in poche parole, uscire dalla spirale della paura e affrontare la sfida della legalità a viso aperto, denuncino gli abusi di ogni genere, dando sostegno alle associazioni e alle realtà attive in città affinché siano protagoniste di questa nuova sfida. Credo che soggetti come la Caritas,la Protezione Civile e altre associazioni, abbiano tante cose da suggerire e sarebbe compito della politica locale ascoltare i loro suggerimenti e dare loro gli strumenti per agire. Oggi il fenomeno è ancora controllabile. Tra qualche anno non lo sarà più: la città cresce e la crescita porta con sé anche tanti problemi. Chi ha delle idee le metta in campo. Chi vuole solo lamentarsi o far polemica, per carità, questa volta taccia.

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