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L'ex Safab e Rosa Caposiena

L'ex Safab e Rosa Caposiena

"Siamo disgustati". Forza Italia porta in Procura il caso dell'impianto di compostaggio. "Si rispetti la volontà popolare"

A San Severo gli Azzurri, capeggiati dalla capogruppo in Consiglio comunale Rosa Caposiena, promettono battaglia contro il progetto della Saitef, nell'area ex Safab, che ha incassato il via libera del Tar Puglia

Il direttivo sanseverese di Forza Italia porterà il caso Saitef in Procura e promette battaglia per fermare l'impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere in contrada Ratino, nell'area ex Safab. "Come partito siamo disgustati dalla situazione ed a tutela della salute dei cittadini quale interesse rilevante per la comunità di San Severo denunceremo i fatti alle autorità preposte in modo che vengano accertate le responsabilità, gli eventuali reati commessi e i danni erariali a carico dei responsabili, sia in caso di realizzazione che di non realizzazione dell’impianto", si legge nella nota partita dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Rosa Caposiena ma firmata dal direttivo locale. Gli Azzurri riaffermano la loro contrarietà al progetto e sono pronti a difendere le ragioni dei cittadini che "avvertono il pericolo potenziale per la salute e per l’ambiente" e continueranno a pretendere che "venga rispettata la volontà popolare, che l’impianto di compostaggio in contrada Ratino non venga realizzato". 

La definizione di "atteggiamento ondivago dell'Amministrazione comunale" riportata nella sentenza del Tar Puglia che ha accolto il ricorso presentato dalla Saitef, annullando la diffida del Comune a iniziare i lavori e accertando che fosse già in possesso del permesso a costruire, li invita a nozze. "Non ci aspettavamo niente di diverso vista la definita 'ondivaga' condotta dell’Amministrazione comunale che non ha fatto valere finora la volontà popolare nettamente contraria alla realizzazione dell’impianto di compostaggio in contrada Ratino, espressa con delibera di consiglio comunale n. 54/2018 voluta dall’opposizione. C’era da aspettarselo - continua ancora il direttivo FI - che la ditta versasse gli oneri di urbanizzazione per vantare diritti e proponesse ricorso al Tar esponendo le proprie ragioni riducendo l’intera questione ad un iter tecnico, peraltro fortemente contestato, tralasciando del tutto gli aspetti politici e sociali completamente ostili alla realizzazione dell’impianto. E naturalmente il Tribunale Amministrativo viste le motivazioni tecniche addotte dalla ditta, non avendo competenza in merito agli aspetti politici e sociali, ha ritenuto di esprimersi addirittura con una sentenza semplificata". 

L'Amministrazione comunale di San Severo ieri ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di ricorrere al Consiglio di Stato.

Il partito addebita tutta la colpa alla politica, scagionando parzialmente la tecnostruttura ("i tecnici applicano i regolamenti che la politica approva"): "Se siamo arrivati a questo punto, se ci troviamo in questa situazione dobbiamo essere chiari, la colpa è solo e solamente dell’Amministrazione che non ha fatto nulla e anche dopo le nostre sollecitazioni ha aspettato che la situazione si risolvesse da sola. Se una Amministrazione un intervento non lo vuole lo si vede dagli atti, ma gli atti dicono altro". Contesta, tuttavia, che i pareri tecnici siano stati espressi senza tener conto dei principi europei della prevenzione, della precauzione e della partecipazione della cittadinanza.

"Per quanto ci consta - conclude la nota - è gravissimo che non vi sia stata alcuna azione né di gestione né politica successiva alla delibera del 2018 in cui si dichiarava la contrarietà all’impianto, voluta dell’opposizione per contrastare quella del 2015 in  Miglio deliberato a favore dell’impianto permettendo così l’avvio del procedimento e del distratto attuale". 

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