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La base del M5S dice sì alle alleanze, Rousseau spiana la strada a Barone assessore di Emiliano: "Sfida importante"

Vince al 70% la risposta affermativa nei quesiti degli Stati Generali. La campagna di Antonella Laricchia per il no a due quesiti non sfonda. È quasi fatta per l'ingresso in Giunta di Rosa Barone

Vince il sì alle alleanze alla votazione sui documenti di sintesi degli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle e ormai sembra tutta in discesa la strada per l'accordo in Puglia. In 11.584, pari al 71,6% dei votanti, rispondono affermativamente su Rousseau al primo dei tre quesiti sugli accordi con altre forze politiche: "Possono essere autorizzati, prima o dopo le votazioni, accordi con altre forze politiche sulla base di idee, obiettivi e programmi condivisi". Sono 10625 (il 66,7%) gli attivisti d'accordo con la successiva affermazione: "I contenuti e interlocutori di eventuali accordi, tenendo prioritariamente conto dei livelli territoriali, siano autorizzati a livello nazionale".

I risultati delle votazioni su base nazionale, celebrate ieri e oggi, costituiscono un precedente che potrebbe influenzare la decisione della base sulla Puglia giallorossa e, dunque, costituire il preludio all'ingresso nella giunta di Michele Emiliano della foggiana Rosa Barone, assessore regionale al Welfare in pectore. Non è ancora dato sapere quando si apriranno le urne virtuali ma l'esito del voto nazionale potrebbe sbloccare presto l'impasse. 

Gli attivisti hanno risposto a 23 quesiti redatti dal Capo politico, scaturiti dai lavori degli Stati Generali e dalle conclusioni del relativo documento di sintesi: regole, principi, organizzazione che, sulla scorta del voto, gli organi preposti del Movimento tradurranno in modifiche statutarie o regolamentari.

"Recepisco questa scelta non come una abiura ai nostri valori, ma come una evoluzione che ci chiedono gli iscritti - è il commento a caldo dell'europarlamentare Mario Furore, anima del M5S in provincia di Foggia, sul sì alle alleanze - Vuol dire che se saremo bravi faremo valere le nostre idee e i nostri programmi anche con gli altri. Senza svendere nulla. Io sono un portavoce del M5S, e come tale sento di rispettare le scelte della base senza se e senza ma. Parte una sfida molto importante per tutto il Movimento e a tutti i livelli, sono pronto a farlo con chi ha a cuore il bene dei cittadini e con chi vuole condividere idee e programmi con noi in maniera umile e sincera. Astenersi perditempo".

Al primo turno perde Antonella Laricchia che spingeva per "due no per rispettare i cittadini, due no per il bene del M5S". Il primo quesito sugli accordi con altre forze politiche, peraltro, secondo lei era scritto male. "Questo sospetto giro di parole e specifiche omissioni di alcuni concetti ribaditi nelle riunioni degli Stati Generali - aveva affermato alla vigilia - rischia di essere usato, da chi è in malafede, per trasformare il M5S in un piccolo partitino irrilevante nel panorama politico, utile solo come portatore di voti a coalizioni di sinistra o destra, come vorrebbero fare e stanno purtroppo facendo in Puglia, tradendo politicamente gli elettori pugliesi, entrando in maggioranza con Emiliano e accettando poltrone in quota di maggioranza dallo stesso Emiliano". Il dado è tratto, salvo colpi di scena.

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