Landella rivendica gli sfratti al Salice Nuovo: “Scritta pagina di legalità per la città”

Per il sindaco gran parte degli occupanti era “in una condizione di abusivismo” che “abbiamo provveduto ad interrompere”. Il primo cittadino punta il dito contro la Regione Puglia

Sfratti

Il giorno dopo lo sfratto, Landella torna a farsi sentire ed esalta l’azione con la quale – in merito alle 44 famiglie sgomberate al Salice Nuovo – a suo dire “l’amministrazione comunale ha scritto una pagina di legalità per la città di Foggia, affermando il principio di legalità senza dimenticare il valore del principio di solidarietà”. Precisa il sindaco: “La giornata di tensione legata allo sfratto esecutivo delle famiglie alloggiate nei locali del Salice Nuovo è stata purtroppo il tributo pagato per anni di sciatteria amministrativa, di disinteresse, di incapacità di intervenire con determinazione e risolutezza in una situazione che mostrava da tempo le sue criticità croniche”

Il primo cittadino ha spiegato la situazione degli ormai ex occupanti: “E’ emerso chiaramente che solo una esegua minoranza, per la quale ci siamo immediatamente attivati nella ricerca di soluzioni alternative, risulta essere legittimata dall’amministrazione comunale. Il resto degli occupanti, infatti, è in una condizione di abusivismo che abbiamo provveduto ad interrompere”

Per il sindaco di Foggia “lo stop al pagamento dell’indennità di occupazione disposto dal Comune di Foggia ha permesso di liberare quei locali, ponendo fine ad una spesa considerevole e significativa messa a carico dell’ente di Palazzo di Città per decenni per strutture in condizioni tutt’altro che idonee per ospitare quelle famiglie”.

Landella esprime vicinanza alle famiglie in difficoltà: “È del tutto evidente che siamo in presenza di un’emergenza dai tratti assolutamente drammatici, per la quale voglio esprimere la mia piena solidarietà alle famiglie che stanno vivendo questa difficoltà. Per loro il Comune di Foggia, compatibilmente con i limiti di legge, determinati dall’adesione al ‘Decreto Salva Enti’, e le difficoltà di carattere finanziario, si sta impegnando senza sosta per individuare soluzioni: dalle abitazioni destinate ai custodi delle strutture sportive e scolastiche sino all’ala inutilizzata della scuola ‘Altamura’ di via Petrucci. Si tratta chiaramente di opzioni emergenziali, che tuttavia dimostrano, a differenza del passato, la volontà di non lasciare sole queste famiglie”

E punta il dito contro la Regione Puglia: “È inoltre opportuno dire senza giri di parole che questa vera e propria bomba sociale sul fronte dell’emergenza abitativa ha chiare e definite responsabilità politiche, che sono tutte in capo alla Regione Puglia, cui spetta il compito, attraverso l’Arca, di realizzare alloggi in edilizia economica e popolare e di sbloccare quei programmi urbanistici che prevedono la cessione al Comune di appartamenti da utilizzare proprio per alleviare la crescente tensione abitativa”

Poi chiama in causa i consiglieri regionali foggiani: “Da questo punto di vista è tempo che i rappresentanti del nostro territorio e della nostra città in seno alla Giunta regionale, indipendentemente dalle specifiche deleghe di competenza, dimostrino un’attenzione politica concreta per questa situazione. Il loro impegno risulta oggi un dovere al quale non possono venire meno”.

Infine ringrazia le forse dell’ordine, la Municipale e le associazioni: “Desidero infine rivolgere un ringraziamento sincero alle Forze dell’Ordine ed al Corpo di Polizia Municipale per la gestione dell’ordine pubblico nei momenti concitati dell’esecuzione dello sfratto. Il mio non è un grazie retorico, ma un’attestazione pubblica di stima per la professionalità e la sensibilità dimostrate in un momento di estrema delicatezza. Così come il mio grazie va alle associazioni che in uno spirito di solidarietà reale hanno lasciato al Comune i locali delle “piastre” di via Candelaro, dandoci così la possibilità di utilizzarli per recuperare alloggi temporanei in questa fase. È un gesto di cui ho apprezzato il valore e che racconta bene la capacità solidaristica della nostra comunità”

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