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Comune di Foggia, la maggioranza risponde per le rime agli 11 pronti ad andare dal notaio: "Si dimettano pure, ma senza sceneggiate"

Consiglieri e partiti che sostengono il sindaco Franco Landella declinano l'invito della minoranza e rilanciano suggerendo al Pd di anticipare le dimissioni dei suoi rappresentanti: "Basterebbe recarsi lunedì mattina all'Ufficio Protocollo o dal Segretario Generale"

"Se i consiglieri comunali di centrosinistra hanno realmente voglia di dimettersi, lo facciano pure. Ma sul serio e senza sceneggiate. Visto che su di loro incombe ancora la vergogna e il peso dei fallimenti che hanno provocato alla città e ai foggiani". I consiglieri di maggioranza del Comune di Foggia e i segretari dei partiti di centrodestra rispondono per le rime agli undici consiglieri comunali di opposizione che hanno preso appuntamento dal notaio per giovedì 18 febbraio, lanciando un appello ai colleghi dirimpettai in aula e suggerendo loro di riflettere, "agire con coraggio" e, dunque, ad accodarsi a loro. Nella nota congiunta declinano l'invito.

“Il moralismo a corrente alternata è tipico del Pd foggiano: chiede le dimissioni degli altri consiglieri comunali, ma senza anticipare quelle dei propri rappresentanti al Comune di Foggia. Non occorre inscenare un appuntamento dal notaio per giovedì prossimo. Basterebbe recarsi lunedì mattina all'Ufficio Protocollo o dal Segretario Generale di Palazzo di Città e protocollare le proprie dimissioni. Questo sarebbe un vero gesto d'amore verso una città umiliata e depredata, lasciata sull'orlo del baratro finanziario, che ha privato i cittadini di numerosi servizi per ripagare i debiti creati nel disastroso decennio tra il 2004 e il 2014".

Il centrodestra fa notare alla minoranza come "proprio nel Consiglio comunale di lunedì prossimo, all'ordine del giorno saranno presenti ancora gli ammanchi lasciati dai democratici sulle spalle dei foggiani, fatti di lavori di somma urgenza senza le adeguate coperture finanziarie e dal fallimento dell'Amica, l'ex azienda che si occupava di raccolta e smaltimento dei rifiuti il cui bubbone fallimentare rischia di provocare un altro dissesto finanziario che questa volta non si potrebbe più camuffare. E non ci sarebbe più nulla da poter svendere ai compagni baresi", è la stoccata finale.

Poi tirano in ballo i vecchi scandali giudiziari della coalizione avversaria: "Nessuno di loro si è dimesso quando nel 2014 vennero prima arrestati, e poi condannati, Massimo Laccetti e Ferdinando Biagini, ovvero un consigliere comunale della maggioranza di centrosinistra e un dirigente apicale, quando si voleva creare un distaccamento del tribunale di Foggia dalle sembianze di un supermercato nell'immobile di piazza Padre Pio. Come mai nessuno di loro, tra cui Pippo Cavaliere, assessore di quella Giunta, Raffaele Piemontese, presidente del Consiglio comunale, e Pasquale Dell'Aquila, consigliere comunale, ha sentito il bisogno di dimettersi in quella circostanza? Come mai quell'atto finito sotto la lente d'ingrandimento della Procura della Repubblica, con tanto di indagini e con una successiva sentenza passata in giudicato, non venne ritirato in autotutela come poi ha provveduto a fare l'Amministrazione di centrodestra?".

E che non abbiano alcuna intenzione di accogliere l'invito di recarsi dal notaio lo ribadiscono anche nelle conclusioni: "Noi consiglieri comunali del centrodestra continueremo a lavorare per il bene e nell’interesse dei foggiani che solo un anno e mezzo fa hanno promosso, grazie alle preferenze accordateci in occasione delle scorse elezioni amministrative, l’azione politica di questa amministrazione riconfermandola per la seconda volta alla guida della nostra città”.

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