Tribunale Foggia, caso chiuso: Zammarano non va risarcito. Cangelli: "Ecco il buon lavoro, non quello sul Giordano"

L'assessore al Contenzioso del Comune di Foggia soddisfatto: si chiude definitivamente la vicenda sul contratto di locazione milionario alla CO.IM. Sul Teatro: "Transazione va valutata, contenzioso è rischioso"

Dopo cinque anni, si chiude il sipario sulla vicenda del milionario contratto di locazione dei locali di Piazza Padre Pio, a Foggia, da destinare a sede degli uffici giudiziari. Con sentenza di ieri, 17 aprile, infatti, la Corte d’Appello di Bari, definitivamente pronunciandosi sull’atto di appello principale proposto, con ricorso depositato in data 9.06.2016, da CO.IM srl (Lello Zammarano) nei confronti del Comune di Foggia, ha accolto l’appello incidentale  dall’amministrazione Landella sul difetto di giurisdizione (del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo), condannando la CO.IM srl al pagamento in favore del Comune di Foggia delle spese di giudizio, pari a 25mila euro.  Fine della storia.

Come si ricorderà, la risoluzione del contratto di locazione da 5 milioni di euro per 6 anni + sei (sulla quale pesò la brutta tegola giudiziaria che il 2 aprile portò all’arresto del sottoscrittore, il dirigente del servizio ai Lavori Pubblici, Fernando Biagini) fu uno dei primi atti dell’amministrazione Landella e dell’assessore al Contenzioso, Sergio Cangelli nel 2014. E dà loro oggi buon motivo per rivendicare “la bontà dell’azione amministrativa in materia di contenzioso”, opponendola a quanto sta accadendo, invece, per il Teatro Umberto Giordano. Su ambedue le questioni, alla luce degli accadimenti ultimi, prende la parola l’avvocato che le ha seguite negli ultimi cinque anni.

Assessore Cangelli, con CO.IM si archivia definitivamente il rischio di risarcimenti di sorta?

Sì. Il Tribunale di Foggia aveva già rigettato nel merito. CO.IM fece appello, noi ne abbiamo promosso uno incidentale. Oggi la Corte si è pronunciata su ambedue definitivamente. La questione è chiusa.

Soddisfatto?

Questo mi dà la possibilità di dire che quando i contratti devono essere risolti e vengono risolti nella maniera corretta, come prevede la Legge, il Comune non corre nessun rischio. Contrariamente a quanto avvenuto per il Teatro Giordano.

A distanza di anni si rischia di dover pagare somme milionarie per lavori lacunosi e fatti con ritardo. Vi si accusa di aver esposto l’ente ad un grosso rischio nel Contenzioso in essere. Cosa risponde?

Che l’amministrazione precedente ci ha lasciato una grossa gatta da pelare e che quella transazione prova solo a contenere il danno. A partire dalla rescissione del contratto fatta dall’amministrazione Mongelli/Cavaliere, che lo stesso ctu del Tribunale riscontra essere illegittima, non essendo stata prodotta nei termini di legge. L’ingegner Paoletti lo scrive testualmente, confermando che la nostra difesa, che si basa sul fatto che la ditta non aveva tempestivamente eccepito le riserve sul registro di contabilità dei lavori, è irrilevante a causa della irregolare tenuta di questo registro di contabilità. La ditta non era nelle condizioni di esprimere riserve pochè non c’era una regolare tenuta del registro.

Il tema ruoterebbe tutto attorno alla proposta di delibera a firma dell’allora dirigente dei Lavori Pubblici, ingegner Potito Belgioioso, che, rigettando il collaudo favorevole alla ditta, enumerava una serie di irregolarità favorevoli all’ente.  Perché non l’avete mai approvata?

Anche questo è un falso problema. Tutti i consulenti hanno rilevato l’irrituale risoluzione contrattuale nei confronti di Raco, che ci espone a risarcimento milionario. Il primo collaudatore disse che dovevamo a Raco 2,7 milioni di euro, il secondo 2,5 milioni, il consulente dell’accertamento tecnico preventivo 2,8 milioni.  Come funziona, avremmo dovuto cambiare collaudatore finché questo non ci avesse dato ragione?

Perché non si è approvata quella delibera?

Abbiamo chiesto all’Avvocatura se, a fronte di un giudizio in corso, fosse rilevante la nostra presa d’atto. Il dirigente Dragonetti ci risponde che le contestazioni enumerate in quell’atto erano già contenute nelle difesa dell’ente nel contenzioso esistente. E questa posizione è stata confermata dal fatto che, quando la ditta ha fatto decreto ingiuntivo sul collaudo, il giudice non ha dato la provvisoria esecuzione al provvedimento, ma ha disposto la “riunione” al procedimento principale. Il che significa che tutto è riportato pari pari nel giudizio già in essere. E’ irrilevante, quindi, che noi prendessimo o non prendessimo atto. Tra l’altro…

Dica.

Dragonetti lo esprime verbalmente ma devo presumere sia vero che anche Belgioioso si fosse convinto di questo visto che la proposta non è più tornata in giunta. Noi come organo politico dovevamo limitarci a prendere atto del collaudo, tra l’altro firmato anche dal direttore dei lavori. Non eravamo obbligati a prendere posizione a favore della proposta di Belgioioso, non siamo tecnici. Se dobbiamo prendere atto, prendiamo atto. Ma l’Avvocatura ci dice che c’è già un giudizio, che ci difendiamo proprio sulla base di quelli che sono i rilievi che Belgioioso muove. Questa è la sostanza.

Che, mi pare di capire, non elimina comunque il rischio di dover risarcire Raco.

Esatto. Il ctu ci dice che le nostre sono difese deboli e che rischiamo di pagare 2,8 milioni al 2014, portato ad oggi siamo vicini ai 4milioni di euro. Ecco perché secondo me la transazione avrebbe dovuto quantomeno essere valutata dal consiglio. comunale.

Ma non è tutto paradossale? Pagare ancora per lavori contestati?

La mia memoria va al giorno in cui io per la prima volta entrai nel teatro, settembre 2014. Era un teatro disastrato. E se penso che a quella data la ditta aveva già maturato soldi in più rispetto a quelli che aveva avuto, c’era da mettersi le mani nei capelli. Noi abbiamo dovuto spendere soldi per aprire, circa 400mila euro.

Dov’è il vulnus in questa storia?

Sono stati gestiti male i lavori, è stata gestita male la contabilità dei lavori, è stata fatta una risoluzione contrattuale sbagliata. Se la ditta sbaglia, bisogna agire, ma in maniera corretta. Evidentemente ciò non è stato fatto. E rischiamo di pagarla cara. Cavaliere accusa questa amministrazione di sciatteria amministrativa quando la totale loro sciatteria è stata rilevata da un consulente del giudice. Il consigliere Mainiero pone una pregiudiziale ad una delibera di giunta e viene dimostrato che quella delibera non ha nessuna efficacia nel contenzioso in atto, il che dimostra  che non c’è un approfondimento, solo un tentativo di strumentalizzazione politica.

Ma neanche la vostra maggioranza ha voluto discutere la transazione!

Sì, perché a tutto questo si aggiungono i pareri contrastanti della tecnostruttura che non danno tranquillità ai consiglieri. Ognuno ha le proprie posizioni. Lo comprendo a fronte di una assunzione di responsabilità importante.

Lei è convinto della bontà di transare, invece.

Io sono convinto che andava esaminata in consiglio, con tutti i pro e tutti i contro. Affinché tutti potessero sapere cosa era ed è successo e si assumessero le proprie responsabilità. Io dico che il contenzioso è rischioso.

La prossima amministrazione cosa dovrebbe fare?

Quantomeno riesaminarla. Sempre che la ditta sia ancora propensa. Perché potrebbe anche voler andare a sentenza. Poi, è chiaro, il giudice potrebbe non tener conto dei rilievi dell’ingegner Paoletti, farne di suoi, e dire che alla ditta non spetta niente, accogliendo le nostre difese. Siamo nelle mani di un Tribunale.

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