Bancarelle abusive, De Pellegrino punta il dito contro la tecnostruttura: "Gravi responsabilità"

Il capogruppo del PD: “Operazione ha riportato la legalità nelle strade foggiane, trasformate dall'am-ministrazione comunale in un illegale mercato ortofrutticolo”

Una delle bancarelle sequestrate

Alfonso De Pellegrino torna a farsi sentire dopo il sequestro eseguito ieri mattina dai carabinieri e dai forestali delle bancarelle abusive di frutta e verdura, i cui titolari (delle autorizzazioni) sono indagati per i reati di abuso edilizio e di occupazione di suolo pubblico. "Il sindaco Landella, la sua Giunta e la sua maggioranza tacciono di fronte all'esplosione giudiziaria del bubbone dell'abusivismo commerciale". Per il capogruppo del Partito Democratico l'operazione "ottimamente coordinata" dalla Procura della Repubblica "ha riportato la legalità nelle strade foggiane, trasformate dall'Amministrazione comunale in un illegale mercato ortofrutticolo".

De Pellegrino non ha dubbi: "Le dichiarazioni dei vertici della Procura fanno emergere chiare ed evidenti responsabilità della tecnostruttura comunale. I servizi Attività economiche, Edilizia e Polizia Municipale sono esplicitamente chiamati in causa quanto meno per non aver adeguatamente controllato che le strutture edificate rispondessero ai criteri fissati dalla Giunta e per non aver fatto rispettare le norme in materia di commercio ambulante, di edilizia e del codice della strada”. E sottolinea come “il fatto stesso che non ci fosse un solo agente della Municipale al fianco di carabinieri e guardie forestali, testimonia quale e quanta fiducia si nutra in Procura nei confronti dei vigili urbani”.

Per il capogruppo dei democratici in Consiglio comunale, ci sarebbero tutti gli elementi per dare attuazione alle norme sulla prevenzione della corruzione e per procedere alla rotazione di dirigenti, funzionari e dipendenti che hanno omesso di adempiere pienamente ai loro doveri d'ufficio ed hanno, anche solo colposamente, favorito il proliferare delle bancarelle abusive”.

Alfonso De Pellegrino aggiunge: “Il sindaco e l'assessore al ramo o il segretario generale del Comune, responsabile dell'attuazione della normativa anticorruzione, dovrebbero promuovere un'indagine amministrativa interna per individuare i profili di responsabilità individuale, anche per scongiurare che sia macchiata la reputazione professionale di quanti operano con scrupolo ed efficienza al servizio della comunità. E troverei corretto che i risultati di tale indagine fossero discussi in Consiglio comunale, per consentire ai consiglieri di avere piena cognizione di ciò che è accaduto e fornire il proprio contributo all'individuazione delle soluzioni più idonee ad evitare che accada ancora.

Conclude l’esponente del PD: “La legalità è un principio inderogabile ed il suo rispetto è una precondizione dell'attività istituzionale al servizio della comunità. Il sindaco Landella abbia il coraggio di agire e di esercitare appieno le proprie competenze oltre che di rilasciare dichiarazioni polemiche nei confronti di altre istituzioni".

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