Troppi vincoli, regole e niente navi da crociera: il 'vaffa' delle Tremiti al Parco "scelta sconsiderata"?

Il sindaco Fentini annuncia il referendum e minaccia le dimissioni. Costanzucci chiude alle navi da crociera, Pecorella: "Rispettare la legge ma avere buonsenso"

San Domino vista da San Nicola (foto Giuseppe Palumbo)

Le Isole Tremiti fuori dal Parco nazionale del Gargano. Da sabato c'è un deliberato del Consiglio comunale dell'isola, che ha votato la exit all'unanimità. E oggi il sindaco, Antonio Fentini, a Foggiatoday rincara la dose, dicendosi pronto ad andare fino in fondo, agitando, ove fosse necessario, anche le sue dimissioni. L'iter è complesso, lungo ed in salita. "Ma io non mollo. E sono pronto ad andarmene a casa se non si costituisce il Parco delle Isole Tremiti" dice.

Un referendum per uscire dal Parco del Gargano

Da subito, fa sapere, partirà la raccolta firme per l'indizione del referendum. Serve il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Ancor più perché, rileva, al voto in consiglio non è seguita alcuna reazione da parte dell'ente parco. Silenzio tombale. "Ho ricevuto solo la telefonata di un consigliere regionale che mi ha preannunciato la telefonata del Ministro dell'Ambiente". Ma sino ad ora il telefono è rimasto muto. Circostanza che non fa altro che acuire il sentimento ostile dei tremitesi. Perché di questo si tratterebbe. Il cahier de doleances  contenuto nel deliberato del consiglio (che va dai presunti fallimenti sul fronte tutela ambientale sostenibile all'assenza di una qualsivoglia politica per ciò che concerne la promozione economica e turistica) può essere sintetizzato, infatti, in un unico concetto: i tremitesi sarebbero stanchi di sentirsi opporre solo niet e vincoli da organismi che "nulla sanno delle Tremiti" e, per di più, "senza avere diritto di parola, senza poter entrare nelle gestione delle cose, senza sentirsi coinvolti in processi di condivisione".

Il diniego alle navi da crociera

Esclusi dalle decisioni di una terra che vivono loro, non gli altri. "Basti pensare che noi non abbiamo un rappresentante all'interno del consiglio direttivo che di recente ha deliberato il diniego alla nostra istanza sulle navi da crociera. Un no, si badi, unanime e senza possibilità di appello". Eccolo, il turismo da crociera, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il sogno, nelle parole di Fentini, di risveglio turistico ed economico. Il Consiglio direttivo si è riunito nei giorni scorsi proprio a Tremiti. "Son venuti in casa mia e non hanno avuto neanche il buongusto di avvisarmi all'esito del voto. Né ci hanno convocati per apprendere le ragioni di una simile istanza o per formulare una proposta alternativa, di compromesso: niente di niente. Ma cosa ne sanno loro di ciò di cui ha bisogno quest'isola? Cosa ne sa l'ambientalista Lion delle Tremiti? Lo stesso Ministero ha evitato di esprimersi, rinviando la decisione al Parco" attacca Fentini, che punta il dito contro il "cieco fondamentalismo ambientalista che fa male all'isola" e invita a guardare l'inquinamento ad opera di gommoni e motoscafi che, corredati di autorizzazioni, "compromettono, quelli sì, il nostro mare".

Costanzucci risponde ai tremitesi: “Manterremo la barra dritta”

"Potevamo discuterne – dice -. E mi dispiace che a questo si sia prestato anche il presidente facente funzioni, Costanzucci. Non ce l'ho con lui. È chiaro che deve ancora prendere contezza del sistema che presiede. Ma poteva astenersi". "Mi duole molto l'atteggiamento di Tremiti - la replica di Costanzucci a Foggiatoday-. La decisione sulle navi da crociera è giunta all'esito di un sopralluogo tecnico le cui motivazioni renderemo pubbliche nei giorni prossimi. Ma sul punto, sia chiaro, manterremo la barra dritta. Ci sono orientamenti nazionali in questo senso. Nessun ostracismo nei confronti di Tremiti come si vuole far credere". E sulla exit dal Parco: "Scelta avventata e sconsiderata. Vivere in una comunità significa accettarne vincoli e regole. Perché sono proprio quei vincoli che ci permettono, ad esempio, di accedere ai finanziamenti europei. Dunque, non possiamo stare nel parco per intercettare risorse e uscirne quando non ci piace. Anche io sono sindaco (di Cagnano, ndr) e ho una riserva naturale bellissima, l'Isola di Varano, che in queste ore sta andando a fuoco. Ebbene, non posso prendermela col Parco, con la Regione o con l'universo mondo perché esistono dei criminali. Le necessità economiche le abbiamo tutti, non solo il sindaco di Tremiti. E stare insieme è importante. Non ha senso una guerra tra poveri". 

Pecorella: “Rispettare la legge ma avere buonsenso”

Rifiuta l'accusa di una gestione autoritaria e non condivisa anche il presidente uscente, Stefano Pecorella. "Poco prima che finisse il mio mandato abbiamo approvato con l'amministrazione comunale di Tremiti la bozza di regolamento per la gestione dell'area marina protetta. E lo abbiamo fatto all'unanimità, sottoscrivendo il documento presso la Capitaneria di Porto a Termoli". Pecorella, tuttavia, in parte condivide il malessere dei tremitesi e, manco a dirlo, lo lega politicamente agli ultimi mesi di gestione Costanzucci: "Forse, e dico forse, ci si aspettava una seria programmazione anche rispetto a ciò che si era iniziato e non è mai stato concluso. Penso all'intesa sulla gestione dell'Area marina protetta: la convenzione non è ancora stata sottoscritta". E sulla goccia che ha fatto traboccare il vaso: "Ci son delle navi di dimensioni ridotte che consentono un flusso turistico controllato e di alto livello economico e che possono rappresentare un valido incrocio ambiente-turismo sostenibile. Ecco, aprire a questo potrebbe rappresentare un segnale di attenzione nei confronti di Tremiti" dice Pecorella, per il quale "bisogna rispettare la legge, è vero, ma anche  avere buonsenso laddove la legge può essere interpretata".

Ed in questo si inserisce, va da sè, anche un pizzico di campagna elettorale nella corsa alla prima poltrona dell'Ente. Secondo indiscrezioni l'attesa dovrebbe essere finita. Il Ministero potrebbe esprimersi a giorni.

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