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Sabato, 29 Gennaio 2022
Politica

Potenza dà lezioni di stile a Landella e Tarquinio: “Fate tesoro dei vostri errori”

Per il sindaco di Apricena la sconfitta di Franco Landella è figlia di una mancanza di dialogo interno e di una concezione padronale del partito: “Contro di me offese dal sindaco di Foggia e dai suoi familiari”

Il sindaco di Apricena ed ex consigliere provinciale, Antonio Potenza, commenta le accuse che Franco Landella - uscito sconfitto dalle elezioni a presidente della Provincia di Foggia – gli avrebbe riservato all’esito della tornata elettorale.

“Posso capire l’amarezza derivante da una sconfitta elettorale, specie se inattesa. Ma registro con molto rammarico le offese personali arrivate contro di me, sia attraverso la stampa che di persona, da parte di Landella e anche da alcuni esponenti della sua famiglia. A casa mia, il valore più importante che viene insegnato è la buona educazione.

Non è mia intenzione rispondere con gli stessi toni o con gli epiteti con cui sono stato etichettato. Ritengo, e i fatti lo confermano, di essere sempre stata una persona leale. Fa specie che oggi Landella si voglia addirittura intestare la vittoria di battaglie elettorali portate avanti da me e dalle persone che mi hanno sostenuto, alle quali lui non ha mai preso parte, nemmeno da lontano. Piuttosto ci ricordiamo di una sorta di malumore di Landella per i risultati ottenuti ad Apricena.

In merito all’onorevole Raffaele Fitto, ricordo a Landella che i rapporti che ho con lui sono diretti e non mediati dall’attuale sindaco di Foggia, che nel mio comune non c’è praticamente mai stato. Fitto sa bene che ad Apricena ha sempre avuto grandi accoglienze e piazze piene. Non certo per merito di Landella.

Sulle elezione provinciali, il mio atteggiamento è stato chiaro e leale dall’inizio. Insieme a Paolo Mongiello e ad altri amici non abbiamo condiviso la designazione di un candidato non partorito da una maggioranza, ma imposto dall’alto. Altri partiti sono arrivati a fare sintesi dopo un dibattito nelle segreterie provinciali. In Forza Italia, chiedo a Landella e Tarquinio, questo dialogo c’è stato?

Entrambi oggi puntano il dito contro di me addebitandomi la loro sconfitta. Non è questo, a mio parere, il corretto modo di agire. Quando è toccato a me perdere, ho fatto tesoro dei miei errori, anche oltre le mie responsabilità. Mi sono rialzato e, da solo, ho ricostruito e sono ripartito. Imparino a fare altrettanto e analizzino gli sbagli commessi, senza urlare al tradimento. Anzi, perché Landella non spiega con quali metodi è riuscito a Foggia ad ottenere quella trasversalità di voto? In quel caso non c’è stato tradimento?

Non ho timore delle minacce lanciate in queste ore. Piuttosto, sto raccogliendo i malumori di simpatizzanti e amministratori locali, anche candidati, stanchi di questi atteggiamenti e di una gestione padronale del partito. Comportamenti che senza cambio di rotta rischiano di far proseguire una emorragia di tanti che a Forza Italia hanno dedicato tempo e passione, senza pretendere niente.

Spero che insieme, e serenamente, possiamo discutere del futuro di un partito arrivato ai minimi storici anche a causa dell’attuale conduzione provinciale. Forse prima di parlare di epurazioni sarebbe corretto fermarsi e valutare una seria e profonda riflessione che coinvolga anche i quadri dirigenziali di Forza Italia.

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