Crisi centrodestra? Mongiello fa la voce grossa: “Ingordigia di potere di Landella”

Paolo Mongiello punta il dito contro il sindaco di Foggia ritenendo inconsistente le “epurazioni” annunciate dal senatore Lucio Tarquinio

Paolo Mongiello

Dopo Antonio Potenza, anche l’ex candidato alla presidenza della Provincia, Paolo Mongiello, replica a chi lo accusa di essere tra le cause della sconfitta di Franco Landella e punta il dito contro i responsabili della crisi del centrodestra, sindaco di Foggia compreso. Sulle epurazioni, Mongiello le ritiene “inconsistenti”: “Quando si perde, una riflessione sull'allenatore va fatta”.

"L'esito delle elezioni provinciali di domenica 12 ottobre, non può essere valutato con la superficialità che, a mio parere, è emersa in alcune delle considerazioni espresse sia in interviste che in comunicati stampa. Se è vero che il centrodestra nel suo complesso si conferma maggioranza in Capitanata, lo si deve unicamente all'impegno profuso da tanti amministratori, non certo all'esistenza di una struttura di partito, mi riferisco ovviamente al mio, che, rappresentato in modo commissariale, non è luogo di discussione democratica, di confronto e di crescita.

La cosa più grave è che la protervia, l'ingordigia di potere di alcuni e mi riferisco in particolare, ma non solo, al sindaco di Foggia, ha messo in crisi tutto il centrodestra, quasi costretto a subire un "ricatto politico", che ha portato allo sfascio che è sotto gli occhi di tutti. Ugualmente responsabile è chi ha subito passivamente la posizione di Landella senza rendersi conto di cosa potesse succedere. In poche parole, le responsabilità della vittoria del centrosinistra sono chiarissime e meritano un approfondimento politico.

Sono assolutamente inconsistenti le "epurazioni" annunciate in un comunicato stampa, verso persone non identificate con i loro nomi, ma che alimentano ancora di più la confusione e l'incertezza nell'opinione pubblica, a cui ci si rivolge sperando di nascondere una realtà amara: il centrodestra ha perso perché ha sbagliato tutto. Forza Italia esiste solo nella valutazione di tanti elettori e nella volontà di tanti eletti, non certo come classe dirigente.       

Quanto accaduto dovrà essere esaminato in sede nazionale, non nel chiuso di una stanza tra pochi soggetti, tutti di parte e condizionati da un sindaco che deve ancora dimostrare di meritare la fiducia avuta, grazie anche, anzi soprattutto, all'abnegazione di tanti candidati consiglieri, eletti e non.

Ciò detto, ringrazio quanti mi sono stati vicino, quanti mi hanno votato, e quanti, soprattutto in queste ore, intendono come me proseguire un ragionamento politico quanto mai necessario, essenziale, che dovrebbe partire, a mio avviso, da una riflessione sulla rappresentanza del partito in provincia di Foggia. Quando si perde, una riflessione sull'allenatore va fatta."

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