Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

C’era una volta ‘Foggia Capitale’, Mongelli rompe anche con l’UdCap

Il sindaco revocherà le deleghe agli assessori Agnusdei e Frattulino. Sulla maggioranza che perde i pezzi non si scompone: "Sugli atti che contano avremo i numeri"

Dopo il PSI, fuori anche l’Udcap. Terremoto nella maggioranza al Comune di Foggia, che perde altri pezzi all’indomani del mancato voto dei centristi al bilancio consuntivo 2012. Il primo atto portante per il prosieguo stesso della consiliatura (la mancata approvazione, lo ricordiamo, avrebbe comportato, infatti, lo scioglimento anticipato del consiglio comunale) incassato dal sindaco Mongelli senza maggioranza qualificata. L’Udcap era assente, per motivi risibili secondo il primo cittadino, tutti interni al partito di Giannicola De Leonardis, legati alla mancata rotazione delle deleghe in giunta che avrebbero comportato, tra le altre cose, il defenestramento di Pasquale Pellegrino dai Servizi Sociali.

La rotazione però, seppur annunciata, si arresta  (le forze politiche non trovano la quadra sulle poltrone). E l’Udcap non vota il bilancio. Il sindaco non lo accetta: “E’ ovvio che, in assenza di motivazioni politiche chiare, forti e credibili, il rapporto con l’Udcap può dirsi concluso”. In giunta i centristi contano due assessori, Matteo Agnusdei (Lavori Pubblici) e Nando Frattulino (Affari generali, Contenzioso, Contratti ed Appalti, Personale).

Mongelli attenderà che siano gli stessi a restituire le deleghe, altrimenti si vedrà costretto a revocarle. Non esclude, però, che i due centristi possano restare in veste “tecnica”. In ogni caso, altri ingressi nell’esecutivo sembrano lontani per ora. Il sindaco lascia intendere che potrebbe aprire ad una simile ipotesi solo se costretto (se, per esempio, alla fuoriuscita dei due Udcap, seguisse anche quella dell’assessore all’Istruzione, Maria Aida Episcopo, per effetto delle incompatibilità sancite dl anticorruzione).

Più facile che, nell’immediato, si prosegua sulla strada dell’affidamento degli interim ad assessori a lui più “vicini”. Vero è che con l’espulsione dell’Udcap, Mongelli si avvia a concludere la consiliatura con soli 20 consiglieri. Ergo, senza maggioranza qualificata.

Ma il sindaco non si scompone: “Sugli atti che contano – sostiene- avremo i numeri” e (questo Mongelli non lo dice ma è stato chiaro nell’ultimo consiglio comunale) “l’aiutino dell’opposizione”. In fondo a casa non vuol andare nessuno. Si chiude così un’era: quella del patto del buongoverno, quel laboratorio del centro-centrosinistra che portò alla vittoria nel 2009. Quella maggioranza, di fatto, oggi  non esiste più.  

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