Miranda: “Non dipendo da nessuno, mia forza è la libertà che ho costruito con la mia professione”

Il presidente del Consiglio comunale Luigi Miranda replica al capogruppo del PD in Consiglio comunale, Alfonso De Pellegrino. “Il sottoscritto non è al servizio di nessuno”

Luigi Miranda

Il presidente del Consiglio Comunale di Foggia, l’avv. Luigi Miranda, si dice stupito e risponde alle accuse rivolte nei suoi confronti dal capogruppo del PD, Alfonso De Pellegrino. Prima però precisa che “è  vero che il prossimo Consiglio Comunale ha all’Ordine del Giorno ben 116 accapi. Ma è vero anche che gli accapi dal 3 al 110 riguardano debiti fuori bilancio derivanti da sentenze, la cui iscrizione all’Ordine del Giorno è un obbligo. La consuetudine di inserire nella stessa seduta consiliare tutti i debiti fuori bilancio non è una novità, parte da lontano e non è riferibile all’attuale Presidenza del Consiglio”

Poi evidenzia: “È oltremodo offensivo – dal punto di vista istituzionale oltre che personale – che mi si rimproveri “di essere al servizio della rattoppata maggioranza di cui è parte”. Il presidente del Consiglio – benché eletto dalla maggioranza – è super partes. In questi anni ho dimostrato con i fatti di essere garante scrupoloso delle prerogative del Consiglio Comunale e dei suoi componenti, in particolare di quelli di minoranza”.

Il garante dell’assise comunale sottolinea: “Il comunicato del consigliere De Pellegrino, inoltre, mi stupisce perché lo stesso era presente ad una discussione a margine della conferenza dei capigruppo di lunedì scorso – andata peraltro deserta – durante la quale si è raggiunto un accordo di massima sullo svolgimento – in questo mese di novembre – di tre riunioni dell’Assise Consiliare. Il primo, mercoledì 9 p.v., dedicato al Documento unico programmatico pluriennale, iscritto prima della scadenza del 15 novembre prescritta dalla legge, proprio al fine di consentire la eventuale proposizione da parte dei consiglieri di emendamenti eventualmente discussi entro la data di scadenza per legge,  e poi ai debiti fuori bilancio e ad altri argomenti in giacenza presso la presidenza. Il secondo, il  prossimo 17 novembre, dedicato all’approvazione dei Regolamenti e Statuto, da me fortemente voluto ed ancora fermo per perplessità avanzate da componenti proprio della minoranza, per le quali e nel rispetto di tutti, si sta approfondendo in commissione regolamenti. Il terzo, a fine mese, dedicato interamente alle mozioni, interrogazioni e interpellanze, sempre prontamente da me iscritte, a prescindere da chi proposte, nel pieno e scrupoloso rispetto della legge e del regolamento comunale”.

E puntualizza che Alfonso De Pellegrino, a margine della citata conferenza dei capigruppo andata deserta, non avrebbe mosso alcuna obiezione. “Quindi – prosegue Miranda - le decisioni circa i lavori del Consiglio Comunale  – sia pure in maniera informale – non sono state prese “in chissà quali stanze”, ma negli uffici della Presidenza del Consiglio, previo accordo con i capigruppo presenti. Accordo, ripeto solo informale, perché legato alla mancata riunione della Conferenza dei capigruppo, andata deserta, a margine di un confronto che ho comunque fortemente voluto proprio per il mio spirito di collaborazione, nonostante la presenza della chiara potestà regolamentare del presidente di redigere l'ordine del giorno”.

Il presidente del Consiglio comunale rassicura i cittadini: “Non mi si può certo rimproverare di essere parziale e di non essere terzo rispetto alla maggioranza, che pure mi ha eletto alla guida della massima assemblea cittadina. Nessun guazzabuglio, nessun compromesso, nessun attentato all’autonomia del Consiglio Comunale. Sarà mia cura rassicurare, legge e regolamento alla mano, il signor Prefetto circa la regolarità di ogni atto prodotto dalla Presidenza del Consiglio, di cui sono responsabile scrupoloso e irreprensibile”.

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E chiosa: “Il consigliere De Pellegrino sia certo che il sottoscritto non è al servizio di nessuno. Non sono affatto attaccato alla poltrona, che posso lasciare in qualsiasi momento per dedicarmi esclusivamente alla professione che amo e che mi da soddisfazioni, e che ho intrapreso grazie ai miei sforzi e alle mie capacità personali, non come  altri, invece, che hanno legato le proprie fortune professionali alla politica”

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