Crepe nella Lega, ma "qui non volano sedie". Quel danno al partito che fa arrabbiare Cusmai: "Così non c'è fiducia"

Intervista al segretario provinciale di Foggia della Lega Daniele Cusmai. La replica ai 108 firmatari tra cui 23 della provincia di Foggia. "Qui ci sono dei ruoli"

Daniele Cusmai è tutt'altro che un leghista improvvisato, "ma ho scoperto che molti sono nella Lega prima di me" (sorride).  Col Carroccio dal 2015, il segretario provinciale è stato uno dei primi a sposare la causa di Salvini in Capitanata. Erano gli anni della Lega all'1%, erano gli anni in cui indossare la divisa del salviniano voleva dire tradire quel Sud contro il quale il segretario federale non era mai stato tenero fino ad allora.

"E poi dicono che quelli della prima ora sono stati emarginati". Il riferimento è al corposo elenco di accuse e lamentele contenute nella lettera sottoscritta da 108 leghisti pugliesi (23 di Foggia e provincia) inviata a Matteo Salvini. Missiva che ha avuto l'effetto contrario di trasformarsi in un boomerang per tutto il movimento, tanto da spingere il 'Capitano' a minacciare pubblicamente esclusioni: "Chi fa polemiche inutili si mette fuori".

Ciononostante il salviniano di Vico del Gargano sostiene di apprezzare alcuni dei 108 dissidenti (gli amministratori di Zapponeta tra cui Vincenzo Riontino e l'assessore provinciale Agnelli di Carapelle) che hanno "però scelto di seguire la linea di Caroppo" puntualizza.

Quel Caroppo, europarlamentare ed ex segretario regionale, che non sembra affatto intimorito dall'avvertimento di Matteo Salvini, di cui è primo destinatario, tanto da scomodare finanche Winston Churchill: “Serve coraggio per alzarsi e parlare, ma occorre coraggio anche per sedersi ed ascoltare”. Quel Caroppo che lancia il sasso e non nasconde la mano: “Personalmente - ma leggo che è così anche per centinaia di amministratori e dirigenti della Lega in Puglia - attendo da oltre un anno che qualcuno si sieda ad ascoltare e faccia sintesi, reale. Ma quando si tratta di scelte che riguardano il destino della mia terra e dei miei concittadini, da pugliese, non posso tacere”.

Uno tosto, al quale, tra le righe, Cusmai ha provato a rispondere: "Devono capire che la nostra guida è Salvini e in Puglia è il segretario regionale d'Eramo. Quindi se il segretario regionale indica Nuccio Altieri, il candidato è lui".  Perché, sottolinea, "la Lega funziona così, altrimenti ogni eletto potrebbe pretendere di alzare la mano e indicare un nome. Qui ci sono dei ruoli e chi ha il ruolo lo deve esercitare ed è l'unico deputato a farlo". In due parole, la Lega è un partito gerarchico. Ubi maior minor cessat.

I beninformati confermano che la candidatura di Altieri sia stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già traballante. Tra caroppiani e casanovisti pare infatti che non corra buon sangue. Ma non a tal punto da ingaggiare uno scontro a viso aperto dando in pasto all'opinione pubblica le criticità della Lega in Puglia. Inevitabile l'intervento di Salvini, che tra le altre cose, ha "minacciato" un ritorno in Puglia. 

E se Cusmai non è contrario al confronto, non nasconde ugualmente un certo fastidio per l'accaduto: “Se fosse stata una discussione interna sarebbe stata positiva, perché non ci avrebbe fatto apparire all'esterno come un partito che non si parla. Ma non è assolutamente così, parlano per noi i risultati sul territorio, le manifestazioni fatte, le sale piene e l'entusiasmo della gente. Diversamente non saremmo arrivati al 28,5% alle Europee” aggiunge.

Il segretario provinciale risponde anche a chi lamenta un mancato coinvolgimento nella vita del movimento: “Io ho lasciato loro ampia libertà di fare politica per il territorio e per la Lega, è quello che interessa a me”.

Mentre sulla lettera dei 108 leghisti pugliesi indirizzata a Salvini non ha dubbi: "Facendo questo documento hanno fatto un danno alla Lega. Noi lavoriamo tanto in questo territorio per prendere un tesserato in più, un simpatizzante in più, poi però appariamo all'esterno come un partito dove nelle nostre sezioni volano sedie, ma non è così".

La sensazione - denunciata dal nutrito gruppo di attivisti - è che non ci sia più una vita di partito. "Ora ci siamo dovuti fermare per la pandemia, ma prima facevamo almeno una riunione a settimana, montavamo gazebo e raccoglievamo firme. Forse loro rivendicano dei ruoli all'interno del partito, ma con questo atteggiamento viene meno la fiducia”.

Quella fiducia messa a dura prova da chi avrebbe denigrato D'Eramo, Casanova e Salvini, "di cui abbiamo richiesto anche l'espulsione dal partito” fa sapere Cusmai. Cartellini rossi non ancora eseguiti. 

Ora, per la Lega di Capitanata e pugliese, l'interrogativo è che tipo di movimento costruire anche in vista dell'eventualità che tra qualche mese i leghisti potrebbero governare la Regione Puglia: “Se sarà una Lega dove sono tutti per il partito al di là di quelli che sono e saranno i punti di vista di ciascuno di noi, è una cosa positiva. Se però quella visione si trasformerà in un modo per denigrare, mettere zizzanie e spaccarla, sarebbe complicato affrontare un percorso insieme”. Perché, aggiunge, "non è stato bello leggere il comunicato del segretario regionale che diceva Nuccio Altieri candidato presidente e dopo dieci minuti il comunicato di Caroppo che andava contro la linea di D'Eramo. Non è stata una cosa positiva”.

Alla domanda se Altieri ce la possa fare, Cusmai non batte ciglio: "Sì". Ma la preoccupazione è che il centrodestra tardi a pronunciarsi: "Decidano al più presto perché abbiamo bisogno di un punto di riferimento e di una stella polare”. Stando alle ultime notizie si andrebbe al voto il 20 e il 21 settembre. 

Ed Emiliano "si può battere", perché "ogni giorno fa qualcosa per aiutarci a vincere". Cusmai fa un elenco di cose che il governo regionale attuale non avrebbe fatto: dalla sanità all'emergenza Covid, dalle infrastrutture al Psr. “Noi come provincia di Foggia siamo stati abbandonati” tuona. "La partita dipenderà dal sentimento che noi sappiamo creare e da quanto facciamo appassionare i pugliesi che sicuramente saranno arrabbiati. La Puglia è una regione a trazione agricola, ma non vede ancora il Psr. Sicuramente il mondo agricolo non può essere soddisfatto”.

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Quindi, per battere il centrosinistra la Lega su cosa punterà? “Presterà maggiore attenzione al mondo agricolo, turistico e delle infrastrutture”. Parola di Cusmai.

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