Sciopero Generale Cgil: 22 pullman e 1000 foggiani a Bari

Sciopero contro la manovra anticrisi del Governo Berlusconi. Hanno aderito 15 amministrazioni locali

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Alla manifestazione regionale per la prima volta sarà presente una delegazione di lavoratori del cosiddetto “Ghetto di Rignano”, che aprirà il corteo assieme ai lavoratori migranti di altri territori pugliesi. Allo sciopero hanno aderito anche 15 amministrazioni locali, associazioni e partiti politici. Intanto la crisi in Capitanata vede aumentare le ore di cassa integrazione straordinaria del 136%. E le famiglie sono sempre più costrette a indebitarsi: Foggia ottava in Italia

SARANNO OLTRE MILLE TRA LAVORATORI, PENSIONATI, PRECARI E STUDENTI I FOGGIANI CHE manifesteranno domani a Bari nel giorno dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra anticrisi del Governo Berlusconi. Già 22 i pullman organizzata dalla Camera del Lavoro di Capitanata che partiranno da 15 centri della provincia, “e le adesioni crescono di ora in ora”, afferma Antonio Bonanese, segretario organizzativo della Cgil dauna. “Per la prima volta si è riusciti anche a coinvolgere i lavoratori del cosiddetto ‘ghetto di Rignano’, che riempiranno un pullman e che assieme ai lavoratori migranti di Massafra, Nardo e altri territori della Puglia saranno domani in testa al corteo”. cgil_sciopero_original

Scioperiamo – spiega la segretaria generale Mara De Feliciperché è l’unico strumento a disposizione del sindacato, che non siede in Parlamento, contro una manovra a dir poco confusionaria e dagli effetti dubbi sul disavanzo pubblico e il risanamento dei conti; che colpisce i soliti noti – lavoratori dipendenti, soprattutto del pubblico impiego, e pensionati – e taglia ulteriormente i trasferimenti agli enti locali, costringendoli a tagliare servizi essenziali per i cittadini o ad agire sulla leva fiscale, andando a gravare ancor più su redditi erosi dall’aumento di costi e tariffe e dalla diffusa cassa integrazione”.

A giugno in provincia di Foggia la Cassa integrazione in deroga è cresciuta del 118% rispetto allo stesso periodo del 2010, mentre quella straordinaria è aumentata del 136%, in controtendenza al dato generale della Puglia. Il che significa crisi aziendali, fabbriche che chiudono, posti di lavoro persi. Non è un caso che l’indebitamento medio delle famiglie foggiane dal 2002 al 2010 è cresciuto di 161%, con la Capitanata che si piazza all’8° posto nella speciale classifica e con un debito per famiglia di 13.450 euro.

Basterebbe da solo l’articolo 8 del decreto del Governo – spiega Mara De Felici, segretaria generale della Cgil di Foggia – per giustificare uno sciopero. L’attacco all’articolo 18 e la libertà di licenziamento previo accordi aziendali è un attacco gravissimo ai diritti, allo stesso Statuto dei Lavoratori e al contratto nazionale. La Cgil ricorrerà alla Consulta perché ritiene tale norma assolutamente incostituzionale. Prendiamo atto che di fronte a tutto questo, alla diffusa crisi, il sindacato italiano è l’unico in Europa che si è diviso. E non certo per nostra colpa”.

Allo sciopero della Cgil e alla manifestazione regionale di Bari hanno aderito anche quindici amministrazioni locali: Foggia, Manfredonia, Orta Nova, Apricena, Vico del Gargano, Ascoli Satriano, Rocchetta Sant’Antonio, Orsara di Puglia, Cagnano Varano, Rignano Garganico, San Paolo di Civitate, Anzano di Puglia, Castelnuovo della Daunia, Ischitella, Zapponata. Tante anche le adesioni da partiti e associazioni provinciali: Arci, Libera, Acqua Bene Comune, Link Studenti, Orta Nova che vorrei, Partito Democratico, Sel, Giovani Socialisti, Donne del Pd.
 

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