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"Siamo al punto di non ritorno". Il centrosinistra chiude al dialogo con la maggioranza di Landella. Pronti a dimettersi di nuovo. "È già finita"

Gli stessi consiglieri che non hanno partecipato al voto per l'elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale, supportati da segretari di partiti e movimenti, lanciano un altro appello ai colleghi per mettere fine, anzitempo, alla consiliatura. Se ci sarà una prossima volta, non garantiranno la loro presenza

 

Non c'è spazio per il dialogo. Il Consiglio comunale di Foggia è a "un punto di non ritorno" e la situazione "non consente margini di recupero". Il centrosinistra, a costo di sembrare un disco rotto, invita tutti i consiglieri comunali che hanno a cuore le sorti della città a "un atto di responsabilità vero": "Li aspettiamo per andare tutti insieme a dimetterci, se il sindaco non dovesse convincersi". Non garantirebbero la loro presenza in caso di una nuova elezione del presidente, saltata due giorni fa per mancanza del numero legale: "È finita - dice oggi la consigliera Pd Lia Azzarone - il Consiglio comunale si è sciolto nei fatti".

A lanciare per primo l'appello, rivolgendosi non soltanto alla maggioranza, è l'ex candidato sindaco Pippo Cavaliere. Davanti alla recinzione di Parco San Felice che non è stata ancora rimossa, col microfono e la cassa come per annunciare l'Apocalisse, sono schierati gli stessi consiglieri che poche ore prima del voto aveva annunciato che non avrebbe partecipato all'elezione del presidente del Consiglio comunale, supportati da partiti e movimenti.

I presenti giustificano l'assenza di Sergio Clemente, trattenuto da impegni istituzionali. I segretari Davide Emanuele (Pd Foggia), Gianluca Ruotolo (Articolo 1), Mino Di Chiara (Partito Socialista Italiano), Luigi Di Claudio (Socialismo Dauno), Fabrizio Cangelli (Verdi), Gianni De Rosa (Italia in Comune), Michele Bruno (Foggia Popolare) e Mario Nobile (Sinistra Italiana) spalleggiano i consiglieri di opposizione.

"La maggioranza di centrodestra non è riuscita in alcun momento, in alcun frangente, ad anteporre gli interessi personali e di partito - ha detto Cavaliere - È una maggioranza ormai sfilacciata, dilaniata da tensioni interne per le poltrone, per le cariche assessorili, per la presidenza del Consiglio. Sinceramente io ho perso il conto di quanti assessori si sono susseguiti in questi due anni".

I consiglieri di minoranza sono disposti già domattina a dimettersi di nuovo "per dare la possibilità alla città di avere un nuovo governo e un nuovo Consiglio comunale".

La consigliera e segretaria provinciale del Pd Lia Azzarone ha ringraziato l'ex sindaco Gianni Mongelli "che ha fatto un grandissimo lavoro per Foggia" e ha introdotto il suo intervento: "L'arrivo di una commissione di accesso è un atto gravissimo, è indegno che il sindaco dica che è una bella notizia - ha detto Mongelli - Un sindaco che mentre il Titanic sta affondando continua a suonare il suo piano e la musica vecchia: 'è tutta colpa di sette anni fa'. Le nostre colpe sono state di aver amministrato: siamo quelli che hanno risolto i problemi finanziari, che hanno avviato a risoluzione partite importanti come quella dei rifiuti, della pubblica illuminazione. Tutto è  rimasto come era all'epoca. Ora bisogna dire basta". È lì soprattutto come cittadino indignato che chiede di voltare pagina.

Antonio De Sabato, consigliere comunale da appena 48 ore, lancia l'iniziativa delle cartoline: invita i cittadini a spedirle a Palazzo di Città con un messaggio forte e chiaro, "dimissioni". "Assistiamo continuamente a un fenomeno per cui c'è una esenzione di ogni responsabilità politica, etica e morale da parte del sindaco - ha detto il consigliere di Senso Civico - A questo punto invito, il Consiglio comunale ad attuare quella che non è più una opzione disponibile ma l'unica via, quella di rassegnare le dimissioni".

"Questo è il tempo della ricostruzione - ha detto Gianluca Ruotolo - perché c'è bisogno di invertire un clima di sfiducia e di rassegnazione".

Gianni De Rosa si appella anche forze sociali, imprenditoriali, alla società civile perché "manifestino il loro dissenso nei confronti di questa amministrazione che altro non ha fatto se non danni, diventando la peggiore dal Dopoguerra ad oggi".

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