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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Un candidato sindaco non basta: serve “una squadra” per risollevare Foggia, e Cavaliere resta “ex”

L'ingegnere che nel 2019 sfidò Landella ha la sensazione che in questi due anni di commissariamento si sia perso tempo prezioso

“La figura del candidato sindaco è fondamentale, ma non determinante: in relazione alla complessità della situazione della città di Foggia, al degrado, al posizionamento nelle classifiche, sarebbe stato opportuno e necessario presentare una squadra, non solo un candidato sindaco. Questo elemento testimonierebbe una voglia di cambiamento e di innovazione, e lo si poteva fare nei due anni che sono trascorsi”. La pensa così Pippo Cavaliere, nel 2019 candidato sindaco civico del centrosinistra arrivato al secondo turno. Per lui anche un singolo assessore può rivelarsi determinante per lo sviluppo della città.

Dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ha affidato il suo pensiero critico a lettere aperte e note stampa. A più riprese, ha inviato i cittadini a leggere la relazione che ha portato allo scioglimento per comprendere la gravità della situazione. E recentemente ha suonato la sveglia un’altra volta. Ha la sensazione che si sia perso tempo prezioso e l’occasione per analizzare a fondo le cause e generare una risposta immunitaria efficace. L’immagine che prospetta è quella delle fatiche di Sisifo: il masso portato affannosamente in cima alla montagna potrebbe rovinosamente scivolare giù, rendendo vani tutti gli sforzi.

“La mia è una considerazione di carattere generale”, precisa. La sua non era una critica rivolta alle forze politiche. Sono passati quasi due anni, e le elezioni sono “domani”. Toccava a tutti indistintamente, a suo avviso, partiti, associazioni di categoria, società civile e “alla totalità degli stakeholder” analizzare quanto è successo e “disegnare un modello di sviluppo economico”. Invece, ha registrato un “silenzio assoluto”.

Il modello di sviluppo economico del territorio, per lui è l’essenza del problema, “il cuore di tutto”, a partire da infinite potenzialità inespresse. “L’agroalimentare, il turismo, è lì che bisogna avere il coraggio di intervenire, e bisogna avere le idee chiare – afferma Pippo Cavaliere - Non è solo una questione di prodotto interno lordo, e quindi di benessere dei cittadini: nel momento in cui crei posti di lavoro, sottrai linfa vitale alla criminalità, che è il cancro principale di  questa terra, sono le metastasi da estirpare”. Allo stesso modo, è fermamente convinto che il sociale sia un investimento.

Lo strumento legislativo probabilmente “non è idoneo a risollevare le sorti di una città”, osserva: “Nel momento in cui la legge stabilisce che per due anni la città deve essere amministrata da un soggetto che per quanto possa essere capace, avere grandi competenze e grandi esperienze, non conosce la città, non conosce i problemi, viene catapultato in un contesto che viene definito sede della Quarta Mafia, e quindi stenta ad avere fiducia degli interlocutori, è chiaro che amministrare una città che è vittima di questo sistema è una cosa estremamente difficile se non impossibile”.

Ma nel caso in oggetto, “gli elementi che hanno portato al commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose sono evidentissimi”. A tal proposito, ricorda come si siano espressi ben tre prefetti e due Governi di colore completamente opposto, e “tutti questi soggetti hanno convenuto sulla gravità della situazione, senza distinzione”.

In questi due anni ha denunciato pubblicamente la gestione degli alloggi popolari da parte della criminalità e ha evidenziato le medesime criticità nell’affidamento della videosorveglianza. È stato chiamato anche dalla Commissione nazionale antimafia.

Eppure, è apparso sempre piuttosto ‘isolato’, finanche ‘scaricato’ dai partiti che lo avevo sostenuto. Dopo l’esperienza all’opposizione e qualche comunicato congiunto, è tornato a firmare da solo.  

Oggi è un ‘cittadino semplice’ e non sembra interessato a un altro round da candidato sindaco: “Resto ex”. Continuerà a profondere il suo impegno nell’ambito della Fondazione Buon Samaritano ed è componente del Comitato di solidarietà nazionale per le vittime di usura ed estorsione. Si era visto alla prima riunione della Comunità Politica per Foggia, e ha contribuito anche con un suo parere, ma a questo punto sembra esclusa una sua partecipazione in quella lista. E forse anche altrove, semmai col beneficio del dubbio in caso di pressanti corteggiamenti. Ma un identikit del candidato sindaco ce l’ha: “Una persona capace, perbene, che ami la città”. Tocca prima recuperare, però, "il tempo perduto".

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