Sanitaservice, Sel: “Modello che funziona, ma che il governo Monti vuole smantellare”

“Parere negativo del commissario alla Spesa Pubblica inutilizzabile e supportato da motivazioni scarne se non del tutto irrilevanti”

“In merito alla cosiddetta “bocciatura” delle società 'in house' pugliesi – note con il nome di Sanitaservice – da parte del commissario nazionale alla Spesa Pubblica, dott. Mario Canzio, ragioniere generale dello Stato, Sinistra Ecologia e Libertà di Capitanata la considera l'ennesima conferma di come il Governo Monti agisca per pregiudizi politici piuttosto che attraverso analisi obiettive o valutazioni di carattere tecnico. In questo caso specifico la tesi dell'esecutivo é che lo Stato debba smantellare la gestione dei propri servizi sanitari anche quando siano affidati ad un sistema 'in housing' caratterizzato da un andamento economico virtuoso con conseguenti e palesi benefici contabili, elevando la qualità dei servizi erogati e liberando finalmente lavoratori pugliesi dal ricatto del precariato.

La dichiarazione del presidente Nichi Vendola, in cui si ribadisce la volontà di difendere questo modello, che funziona perfettamente e che dovrebbe essere valorizzato anziché soppresso, rappresenta la posizione di chi, come Sel, ritiene impensabile - soprattutto in un momento così drammatico per l'occupazione - proporre di depauperare la Sanità creando ulteriore disoccupazione. Ritenendo necessario che i cittadini conoscano la verità dei fatti, proveremo ad esporre con chiarezza e semplicità quali siano i reali termini della questione e come il suddetto parere negativo del commissario alla Spesa Pubblica sia non solo inutilizzabile (per via delle recenti modifiche di legge) quanto anche supportato da motivazioni scarne se non del tutto irrilevanti.

Antefatto: per disinnescare le conseguenze della famigerata spending review che intende sciogliere o privatizzare alcuni tipi di società controllate dagli enti amministrativi (comma 1, art. 4 DL 95/2012), la Asl di Foggia ha inoltrato  - come specificatamente richiesto (DL 95/2012, art. 4 comma 3 - sexies) - un piano di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate al fine di acquisire il parere favorevole dal Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e servizi.

Ebbene, il commissario Mario Canzio, esaminata la documentazione prodotta dall'Azienda Sanitaria Locale che evidenziava soprattutto come le attività auto prodotte ed erogate per il tramite della “Sanitaservice srl” fossero connesse alle proprie funzioni amministrative costituenti servizio di interesse generale ed, in quanto tali, rendessero inapplicabili le disposizioni di scioglimento/liquidazione per la stessa “Sanitaservice srl” (comma 3, art. 4 DL 95/2012), non ha espresso parere favorevole perché:

  • Il piano proposto conferma in toto l'attuale assetto organizzativo della Sanitaservice srl;
  • viene contestato l'esame comparativo fra i costi dei servizi sostenuti prima e dopo l’affidamento degli stessi alla società in house (da cui risulta un netto risparmio).

Senza essere esperti di legge ed economia, é facile comprendere che la Asl altro non avrebbe potuto fare, se non confermare l'attuale sistema di gestione societaria, per il semplice fatto che “Sanitaservice srl” é un modello che funziona egregiamente e non necessita di essere riorganizzato. Non c'era e non c'è nulla da ristrutturare.

E per quanto riguarda la contestazione dell'esame comparativo, la Asl ha allegato al piano, quindici schede nelle quali sono illustrati i costi sostenuti per ciascun servizio pre e post affidamento in house. Tutti i costi sono indicati a valore storico, tratti cioè dai documenti contabilmente rilevati. Orbene, quelli sostenuti dalla Asl e portati dagli importi delle fatture emesse dalla Sanitaservice sono sensibilmente inferiori ai costi precedentemente sostenuti dalla stessa Asl. Ci auguriamo, pertanto, che la Asl o la Regione procedano al più presto all'assunzione di una netta e precisa posizione formale con l’adozione di un provvedimento di presa d’atto del Parere negativo e, soprattutto, della mancanza di conseguenze dello stesso.

Mancanza di conseguenze in quanto il suddetto parere, pur non essendo illegittimo, è del tutto privo di utilità e non può in alcun modo rappresentare un ostacolo per la prosecuzione delle attività delle “Sanitaservice srl” (in virtù del comma 8 dell’art. 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.95 come modificato con Legge 17 dicembre 2012, n. 221). Esso, infatti, non si pronuncia sulla legittimità dell’affidamento di servizi a Sanitaservice, né sull’applicabilità - o meno - degli obblighi di dismissione/liquidazione (in quanto restano sottoposte a tale adempimento solo le società controllate non aventi tutti i requisiti dell’”in house” e affidatarie dirette).

Insomma, per i lavoratori della Sanitaservice e per i cittadini che usufruiscono del sistema sanitario pugliese, questo pronunciamento non dovrà significare nulla, tanto più che é già partita l'azione di tutela dell'attuale modello di gestione che, lo ricordiamo, é stato elaborato in accordo con tutta la maggioranza di centrosinistra ed in piena condivisione con le forze sindacali. Ed il presidente Vendola, in particolare, ha già costituito un gruppo di lavoro specifico che coordini le opportune iniziative giuridiche che andranno comunque intraprese.

SEL di Capitanata rimane al fianco dei tanti lavoratori che temono di perdere il proprio impiego a causa delle maldestre agende neoliberiste di un esecutivo ormai sfiduciato sia dal voto popolare che dall’evidenza storica delle proprie politiche fallimentari. Se qualcuno vuole “risanare” animato da parzialità e pregiudizio politico, svilendo e denigrando un modello che riesce ad integrare dignità del lavoro e qualità/convenienza dei servizi, sappia che in Puglia ciò non gli sarà consentito”.

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