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Sanitaservice foggiana nel mirino della Guardia di Finanza, De Leonardis: “I nodi sono venuti al pettine”

L’allarme del capogruppo di Area Popolare: “Per le casse dell’Asl e della Regione si verrebbe a determinare un deficit di 40 milioni di euro”. E intanto rilancia la proposta di rendere omogenee tutte le Sanitaservice pugliesi

"Il caso dell'anomalia della Sanitaservice foggiana rispetto alle altre pugliesi, in merito all'Iva non versata per lo svolgimento di alcuni servizi peculiari rientranti nelle attività previste, era già emerso con chiarezza lo scorso anno, durante le audizioni in III Commissione proprio inerenti l'operato delle Sanitaservice. Ed era stato sottoposto all'attenzione dell'assessorato alla Sanità e dell'esecutivo anche e soprattutto nella relazione finale elaborata dalla Commissione, che non ha sortito effetto alcuno fino alla verifica fiscale della Guardia di Finanza, la quale per il solo 2011 ha contestato un mancato versamento di 4,3 milioni di euro, e adesso sta verificando anche i bilanci degli anni successivi al 2016: e se le contestazioni si rivelassero fondate, per le casse dell'ASL e della Regione Puglia si verrebbe a determinare un ulteriore deficit di 40 milioni di euro, considerando anche sanzioni e interessi”, è quanto dichiara il presidente del gruppo Area Popolare alla Regione Puglia Giannicola De Leonardis.  


Secondo il consigliere regionale la situazione difficile di SanitaService “andava quindi affrontata e chiarita ben prima e a ogni livello, perché o ha ragione Sanitaservice Foggia, e in quel caso sono le altre Sanitaservice ad aver sperperato somme ingenti che potevano essere risparmiate e destinate ad altro; oppure sono i manager della Sanitaservice foggiana ad avere agito con eccessiva disinvoltura, producendo un danno destinato a incidere profondamente nei già disastrati conti della sanità pubblica pugliese”.

 
De Leonardis rilancia dunque la proposta di un’omogeneizzazione delle Sanitaservice pugliesi: “L'inerzia dell'esecutivo regionale adesso, alla luce degli accertamenti in corso, non ha più alcuna giustificazione. E va affrontato e finalmente risolto il nodo centrale che più volte ho vanamente segnalato, la necessità di un'unica disciplina e di una sostanziale omogeneità delle Sanitaservice, che dalla loro nascita hanno agito e continuano ad agire ognuna secondo propri criteri e regole, ben differenti da altre che pure dovrebbero essere analoghe e uniformi”. 
 

Conclude il capogruppo di Area Popolare: “È l'ennesima sconfitta del nuovo modello di sanità vendoliano rivelatosi fallimentare, che ha impegnato risorse e bloccato nuove, necessarie assunzioni di personale qualificato dando il via libera invece a ingressi discrezionali e incontrollati con la formula dell'intuitu personae o attraverso filtri opinabili. Un sistema che piuttosto che semplificare ha alimentato confusione e disparità, che sono oggi evidenti ben oltre qualsiasi previsione e immaginazione".

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