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Immagine di repertorio

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Consiglio comunale 'in presenza' in zona rossa. Polemiche a San Nicandro. "Così il sindaco Ciavarella è morto due volte"

Una decisione che ha sollevato non poche polemiche, sia tra i cittadini che tra gli stessi consiglieri comunali, molti quali - in aperto dissenso - hanno deciso di disertare l’assise. Tra loro, anche la sindaca facente funzioni, Carmela Cataluddi

Mentre la Puglia è ‘imprigionata’ nella zona rossa per limitare la diffusione dei contagi da Coronavirus, a San Nicandro Garganico (sì, proprio il comune che, tra le vittime del Covid-19, sta ancora piangendo il sindaco e medico Costantino Ciavarella) si sceglie di svolgere il Consiglio comunale in presenza.

Una decisione che ha sollevato non poche polemiche, sia tra i cittadini che tra gli stessi consiglieri comunali, molti quali - in aperto dissenso - hanno deciso di disertare l’assise, indetta in prima convocazione per il 19 marzo e in seconda convocazione il 20 marzo. La loro assenza era stata annunciata dalla richiesta, con tanto di firme, di optare per una riunione da remoto, data l'emergenza sanitaria in atto. Richiesta che, evidentemente, non è stata accolta.

Tra i punti all’ordine del giorno, vi era la concessione del servizio di gestione degli impianti di pubblica illuminazione e semaforica mediante project financing e la determinazione del valore delle aree edificabili ai fini Imu anno 2021. Nessun cenno, sulla carta, alla commemorazione (che pure si è svolta) del compianto primo cittadino. Forse l’unico punto all’ordine del giorno che avrebbe potuto giustificare la riunione in presenza dell’assise.

Sul punto la sindaca facente funzioni, Carmela Cataluddi, anche lei tra gli assenti, è intervenuta con una dura nota: “Quale autorità sanitaria locale, che ben conosce le proprie funzioni, alla notizia della convocazione del Consiglio Comunale in presenza, mi sono immediatamente attivata attuando tutte le richieste possibili nei confronti dei vari organi istituzionali affinché lo stesso venisse svolto in videoconferenza, tenendo conto dell’attuale situazione di emergenza Covid. Quale esempio diamo al cittadino obbligato ad una clausura forzata in casa?”.

“In zona rossa, mentre abbiamo terapie intensive al collasso, un indice RT in aumento, mentre chiudiamo scuole, segregando in casa bambini e ragazzi, sbarriamo esercizi commerciali, piazze e parchi per evitare il contagio da covid, un Presidente del Consiglio convoca la seduta consiliare in presenza, perché la disperazione dei tanti commercianti ormai in ginocchio e più di centomila morti per Covid, compreso il nostro compianto Sindaco, non bastano a destargli una valutazione differente”.

Da qui la decisione: “Ho ritenuto opportuno insieme ad altri consiglieri di maggioranza, non partecipare alla seduta in quanto non c’erano le condizioni per un Consiglio in presenza. Che non siano state messe in atto tutte le misure di sicurezza anti Covid ne è prova il fatto che ogni consigliere a rotazione toccasse il microfono per adattarlo alla propria altezza, non era presente il gel disinfettante per ciascun consigliere. Non basta la distanza di un metro, che metro non era, e la mascherina per salvarsi dal contagio e lo sappiamo bene tutti noi che, in un modo e nell’altro, siamo stati toccati da questa umana maledizione”.

“E’ meraviglia, soprattutto, di qualche consigliere assente che tra gli accapi non ne fosse presente uno: quell’accapo che doveva  muovere la volontà di ogni consigliere. L’unico accapo che forse avrebbe potuto motivare un consiglio in presenza in piena zona rossa. L’accapo a cui faccio riferimento è l’intitolazione dell’aula consiliare al sindaco Costantino Ciavarella. L’unico accapo non presente, persosi tra i lunghi e complessi meandri della politica sannicandrese. Si sarebbe dovuto andare in consiglio unicamente per questo unico accapo. Solo per questo. Dare luogo ai fatti e non alle parole. Il Sindaco Ciavarella è morto due volte. Sicuramente, se fosse stato ancora tra noi, non avrebbe permesso il Consiglio in presenza in zona rossa”.

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