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Ricoveri in calo e prestazioni ambulatoriali annullate, Casa Sollievo in affanno: "Subito misure compensative"

L'allarme dell'europarlamentare leghista Massimo Casanova. Per fronteggiare l'emergenza Covid i ricoveri sono stati ridotti di un terzo rispetto ai periodi ordinari, "ma i numeri rischiano di essere incompatibile con una gestione che si regge sugli introiti derivanti dai ticket"

“Grande è il lavoro che, con spirito di abnegazione ed eccezionale solidarietà umana, l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza sta portando avanti sul territorio della provincia di Foggia per fronteggiare l’emergenza Covid e garantire il diritto alle cure di ogni cittadino. Confermano le immagini di qualche giorno fa quando una lunga coda di ambulanze ha costretto gli operatori sanitari ad occuparsi degli ammalati negli automezzi stessi, avendo il Pronto Soccorso raggiunto la soglia di saturazione.

Si tratta, com’è evidente, di un impegno straordinario di struttura e personale, al quale è più che mai urgente e necessario facciano da contraltare politiche di sostegno da parte del Governo e della Regione Puglia al fine di mettere al riparo un patrimonio prezioso del panorama scientifico e sanitario nazionale dalle inevitabili conseguenze economiche che un simile fardello rischia di comportare”. E’ l’appello dell’europarlamentare pugliese della Lega Massimo Casanova, che invita a porre l’attenzione sugli effetti che la pandemia rischia di avere sul nosocomio San Giovanni Rotondo.

“E’ il caso di ricordare, infatti – sottolinea l’europarlamentare –, che la classificazione della struttura ospedaliera in centro Covid, con tutto ciò che questo comporta in termini di sospensione fino a nuovo ordine delle prestazioni ambulatoriali altre e dei ricoveri ‘non urgenti’, ha ristretto, e di molto, la capienza dell’ospedale garganico, da sempre punto di riferimento medico di un bacino amplissimo di utenza locale ed extraregionale. Basti pensare che da una media di 800 ricoveri al giorno dei periodi ante Covid si è drasticamente passati ai circa 500 attuali (di cui 170 per Covid), con una flessione di quasi 1/3 rispetto ai periodi ordinari, frutto della inevitabile riorganizzazione logistica e medica a cui la struttura ha dovuto sottoporsi per far fronte all’emergenza.

Numeri che, è chiaro, rischiano di essere incompatibili con una gestione economico-finanziaria che si regge per buona parte sugli introiti derivanti dai tickets per prestazioni specialistiche ordinarie e che, pertanto, se non adeguatamente ristorati, rischiano di avere nefasti effetti sul quadro gestionale del nosocomio e sulla sostenibilità dell’impegno economico che una forza lavoro di circa 3mila dipendenti comporta per i bilanci della struttura”.

“E’ consapevole la Regione Puglia dell’immane pressione a cui si sta sottoponendo Casa Sollievo? E, in tal caso, quali misure pensa di mettere in atto per compensare gli squilibri finanziari che rischiano di abbattersi sull’ospedale garganico e sui suoi livelli occupazionali per effetto delle succitate restrizioni? Val la pena evidenziare lo sforzo encomiabile che l’Istituto ecclesiastico sta profondendo al servizio della comunità in un momento di eccezionale gravità per il Paese. Ciononostante gli operatori restano ancora in attesa dei tanto sbandierati “premi Covid”, fermi al palo nonostante le promosse di Emiliano e di Conte.

E’ tempo che ai maggiori sforzi richiesti alla nostra comunità medico-scientifica la politica risponda con sforzi altrettanti concreti ed immediati. E’ pertanto dovere del Governo e della Regione immaginare misure di ristoro del danno patito al fine di scongiurare effetti nefasti dai risvolti incalcolabili per la tenuta dei livelli occupazionali”.

“La vicenda è paradigmatica dei rischi a cui sono esposte tutte le strutture ospedaliere Covid a regime non pubblico in Italia, il cui sforzo in questo particolare momento storico deve essere tenuto in debita considerazione al fine di preservarle da destini che suonerebbero per i nostri operatori sanitari come una beffa di Stato” conclude l’europarlamentare.

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