E’ rottura totale tra Mongelli e Lambresa: tutta colpa della Tarsu?

La giunta approva bilancio di previsione e l'aumento contemporaneo del 30% dell'imposta sui rifiuti urbani senza il voto di Lambresa. Il vicesindaco non ci sta, va via e saluta tutti sbattendo la porta

Lucia Lambresa

Al Comune di Foggia l’idillio Mongelli-Lambresa sembra davvero giunto ai titoli di coda. Il colpo di grazia questo pomeriggio, quando la giunta ha approvato il BILANCIO DI PREVISIONE 2011 aumentando la TARSU del 30% ma senza il voto del vicesindaco, che aveva già provveduto ad abbandonare polemicamente i lavori dell’esecutivo.

Una rottura che non sorprende, certo (Lambresa si è dichiarata sempre contraria ad un incremento della Tarsu in assenza di un complessivo screening di Amica, l’azienda di igiene urbana) ma che ha una valenza enorme da un punto di vista politico se si considera che su un atto vitale per l’ente viene a mancare oggi il consenso di una componente importante dell’amministrazione Mongelli, alla base - Io Sud/Lista Lambresa - della vittoria dell’ex presidente degli imprenditori edili a primo cittadino attraverso il famoso “patto del buon governo” nel 2009. Game over.

Perché lo strappo della “pasionaria” ha un effetto dirompente e porta dritto alla revoca delle deleghe affidatele. Questo ciò che ci si aspetta nei prossimi giorni. A meno che non sia la stessa Lambresa a lasciare prima, coerentemente con quel percorso di smarcamento dall‘attuale gestione politico-amministrativa dell‘ente “troppo in continuità col passato“ iniziato a gennaio scorso, quando il vicesindaco accusò senza troppe remore la maggioranza di lentezza politica e scarso decisionismo in merito ai problemi della città.

Di buono c’è solo la pausa estiva, che offrirà al sindaco il tempo necessario per riflettere sul da farsi. Ma che Mongelli non possa più contare sulla maggioranza uscita dalle urne è ormai palese. Il bilancio di previsione dovrebbe non solo non poter contare sui voti di Io Sud (il gruppo consiliare dovrebbe, a meno di sorprese, accordarsi al vicesindaco). Diverse, infatti, le forze politiche che, sentendosi da tempo “bistrattate” dal primo cittadino, potrebbero decidere di non votare una manovra “lacrime e sangue” che peraltro non condividono.

Tra questi i Moderati e Popolari di Sottile e De Vito, da tempo in fase di allontanamento dall’attuale maggioranza, mentre cominciano a farsi sentire altre voci di dissenso. Palpabile la tensione tra i banchi del centrosinistra questa mattina, quando il consiglio comunale è tornato a riunirsi per approvare decine di debiti fuori bilancio per oltre un milione e mezzo di euro in risposta anche alle sollecitazioni giunte dalla Corte dei Conti.

Ma alle grane politiche si sono aggiunte quelle socio-occupazionali. Le cooperative del verde (che non percepiscono gli stipendi da mesi) sono tornate ad assediare Palazzo di Città. Il Comune sarebbe pronto con due mandati di pagamento ma deve fare i conti con i pignoramenti gravanti sui conti di Amica, da cui le cooperative ancora dipendono. La situazione dovrebbe sbloccarsi giovedì, quando le parti (Comune-Amica e una società di Trani che vanta ben 800mila euro di credito per rifornimenti carburante) dovrebbero giungere ad un accordo per la rateizzazione del debito.

 

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