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Roghi nell'ex Enichem, Tasso spinge per un "tavolo di emergenza". Cingolani: "La situazione va monitorata"

Il ministro della Transizione ecologica certifica che lo stato di avanzamento della bonifica dell'area è completo al 18%: "Attività rallentate dalla mancata individuazione del responsabile della contaminazione da parte della Provincia"

"La situazione va monitorata, questo è fuori discussione". Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani in riferimento ai roghi nell'area Ex Enichem, oggetto dell'interrogazione presentata dal deputato manfredoniano Antonio Tasso concernente le iniziative per la riqualificazione ambientale del Sito di interesse nazionale di Manfredonia con riferimento all'area industriale.

Poco più di venti giorni dopo il vasto incendio di rifiuti speciali e pericolosi, il caso approda al Question Time alla Camera grazie al parlamentare manfredoniano del Gruppo Misto. L'onorevole Tasso ha chiesto e, promette di continuare a farlo "con una certa insistenza", l'indizione un tavolo tecnico istituzionale al quale siedano le delegazioni qualificate delle due città interessate, Manfredonia e Monte Sant'Angelo, oltre ai rappresentanti dei ministeri della Transizione ecologica, della Salute e dell'Interno, anche per delineare la destinazione definitiva dell'area.

In aula, il ministro Cingolani ha annuito alla sua proposta già inoltrata ai dicasteri e, successivamente, gli ha confermato personalmente e informalmente la sua disponibilità. Nella sua risposta, ha puntualizzato che la presenza di rifiuti abbandonati, dal punto di vista squisitamente normativo, non è di competenza del ministero che solo a seguito della loro rimozione avvia le attività di caratterizzazione e le procedure di bonifica.

Ha evidenziato che "nella relazione di Arpa Puglia, al momento, non ci sono profili di danno ambientale", ma non per questo la situazione non merita attenzione. Ha fatto sapere che la Prefettura, in seno all'attività del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha comunicato che è stato avviato "un monitoraggio dei siti sui quali sono stati depositati in modo illecito rifiuti ed un percorso condiviso con la Regione Puglia e le amministrazioni comunali interessate per consentire nel più breve tempo possibile la bonifica dei siti inquinati".

"Ciò che è accaduto il 22 giugno non è stato il primo e non sarà purtroppo l'ultimo episodio del genere - ha replicato il capogruppo Maie-Psi - ma l'elemento raccapricciante è che non vi è un censimento puntuale delle strutture abbandonate in quella zona che, con i rifiuti contenuti al loro interno, costituiscono una vera e propria bomba ecologica, anzi tante bombe ecologiche". La principale preoccupazione del deputato Antonio Tasso è che l'area diventi una discarica in grado di attirare gli appetiti delle ecomafie. Ma, fondamentalmente, individua almeno altri tre ordini di problemi: quello ambientale perché la zona è fortemente compromessa, sanitario per l'impatto sulla salute, e sociale, perché serpeggia una contrapposizione tra le comunità delle città interessate. 

Il ministro della Transizione ecologica ha focalizzato l'attenzione sopratutto sullo stato di attuazione degli interventi di caratterizzazione e bonifica delle aree ricomprese nel Sin, sito di interesse nazionale. Certifica che la contaminazione dell'area Ex Enichem denota "un profilo complesso" e che lo stato di avanzamento della bonifica è completo al 18%.

Il sito di interesse nazionale di Manfredonia è "caratterizzato dalla presenza di alcune discariche non controllate di rifiuti urbani che sono le ex cave di calcarenite e discariche industriali in aree interne allo stabilimento ex Agricoltura spa in liquidazione, attualmente Eni Rewind spa. La contaminazione riscontrata nei suoli e nelle acque sotterranee si presenta molto variegata e legata alla tipologia di industrie presenti. Le principali criticità ambientali sono determinate dalle contaminazioni riscontrate sia in falda nell'area del polo chimico ex Agricoltura spa che nella falda soggiacente le discariche. Le indagini di caratterizzazione hanno evidenziato nei suoli una contaminazione puntuale costituita da metalli pesanti come mercurio, piombo, zinco, non metalli come l'arsenico e composti organici, Btex, caprolattami, Ipa, eccetera. Quindi un profilo complesso - ammette il ministro con una mimica eloquente - Nelle acque di falda sono state riscontrate contaminazioni di Btex, caprolattame, Ipa, arsenico, mercurio, zinco, alluminio, nichel, piombo, nonché azoto di origine ammoniaca".

Nella sua relazione, ha poi evidenziato che i risultati delle caratterizzazioni sono stati presentati per il 100% delle aree e per il 34% delle aree contaminate, pari a 74 ettari, è stato approvato il progetto di messa in sicurezza e bonifica dei suoli. "Per il 78% delle aree contaminate della falda è stato approvato il progetto di messa in sicurezza e bonifica per 168 ettari circa - ha proseguito - Per il 18% dei suoli è stato concluso il procedimento, sono 38 ettari. Alcune delle attività risultano rallentate dalla mancata individuazione del responsabile della contaminazione da parte della Provincia che è territorialmente competente. Il totale delle risorse destinate a questo Sin ammonta a 80.757.000 euro, di cui 37.366.000 stanziati dal ministero della Transizione ecologica e 43.390.000 da altri soggetti pubblici. È stato sottoscritto un unico accordo di programma in data 20 dicembre 2020, un importo complessivo di 13.550.000, di cui 6.182.000 trasferiti alla Regione Puglia e 7.370.000 a valere su risorse del bilancio del ministero".

La relazione del ministro "certifica - ha concluso nella sua replica Tasso - che questo sito è uno dei più inquinati d'Italia, e su questo non c'è dubbio". 

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