Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Le forze del campo largo battono cassa: per Giunta e Partecipate rispunta il manuale Cencelli

Fibrillazioni nella maggioranza al Comune di Foggia. Passate le elezioni, si riapre il tavolo per i Cda delle ex municipalizzate e per riequilibrare la rappresentanza nell’esecutivo

Fibrillazioni nel campo largo progressista a Palazzo di Città. Partiti e movimenti indaffarati con le elezioni fino a qualche giorno fa, hanno riaperto il manuale Cencelli e i nodi vengono al pettine.

Passate le Europee, riprendono in mano la pratica Giunta e partecipate, quando ormai si avvicina l’approvazione del bilancio d’esercizio nelle ex municipalizzate, che coincide con la scadenza degli incarichi.

Pare, peraltro, che un amministratore unico avesse espressamente invocato lo statuto, per firmare il suo bilancio prima di andare via.  

Le forze politiche avrebbero convenuto sull’opportunità di rivedersi subito dopo l’appuntamento con le urne. E venne il giorno.

Ieri pomeriggio, segretari di partiti e movimenti e capigruppo di maggioranza si sono rivisti e hanno messo sul tavolo della sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, le loro richieste a sei mesi dal varo della Giunta, scadenza per un primo tagliando.

Stando ai rumors della vigilia, potrebbe saltare almeno una poltrona. A lasciare l’esecutivo dovrebbe essere un assessore indicato da Azione, per fare posto a un nome del Partito Socialista. Come noto, infatti, la geografia del Consiglio comunale è cambiata: Mino Di Chiara a febbraio ha lasciato il gruppo di Tempi Nuovi-Azione e piantato in aula la bandiera del garofano, per poi strappare meno di un mese fa un consigliere all’opposizione, Stefania Rignanese, che ha seguito le orme del padre, oggi vice segretario provinciale del Psi.

Al momento, dunque, il gruppo consiliare capeggiato dal segretario cittadino conta due consiglieri, proprio come Tempi Nuovi-Azione, composto da Paolo Frattulino e Antonello Di Paola. E potrebbe addirittura arrivare a quota tre. Da qui, la richiesta di riequilibrare la rappresentanza in Giunta.

Sarebbe già pronto l’ingresso di Carmela Russo, figlia di Pasquale Russo, anche lui un tempo assessore, prima dei non eletti con 594 preferenze nella lista di Tempi Nuovi. Peraltro, è rientrata a Foggia dopo la specializzazione e, dunque, non ci sarebbero più scuse. La sindaca, infatti, aveva posto precisi paletti sugli impegni lavorativi, validi per tutta la sua squadra.

In un primo momento, sarebbe stato considerato sacrificabile il commercialista Lorenzo Frattarolo, assessore alle Attività Produttive. I socialisti chiuderebbero il cerchio, perché occupa la casella che rivendicarono nell’ultima riunione, quando hanno avuto la peggio.

Ma a blindarlo sarebbe stata proprio la sindaca. Del resto, in questi primi mesi, ha dimostrato un certo attivismo. Sulla scorta di un’interlocuzione con le associazioni di categoria, ha trovato la soluzione per ridurre le tariffe del canone mercatale; si è attivato per predisporre un piano chioschi e, prima ancora, ha risolto il problema delle autorizzazioni all’occupazione di suolo pubblico scadute; ha dato un nuovo impulso alla lotta all’abusivismo commerciale; ha ripreso in mano il dossier dell’impiantistica pubblicitaria, tanto per menzionare alcune iniziative.

L’altro assessore in quota Azione è Daniela Patano al Personale e Polizia Locale. I socialisti, peraltro, non si accontenterebbero di un posto in Giunta, ma avrebbero chiesto anche una vicepresidenza nelle partecipate.

In cima alla lista degli scontenti, però, come noto, c’è Italia del Meridione, che aveva usato parole nette e forti in occasione del suo primo congresso cittadino e avrebbe ribadito il concetto al tavolo.

Se in quel di Cerignola, il campo largo ha riconosciuto al Movimento 5 Stelle con un solo consigliere un rappresentante in Giunta, a Foggia Italia del Meridione non ha ricevuto lo stesso trattamento.

E così, per iniziare un altro giro, il movimento politico si aspetta che la sindaca finisca il primo, valorizzando il contributo alla causa di Pasquale Cataneo e del suo gruppo. Dopo aver dimostrato affidabilità politica, confida che la sua richiesta di una presenza all’interno del Cda dell’Amiu trovi accoglimento.

Di certo, si va verso il Cda a cinque nelle ex municipalizzate, soluzione che, inizialmente, aveva incontrato qualche resistenza. La modifica comporta un atto di indirizzo e un iter che potrebbe dilatare i tempi.  

Un po’ tutte le forze rivendicano il loro peso all’interno della coalizione, ed è fisiologico, ma rimarcano anche le rinunce, perché lo scotto di alcune scelte non si può pagare all’infinito. Chi per un verso, chi per l’altro, mostra qualche disappunto. Nel novero degli scontenti, ci sarebbero anche Pd e Cinquestelle.

Il capogruppo del Partito Democratico, Lino Dell’Aquila, non ha perso occasione, in Consiglio, per suonare la sveglia di tanto in tanto, invitando, in buona sostanza, la Giunta a darsi una mossa.

Dopo la riunione di ieri, bocche cucite nel campo largo progressista. Sarebbe finita, comunque, con una fumata nera.

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