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Domenica, 25 Settembre 2022
Politica

Referendum, Emiliano: “Ricominciamo dalla Costituzione rafforzata dal plebiscito in suo favore”

Il commento di Michele Emiliano all’indomani del voto referendario sulla Riforma Costituzionale che ha costretto Matteo Renzi a rassegnare le dimissioni

A caldo un ‘Buonanotte a tutti. La nostra Costituzione è salva’, questa mattina un commento più articolato e incisivo. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha affidato a Facebook l’analisi del voto post-referendum – incentrandola sulla Costituzione - che ha di fatto costretto Matteo Renzi a rassegnare le dimissioni.

L'ANALISI POST-VOTO IN PROVINCIA DI FOGGIA

REFERENDUM: I RISULTATI COMUNE PER COMUNE

IL COMMENTO DI MICHELE EMILIANO. Ho giurato sulla Costituzione Repubblicana per ben tre volte. Quella Carta è stato il principale riferimento della mia vita e vedo anche per tanti altri italiani che per due anni si sono sfibrati nel tentativo di cambiarla o di difenderla così com’è. Hanno vinto questi ultimi. Ed è la seconda volta che accade. Dunque la storia che la Costituzione non funziona finisce qui. Almeno a giudizio del popolo sovrano, che vuole vederla applicata fino in fondo.

Dobbiamo ammettere che la nostra Costituzione ormai vive dentro di noi e si manifesta nei momenti più difficili e belli della nostra Storia. In essa abbiamo trovato le risposte alle nostre domande. Abbiamo imparato studiandola, e non solo sfogliandola, che essa va applicata fino in fondo, con pragmatismo ed emozione, per risolvere i problemi concreti delle persone.

Quando ci assegna un diritto, un dovere, un compito o un incarico dobbiamo assolverlo con lealtà ed onore nel solo interesse del Paese. È tra quelle pagine che abbiamo imparato a lottare contro l’illegalità comune e mafiosa, abbiamo capito così cosa significa fare politica partendo dal basso al servizio delle nostre comunità. E i traguardi che possiamo raggiungere coinvolgendo nella partecipazione tutti gli italiani.

Lì dentro è descritto come uscire dai nostri problemi, per esempio dalla tragedia dell’ILVA di Taranto, nella Costituzione c’è scritto come risolvere il contrasto tra l’interesse nazionale e quello delle popolazioni locali, in quell’equilibrio mirabile costruito da uomini e donne irripetibili, si deve adesso ricavare la visione del futuro dell’Italia.

È la Costituzione che con i suoi contrappesi corregge l’arroganza di chi esercita il potere per se stesso e non nell’interesse di tutti. E dalla Costituzione definitivamente rafforzata dal plebiscito in suo favore di ieri che dobbiamo ricominciare. Con rispetto e lealtà, pacificando immediatamente il campo e senza consentire a nessuno di avvelenare i pozzi durante la ritirata, giocando al tanto meglio tanto peggio.

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