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Il "non siamo spariti" dei cinquestelle foggiani di Roma: "Ecco le nostre battaglie per la Capitanata"

Deputati e senatori eletti in provincia di Foggia confidano nel 'secondo tempo' del Movimento: "Siamo ancora l'alternativa". Ed esultano per una nuova organizzazione sul modello dei partiti che finora avevano snobbato: "Ci siamo accorti che una struttura serve, soprattutto a livello locale"

Sono in carica da marzo del 2018, da più di tre anni in Parlamento, e non hanno nulla da rimproverarsi. Il pattuglione dei parlamentari a Cinquestelle eletti in Capitanata rivendica i risultati, consapevole di peccare per un motivo o per l'altro nella comunicazione.

Vorrebbero parlare per ore delle grandi e piccole battaglie, peccato che non lo facciano. Qualcuno sembrava addirittura sparito dai radar. Eppure, appena ne hanno l'occasione dimostrano di essere tutt'altro che imboscati e di coltivare anche il loro orticello.

Come prevede la filosofia M5S, sono pronti a rendere conto del loro operato ai cittadini che, per la verità, si chiedono spesso dove siano i parlamentari locali, ritornello che pure conoscono.

Sono sette, cinque deputati e due senatori, ma la deputata Rosa Menga, dopo il gran rifiuto, uscita dall'aula al momento della votazione sulla fiducia a Draghi, è ancora nel limbo del gruppo Misto e, per il momento, non rilascia dichiarazioni.

Non si è mai sottratto ai microfoni il senatore Marco Pellegrini, solo momentaneamente indisponibile per una serie di riunioni, impegnato oggi tra aula e Commissioni.

Il completamento dell'anello viario del Gargano

La stelletta più luminosa che può appuntarsi Marialuisa Faro assieme ai colleghi è il finanziamento per la progettazione del completamento dell'anello viario del Gargano, la SS693: "Finalmente, dopo 40 anni, oggi ci sono 20 milioni per il progetto ed è stato nominato un commissario. Credo che avrà riflessi molto positivi per il nostro territorio".

La deputata di San Nicandro Garganico sintetizza l'impegno nazionale a 5 Stelle in due misure: il reddito di cittadinanza e il superbonus, che ha restituito ossigeno alle aziende edili. Fa parte, peraltro, del gruppo di lavoro degli enti locali che si è occupato dei fondi per i buoni alimentari, misura rifinanziata ed estesa a bollette e affitti.

"Nel mio piccolo, ho portato avanti temi come il rifinanziamento del Contratto Istituzionale di Sviluppo che speriamo si concretizzi a breve, introducendo la possibilità di scegliere ulteriori progetti per la Capitanata, per quei comuni che erano rimasti fuori dalla prima tranche".

Non le piacciono i proclami e preferisce gli annunci a cose fatte. Raccoglie le istanze delle comunità locali e cerca di risolvere i piccoli grandi problemi sollecitando gli enti preposti: acqua e fogna a Torre Mileto, il museo di Ischitella che prova a riaprire insieme a Rosa Barone, l'acqua in Foresta Umbra, il reperimento di un finanziamento per la ricostruzione del trabucco di Sannicandro e lo sblocco dei lavori per la fognatura nella zona di Foce Varano e Capoiale che aveva contrapposto Cagnano e Ischitella, ma la lista sarebbe più lunga. "Oltre ad essere legislatori siamo diventati anche i collaboratori dei cittadini, ed è giusto che sia così".

Confida nella fase 2 del Movimento e soprattutto in una organizzazione territoriale, che "purtroppo è mancata in questi anni, per affiancare i nostri gruppi di attivisti che molto spesso lavorano da soli, perché io sono convinta che siamo ancora l'alternativa". Ripone grande fiducia in Conte e si augura che il lavoro prodotto in occasione degli Stati Generali non vada disperso.

L'allungamento della pista del Gino Lisa

Marialuisa Faro lavora spesso in tandem con il deputato foggiano Giorgio Lovecchio e insieme rivendicano lo sblocco del Sieg che ha consentito i lavori di allungamento della pista dell'aeroporto Gino Lisa e che porta la firma dell'allora ministro Danilo Toninelli. "Da parte nostra c'è stata una grande pressione perché fino a quel momento la Regione, in otto anni, aveva prodotto ben poco", dice senza mezzi termini Lovecchio.

È lui ad ammettere che finora è mancata la struttura, quella dei partiti che avevano snobbato: "Abbiamo sempre denigrato le strutture, però ci rendiamo conto che in alcuni contesti servono, soprattutto a livello locale, altrimenti si assiste a uno scollamento. In questa nuova fase del M5S potremo essere più incisivi perché Giuseppe Conte sta creando una struttura che fino ad oggi non c'era, con dei ruoli ben definiti. Oggi invece è tutto affidato al buonsenso, però a volte il buonsenso non basta".

Lovecchio ricorda l'opera di sensibilizzazione affinché il capoluogo dauno ricevesse un'attenzione diversa da parte del governo per quanto concerne la mafia, confluita poi nell'arrivo a Foggia della Dia grazie al senatore Marco Pellegrini, come gli riconosce il collega.

"Adesso c'è l'altra grande sfida del Recovery Fund che si gioca sul tempo - prosegue Lovecchio - i progetti devono essere immediatamente cantierabili, ma devono essere pronte anche le amministrazioni locali".

Tra le azioni più incisive annovera l'emendamento nella prima legge di bilancio relativo alle royalties dell'eolico: "Con l'emendamento firmato insieme a Marialuisa Faro e Nunzio Angiola evitammo il dissesto dei piccoli comuni che avrebbero dovuto restituire quelle royalties".

Si sta occupando del canale Lagrimaro di Cerignola: "Ho interessato il ministero dell'Ambiente, la Regione il Consorzio di Bonifica e si sta cercando di arrivare a una soluzione. Ascoltiamo le istanze dei cittadini e le portiamo a livello parlamentare interessando i ministeri. Poi, talvolta, ci ritroviamo davanti un muro da parte di alcune istituzioni che per paura di essere offuscate ci mettono un po' i bastoni tra le ruote e ci lasciano fuori di proposito".

La sua rendicontazione è ferma a maggio del 2020. "L'ho fermata di proposito, invece Rousseau l'ho sempre pagata". All'epoca saltò fuori il grande dilemma del fondo. "Noi chiedemmo di fare un altro tipo di rendicontazione per lasciare semmai quei soldi sul territorio, per fare in modo che la nostra restituzione fosse tangibile. Abbiamo restituito decine di milioni di euro, ma darli così non ha alcun senso. Io ho restituito fino ad ora 50mila euro ma è come se non avessi dato niente".

L'eolico selvaggio sui Monti Dauni

Proviene da una famiglia di produttori agricoli e ha vissuto anche sulla sua pelle i problemi del settore trainante dell'economia del territorio la senatrice Gisella Naturale che si sta concentrando proprio sulla promozione dell'agroalimentare e sta spingendo per le certificazioni di qualità come la Dop della Peranzana e la Dop Puglia del pomodoro. La reputa la soluzione migliore per raggiungere l'agognato giusto prezzo.

È capogruppo in commissione Agricoltura e partecipa alle riunioni settimanali col ministro. "Puntiamo a rafforzare i contratti di filiera per ridistribuire equamente il valore tra tutti gli anelli della catena". Con la globalizzazione, ammette, è praticamente impossibile soddisfare la richiesta di fermare le navi canadesi del grano duro, le importazioni dell'olio tunisino, e le arance che arrivano dalla Spagna o dal Marocco. "Noi dobbiamo puntare sulla diversificazione dei prodotti e sulla promozione della qualità. Parlando con altri colleghi, l'olio pugliese è quello che costa meno: un problema ce lo abbiamo in casa, a questo punto".

Le sta a cuore il tema dell'ambiente e ha ingaggiato una crociata contro l'invasione delle pale eoliche sui Monti Dauni. "A Rocchetta - spiega la senatrice Naturale - ci sono società che sono sparite e hanno lasciato le pale in disuso perché ormai obsolete". E lamenta che pPiuttosto che al revamping si pensi a nuovi progetti. "Stiamo svendendo un territorio a società che non pagano nemmeno i tributi. Solo grazie al Movimento 5 Stelle è stato approvato un emendamento che ha consentito di pagare le royalties fino al 2018. Abbiamo fatto tanto e ci è riconosciuto anche dai comuni di Monti Dauni. È stato un grande risultato e dobbiamo ringraziare la vice ministra Castelli".

Ai sindaci suona la sveglia: "Si devono attivare. Mi sono occupata anche di alcune strade come la provinciale 32 che collega l'alto Tavoliere, Torremaggiore, San Paolo con il casello autostradale di San Severo. Queste istanze si portano nel Consiglio provinciale e non posso proporle senza l'appoggio dei sindaci. È questo lavoro di squadra che deve essere incrementato. Ho sempre detto alle amministrazioni di usarmi come uno strumento, finché posso faccio il massimo".

È la parlamentare con più voti ribelli della provincia di Foggia: per venti volte si è espressa diversamente dal suo gruppo, "ma non fanno testo". Non per questo non è fedele alla linea ed è sempre in regola anche con le rendicontazioni. Considera Conte "una figura che rispecchia i nostri ideali" e, come i colleghi, è entusiasta del nuovo corso.

La Cittadella della Giustizia

Il settore di competenza e di attività parlamentare della deputata Carla Giuliano è, invece, la giustizia ma il risultato di cui va più orgogliosa è il salvataggio di 37 lavoratori di Apulia Prontoprestito. "È stata una delle prime problematiche che mi è stata sottoposta e devo ringraziare tutti i colleghi foggiani per il supporto".

A seguito del decreto Salva Banche, Intesa San Paolo aveva rilevato Banca Apulia e alcune società controllate e collegate ma non Apulia Prontoprestito. "Con il supporto di tutti i colleghi del Movimento foggiano e con l'aiuto del vice ministro Castelli, del sottosegretario Villarosa e di Luigi Di Maio in persona, siamo riusciti a risolvere la situazione e i lavoratori sono stati tutti riassorbiti da istituti bancari pugliesi. Nessuno di loro ha perso il posto di lavoro. È stata una grandissima vittoria per il nostro territorio".

Da quando è stata eletta si sta interessando della questione della Cittadella giudiziaria a Foggia. "C'è già uno stanziamento tra i 70 e i 90 milioni di euro da parte del ministero della Giustizia. Il contenzioso che andava avanti da una quarantina di anni tra il comune di Foggia e i proprietari è chiuso". Nei prossimi giorni si interfaccerà con il commissario prefettizio per capire a che punto sia la vicenda dei terreni, "perché una volta sbloccata, al Demanio che gestirà la donazione è già pronto l'atto".

Sta seguendo il tema della magistratura onoraria e annuncia che a breve il tribunale di Foggia avrà un'importante immissione di cancellieri, perché sono in fase di conclusione le assegnazioni del concorso nazionale, grazie "al piano assunzionale senza precedenti" dell'ex ministro Bonafede.

Ma, soprattutto, si sta occupando della riapertura delle sedi distaccate, chiuse a seguito della revisione della geografia giudiziaria nel 2012 e cerca spiragli.

"Per il nostro territorio - dice in tutta sincerità la deputata di San Severo - non si fa mai abbastanza. È molto complesso, i problemi sono tantissimi, edè stato politicamente abbandonato per molti anni".

Il Campus universitario del Mezzogiorno

La deputata Francesca Troiano, più che con i suoi colleghi, lavora a braccetto con il portavoce dei Piccoli Comuni Italiani Virgilio Caivano. Ormai sono inseparabili. Il suo cavallo di battaglia sono proprio i piccoli comuni. Inizialmente, assieme al consigliere per il Mezzogiorno del presidente Conte, Gerardo Capozza, ha seguito tutto l'iter dei progetti del Cis Capitanata. "È stato un lavoro lungo e meticoloso, che ha consentito alla provincia di Foggia di capitalizzare un parco progetti per centinaia di milioni di euro. Non c'è stato il tempo di spiegare all'opinione pubblica tutto il lavoro fatto perché ci sono stati progetti sbloccati in tempi velocissimi".

Sta provando a ristabilire una connessione tra Comuni, Regione e Parlamento e sta lavorando con l'assessore regionale Anna Grazia Maraschio - che ha anche la delega alle Politiche Abitative - e con l'amministratore unico dell'Arca Capitanata Denny Pascarella per creare uno sportello di servizi.

Propende per l'idea dei consorzi, soprattutto laddove le risorse non bastano: meglio ragionare per aree e accorpare i servizi per renderli più efficienti e far ripartire le aree interne.

Ma la grande sfida è il Campus universitario del Mezzogiorno - meglio, del Mediterraneo, in un'ottica europea - sogno del magnifico rettore Pierpaolo Limone. "Stiamo lavorando anche con l'assessore regionale Leo per un finanziamento, perché ne ha colto l'importanza per lo sviluppo del nostro territorio. O comprendiamo che dobbiamo ripartire dalle competenze, dalle professionalità, oppure il nostro territorio non riparte".

Conferma, per la cronaca, che sarà "in prima linea a Manfredonia" per le elezioni amministrative, ed è entusiasta del secondo tempo del Movimento. "Sono al fianco di Giuseppe Conte e sono aperta al dialogo con il ceto medio che per me è l'interlocutore al quale il Movimento deve rivolgersi. Credo che siamo in una fase di profonda evoluzione e la vedo come una ventata di ossigeno per poter portare le nostre battaglie ad un livello di concretezza più alto. Abbiamo risvegliato il senso civico, ottenendo un ottimo risultato, ora l'obiettivo è costruire una classe dirigente all'altezza".

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